Il verde pubblico a Carlentini? Meglio abbatterlo

Tutti parlano di ambiente, ma solo per scherzarci su...
di Emanuele G. - sabato 30 luglio 2011 - 2167 letture

Il poeta libanese Kahlil Gibran (1883 - 1931) al riguardo degli alberi usava ripetere spesso la sottostante frase:

"Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine."

Una frase che rimarca - ancora per l’ennesima volta - l’importanza essenziale degli alberi nella vita dell’uomo. Peccato che a Carlentini ciò non è stato opportunamente preso in considerazione al momento di decidere l’abbattimento dei dieci pini siti all’inizio di Via Scavonetti.

Posso capire l’esigenza di assicurare la stabilità statica degli edifici adiacenti ai pini abbattuti e la sicurezza della pompa di benzina collocata nelle immediate vicinanze. Sfortuna ha voluto che i pini ivi piantati decenni orsono hanno la massa radicale diffusa. Se solo avessero avuto quella a chiodo la situazione sarebbe stata certamente diversa.

Individuata - almeno - una causa apparente di giustificazione all’abbattimento della filiera di pini, ci sono alcune considerazioni da fare. Le seguenti.

Possiamo sapere, intendo dire noi cittadini, la vera motivazione che ha spinto ad adottare tale decisione? Mica un atto di questa portata si può prendere nello spazio di un mattino. Ci sarà stato un iter che ha consigliato l’adozione di un provvedimento teso alla "rimozione" degli alberi.

Perché non sono stati messi al corrente gli abitanti della zona in modo che si potesse attivare un percorso di decisione condivisa? Mi sarebbe parso un atto di grande civiltà. Cioé. C’è un problema. Interroghiamo la cittadinanza interessata. E vediamo il da farsi...

Che tristezza vedere i tronchi di alcuni dei pini coperti dal cemento. Si abbatte un salutare polmone di verde per lasciare spazio all’onnipresente cemento. Si vede che il partito del cemento a Carlentini - ma non solo - ha più peso di quello del verde.

Già il verde a Carlentini. A parte la Villa Comunale collocata di fronte all’Etna, il verde pubblico nella cittadina carleontina è davvero poca cosa. Non c’è mai stata attenzione per tale tematica. Ogni spazio disponibile meglio cementificarlo. Da meno problemi. In apparenza.

Eppure gli alberi hanno una funzione essenziale. Ci permettono di respirare. Cosa di non poco conto... Fanno si che nelle persone anziane e nei bambini le dinamiche respiratorie migliorino. Sono strumenti fondamentali di stabilizzazione del clima. Dove ci sono alberi ci sono meno sbalzi climatici. Soprattutto nel corso delle nostre estati caldissime loro apportano una ventilazione capace di abbattere - questo si - il senso di afa e calura eccessive.

Poi, una domandina senza alcun apparente valore. Ma si è chiesto alla Forestale l’autorizzazione all’abbattimento. Sapete ci sono delle leggi anche in questo settore. Sempre rimanendo nel settore normativo non si conosce quella norma che invita a piantare un nuovo albero allorquando se ne abbatte uno? Per di più è previsto che per ogni nato ci sia la piantumazione di un alberello. Qualcuno al Comune di Carlentini ci può dare qualche risposta esaustiva in merito a una vicenda tristissima.

Tristissima. Per usare un eufemismo. Uno degli angoli più particolari di Carlentini è stato distrutto e continua, pertanto, quel processo di progressiva rimozione della memoria storica collettiva di noi carlentinesi. Che sembra valga molto meno del cemento...


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