Il tempo libero della lettura

Molti lettori sottolineano i libri, ci scrivono sopra, fanno le orecchie ai bordi, tutte cose dal bibliofilo guardate con orrore...

di Massimo Stefano Russo - mercoledì 24 agosto 2022 - 1669 letture

Il libro è un oggetto dai poteri benefici, ma per leggere con diletto, così come per scrivere, bisogna avere tempo e poterne disporre liberamente. Perché si legge? Di che natura è il piacere della lettura? Quali pulsioni sublima? Molti lettori apprezzano la copia cartacea per le qualità estetiche, la sensazione tattile e olfattiva della carta, il piacere di guardare, di ordinare e accumulare. Cosa rappresentano inconsciamente i libri? Nella lettura si prova un sentimento di vivo piacere, in essa ci si rifugia, ci si isola, si arriva a consolarsi dalle delusioni. L’abitudine di leggere che diventa un vizio è uno stupefacente di cui non si può fare a meno. Il lettore immerso nel suo libro si irrita facilmente per qualsiasi fonte di disturbo. Si narra di Machiavelli che per leggere si spogliava degli abiti ordinari e si vestiva elegantemente.

Molti lettori sottolineano i libri, ci scrivono sopra, fanno le orecchie ai bordi, tutte cose dal bibliofilo guardate con orrore. Il libro per lunghi secoli e per generazioni e generazioni di fedeli è stato un arredo liturgico, sacro. La più antica biblioteca conosciuta della Chiesa romana fu fondata attorno al 380 da papa Damaso I, presso la Chiesa di san Lorenzo (Manguel).

Nel leggere ci dedichiamo alla conoscenza, anche per riuscire a liberare le nostre paure e catalogare i nostri desideri. È un esercizio attivo che può consentire di raggiungere, conservare e in parte aumentare la propria felicità. Le menti si risvegliano nei libri e risuonano nella lettura, con gli stimoli ideali che addentrati nell’inconscio aumentano la propria felicità. La vera poesia è un inno in cui ci si abbandona e l’estasi, desta sentimenti e passioni.

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Antonello da Messina - Die Maria der Verkündigung - 1473

La lettura aiuta a guardarci dentro e stimola in noi la fantasia, anche per questo ha un ruolo salutare nella nostra vita. I libri, affascinati dalle storie e dalla loro narrazione, portano a scoprire il mondo e spingono a trasformarlo, vi troviamo più di un insegnamento. Nei romanzi è possibile toccare i confini tra verità, verosimiglianza e finzione. L’erudito legge per leggere e vuol tenere a mente quanto letto. Grazie al libro si attiva un percorso creativo individuale. La lettura rispetto alla conversazione esige la solitudine, ma nel conoscere il pensiero altrui non si è più soli. È un angolo visuale che risveglia molte tracce importanti e mette in discussione idee radicate. Menandro, nel mondo greco, dove la parola scritta era simbolo di sapienza e potere, sottolineava che chi sa leggere vede due volte. Aristotele riteneva la raccolta dei libri uno dei compiti degli studiosi, un aiuto necessario per la memoria e aveva fatto del proprio discepolo Alessandro un lettore così appassionato da tenere sempre con sé dei libri.

Materialmente l’amministrazione egiziana si basava sui documenti scritti, con una registrazione precisa e sistematica. La familiarità verso la parola scritta abituò gli alessandrini a leggere.

Come spiegare l’interesse per i libri? Chi ama leggere si lascia stupire dalla sua stessa passione e l’occhio ben esercitato a prima vista distingue se un libro è stato letto o meno. C’è chi mette la lettura in cima alla propria lista delle attività preferite. I cattivi lettori conservano i libri intatti (Calasso), senza lasciare alcun segno d’uso, né traccia. Thomas Carlyle, risultandogli insopportabile continuare ad andare al British Musem, dove c’era troppa gente e perdeva troppo tempo per arrivarci e nell’attendere i libri, fondò nel 1841 la London Library. Il libro richiede concentrazione e chi lo legge si deve trovare solo con lui; Carlyle sottolineava che i libri vanno letti a casa propria, in solitudine. In mezzo alla folla e al trambusto è impossibile assorbirli.

Nell’aprire un libro e sfogliarlo ci si passeggia dentro, vi si rispecchia il presente, con la memoria cartografata, come un albero genealogico. Ci sono libri che naturalmente non si leggono di seguito, si consultano e si compulsano. Li si ritiene familiari, anche se del tutto ignoti. È chi non sa bene cosa significa leggere a chiedere di fronte a una libreria, alla biblioteca che si presenta nella parete di casa: “ma li hai letti tutti?”

C’è chi, incapace di attenzione e con la pazienza che si esaurisce facilmente, ha difficoltà a leggere opere lunghe. Le parole si fanno pesanti, imprecise e inaccurate, sono sfocate e facilmente scivolano davanti agli occhi del lettore. Non ne stimolano il senso artistico e gli influssi dalle forze inarrestabili. Nella conversazione il vigore intellettuale si dissolve immediatamente, mentre questo si mantiene nella lettura nel continuare a rimanere ispirati. La mente continua a lavorare su se stessa e collega il passato, il presente e il futuro sia dello scrittore che del lettore.

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Albert Anker, La liseuse, 1882-1883

Nel piacere di leggere si nasconde un esercizio benefico per l’immaginazione. Il libro rappresenta una sorta di strumento magico, una solitudine portatile, inquietante per gli altri, in quanto perennemente accessibile. Perché si desidera leggere? Nella lettura spirito e corpo sono coinvolti nell’opposizione tra l’attività e il riposo, con il racconto a scuotere il corpo e lo anima. Lo spazio interiore è un luogo separato dove si gode del distacco della coscienza.

