Il topo e la mania di grandeur

Cronache di quotidiana indifferenza verso il decoro cittadino a Carlentini (Sr)
di Emanuele G. - sabato 16 luglio 2011 - 2130 letture

Premessa:

Venerdì 10 giugno 2011 il topo è improvvisamente scomparso dalla sede stradale ove giaceva. Portato via per caso dalla spazzatrice? Chissà... Ciò rende il caso ancora più grave poiché l’igiene pubblica a Carlentini sembra un’azione posta in essere per caso. E non in base ad un’azione programmata posta in essere con una costante vigilanza igienico-sanitaria del territorio comunale. Un fatto che fa riflettere.

La vicenda:

Verrebbe di rispondere con il più classico dei MAH. Vi racconto in modo stringato una storiellina breve breve. A Ramacca c’era un villano che andava su e giù per la piazza principale del paese ripetendo fino a tediare MAH. I compaesani preoccupati si precipitarono immediatamente presso la locale stazione dei Carabinieri. Lì, rappresentarono i loro timori al maresciallo. Che subito si recò in piazza. Il villano iniziò a sviscerare un fatto personale apportatore di indicibile cruccio. Aveva due figlie. Una sposata e senza figli. L’altra zitella, ma madre felice. Al ché il maresciallo ribadì con un sonoro MAH. Chissà perché…

La situazione si ripete papale papale a Carlentini. Dove si ha la smania di fare le cose in grande, mentre ci si dimentica delle minuzie. Ovverossia si anela al massimo senza avere la capacità di governare eventi di poco conto.

Vi chiarisco meglio il mio concetto. Da settimane staziona il cadavere di un simpatico roditore all’incrocio fra le vie Roma e Dante. E’ un cadavere misero, miserrimo. Appiattito – oramai – come una sottiletta. Nessuno si è preso la briga di rimuovere il pericoloso rifiuto dalla pubblica sede. Pericoloso perché è evidente che una carogna in putrefazione di topo è foriera di patologie particolarmente perniciose per la salute dell’uomo. Vi ricordate la pesta di manzoniana memoria?

Quando dico nessuno mi riferisco agli operatori ecologici, all’ufficio di igiene pubblica e ai vigili urbani. Ma non solo ad essi. Il quartiere è abitato da fior fiore di amministratori pubblici (sindaci, assessori, consiglieri e dipendenti comunali). Possibile che nessuno di loro abbia avuto un sussulto di dovere civico per attivarsi a rimuovere il problema? Possibile che a Carlentini si è omertosi anche per fatti in apparenza di scarso rilievo? Possibile che il Comune sia così inefficiente e imbelle?

E dove sono i cittadini? Preferiscono sempre e comunque farsi i fatti propri. Mai che diventino cittadini con la C maiuscola. Si vede che a Carlentini l’arte di Morfeo è molto praticata. Voi direte, ma tu cosa fai visto che sei bravo a pontificare? Ho fatto notare il problema ad alcuni dipendenti del Comune. Con risultati scarsi visto che mi hanno "rassicurato" allontanandosi subito dopo facendo spallucce. Come dire...cosa vuole questo qui? Stiamo lavorando, perbacco!

Ritornando al Comune c’è da dire che adotta una tattica particolare. Conscio del fatto che è impotente a risolvere i banali problemi della quotidianità di tutti i giorni annuncia progetti fantasmagorici a ogni pié sospinto. Vogliamo fare un elenco? Il parco archeologico. L’eolico. Il campo da golf. L’outlet. Lo sfruttamento di Borgo Rizzo. Il rifacimento di via Marconi. L’eliporto. Ed altro ancora. Quante cose si devono fare a Carlentini! A crederci si ha la sensazione di vivere in un novello Eden.

Peccato che sia un sogno. O per meglio dire un incubo. Infatti, indicatemi, amministratori e cittadini, una sola cosa portata a buon fine a Carlentini. Tutto si è arenato oppure è preda di interessi personali. Nel frattempo ci si chiede come mai le casse comunali siano esangui con il risultato di rendere esangue la collettività carleontina.

Già i cittadini di Carlentini… La cittadinanza, invece di avere senso critico e coltivare forti valori civici, si lascia abbindolare con una facilità che lascia sconcertati. Sbigottiti. Sorpresi. Ritorna il MAH di inizio dell’articolo.

Ma con un’aggravante di un certo riguardo. Da anni a Carlentini non si riesce a sviluppare un’amministrazione ordinaria. Eppure è questo tipo di amministrazione che è propedeutica all’ideazione di progetti più ambiziosi. Al momento qui da noi sono latitanti entrambi. Con sullo sfondo un paese quasi morente. O morto. Appunto come il topo morto all’incrocio fra via Roma e via Dante.

In appendice all’articolo alcune foto scattate in data 5 giugno 2011.


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