È una situazione particolare che assegna alla lettura il potere di esaltare l’immaginazione, in un incantesimo che sembra annullare la percezione del mondo reale. Una riprovazione da sempre circonda la lettura nel chiuso di una stanza, nell’essere asociale per sua stessa natura, vi si contrappongono i benefici del vivere all’aria aperta. È il leggere libri di avventure cavalleresche che genera la follia di Don Chisciotte, mentre Emma Bovary si nutre di romanzi sentimentali e libretti d’opera. Il romanziere rende visibili fenomeni identici nella vita che la vita stessa lenta nei suoi processi rende poco riconoscibili. L’interpretare e decifrare gli avvenimenti esprime l’adattamento, il senso profondo della narrazione umanamente significativa. Lo sforzo costante è di pervenire al significato reale dei segni che la vita non smette di inviarci.

La lettura rende disponibile l’immaginazione, senza nascondere la verità della vita e anche per questo rientra nello sviluppo formativo. Il tempo narrativo altera l’esperienza vissuta e fa emergere nuove forme di senso, altrimenti impossibili da percepire; dimostra così l’insufficienza dell’accadere delle cose per conoscerle. L’immaginazione è una forma suprema di esperienza dove ci si specchia. La lettura da compagna molto rispettosa instaura col libro una relazione immateriale e geometrica. Nel libro finito, dove ci si raccoglie, si ha il ricordo e l’oblio. La cultura è un lungo processo di selezione e di filtraggio e assegna alle biblioteche il compito di trasmettere il sapere raccolto nei libri che riflettono il genio umano, fanno parlare il passato.

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Edward Hopper, Lettrice in treno, 1965

Quale cambiamento introduce la lettura a video rispetto a quanto sino adesso conosciuto solo pagina dopo pagina? Il libro elettronico finirà per imporsi sul libro stampato? Vedere delle parole sullo schermo non è la stessa cosa che leggerle o capirle. La lettura in rete non avviene in modo tradizionale e la lettura veloce spesso falsa il dato. Per ridare autorità e dignità al libro c’è ancora tanto bisogno di leggere e scrivere. I computer e i nuovi media prospettano un ritorno all’oralità. La letteratura d’immaginazione è una ragnatela legata alla vita, frutto del lavoro umano, con la sofferenza legata a cose grossolanamente materiali. Per far rivivere la realtà, senza perdere il contatto con essa, bisogna pensare poeticamente e prosaicamente. La lettura ha una funzione altamente strategica, fa comprendere la complessità del mondo e ne coglie i significati. Con la conoscenza che passa dalla pagina allo schermo se i lettori non avranno più bisogno nelle biblioteche per consultare o prendere un libro in prestito che fine faranno le biblioteche? Quale sarà il loro ruolo? Diventeranno raffinati internet café?

Un numero sempre maggiore di persone oggi usa strumenti elettronici per leggere un numero sempre maggiore di libri. Un quinto dei libri venduti negli Stati Uniti sono e-book, numero in rapido aumento. Sono le biblioteche da comunità le sorgenti di conoscenza che ospitano collezioni di libri. Nei libri, che diventano motivi di vanto, c’è l’amore per la cultura. Immersi nella lettura dimentichiamo l’esistenza materiale e la realtà immaginaria dei libri influenza le nostre vite. Il mondo che ci circonda è narrativo e i sentimenti letterari incidono sulle nostre azioni. La lettura permette di imparare, di condividere esperienze passate e aumenta la saggezza. Per secoli negli Stati Uniti gli afroamericani hanno dovuto imparare a leggere di nascosto col rischio della vita e superando molti ostacoli. Leggi, rimaste in vigore fino a metà dell’Ottocento vietavano rigorosamente ai neri di imparare a leggere, schiavi o uomini liberi che fossero. La lettura la si nega perché consapevoli che è la chiave per aprire infinite porte.

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Fernando Botero, La lettrice, 2002

I libri indubbiamente proteggono e in essi c’è la memoria che custodisce i tesori della vita, per restituirceli nel piacere della lettura. Il libro oggi vive ai margini e di riflesso si manifesta sugli schermi, ma nelle biblioteche, aperte a chiunque desideri farne uso, c’è l’identità comunitaria. Nell’ordinare e disporre i libri, divisi per categorie e capaci di orientarsi, l’uso dello spazio vitale e decisivo, porta a una scelta soggettiva, a qualcosa di inafferrabile, indefinibile, elusivo che ci fa ritrovare la presenza costante e qualificante dell’essere umano.

Collezionare i libri e leggerli è passione molto antica.


Per saperne di più

- E. Berthoud-S. Elderkin, Curarsi con i libri, a cura di F. Stassi, Sellerio, Palermo 2016.

- L. Bianciardi, Non leggete i libri: fateveli raccontare, Neri Pozza, Milano 2022.

- R. Bindi, I libri che fanno la felicità, Vallardi, Milano 2019.

- R. Calasso, Come ordinare una biblioteca, Adelphi, Milano 2020.

- R. Darnton, Il futuro del libro, Adelphi, Milano 2011.

- C. Manguel, Una storia della lettura, Feltrinelli, Milano 2009.

- Id., Vivere con i libri. Un’elegia e dieci digressioni, Einaudi, Torino 2018.

- M. Proust, Il piacere della lettura, Feltrinelli, Milano 2016.

- G. Vitiello, Il lettore sul lettino, Einaudi, Torino 2021.



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