Il tempo libero come tempo della festa

Nel tempo festivo la messa in scena delle ostilità ne evidenzia l’affinità con la fiaba e il gioco, col racconto e la rappresentazione che trasfigurano i fatti in simboli e i conflitti in linguaggio.

di Massimo Stefano Russo - sabato 8 aprile 2023 - 1602 letture

Nel dì di festa, si rigenerano le proprie forze in vista delle attività da svolgere nella vita quotidiana, ma prima di tutto, asserviti a un rito collettivo, preciso e accettato, si commemorano le azioni divine. La festa, da leggere nel contesto socio-culturale da cui nasce, presenta feste religiose “ufficiali” e religiose “popolari”, feste “cristiane” carattere liturgico-calenderiale e feste “laiche”, a carattere civico-politico. La festa patronale, dal carattere liturgico-calendariale, ha un aspetto ecclesiastico-ufficiale e uno religioso-popolare. La festa religiosa è un momento ritualizzato di rigenerazione, dove la celebrazione, rivolta alle origini, rivive, ritrova e imita azioni esemplari e divine, avvenimenti primordiali. Ogni festa, nel partire da una definizione temporale, razionalizza e padroneggia il tempo: hic e nunc coincidono.

L’universo della festa, articolato e polivalente, si presenta estremamente fluido, ma una volta fissata la festa quel giorno si riproporrà periodicamente. Si hanno così festività che puntano su una regolamentazione “liturgica” religiosa o civile accentuata. L’ordine e il disordine, il cosmo e il caos sono i due poli che distinguono una festa dall’altra. Nel celebrare una festa si penetrano i segreti del cosmo e del tempo che scorre e può ritornare.

Tra vacanza e festa si hanno differenze naturali e fondamentali. Le vacanze hanno un tempo “vacuo”, con un vuoto da riempire ad arbitrio privato, in relazione al tempo liberato dagli impegni lavorativi e sovrapersonali. Presupposto delle feste tradizionali è il tempo pieno dedicato socialmente a una divinità, un santo, un evento.

Nella vacanza il tempo sociale è privatizzato, al contrario è socializzato nella festa. La vacanza presenta una situazione collettiva vissuta privatamente. Nella festa si ha una dimensione sociale del tempo vissuto collettivamente. La secolarizzazione ha trasformato il tempo festivo in vacanza, rendendo il tempo privatamente disponibile. In vacanza ci si ritrova fuori dal tempo sociale. La festa rifonda periodicamente la socialità del tempo e nel tempo.

Il permanere della celebrazione, del culto, è centrale, potente, pervasivo ed evocativo. Se la festa esalta la vicinanza corporea tra i partecipanti gli aspetti rituali richiamano la rappresentazione teatrale, spesso carnevalesca o dionisiaca. Il popolo confluisce verso il suo centro religioso e politico.

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Festa di Sant’Alfio - Lentini (SR)
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Fercolo di Sant’Agata - Catania

La ricorrenza del Sabato, scandisce singolarmente il tempo e nel vietare ogni attività lavorativa, ha un effetto sull’economia. Inizialmente tutto è caotico anche il tempo, grazie alla creazione scandita in sei giorni si ordina il tempo. La sospensione dei fatti e del fare libera dalle circostanze. Il ritmo è indifferente a ogni evento storico. I primi sei giorni organizzano il tempo della natura, dello spazio e degli eventi. Il sole e la luna sono due grandi misuratori cosmici del tempo. Il sabato, circoscritto all’ambito familiare o comunitario, si svolge in un confine stabilito, ma può essere ovunque. C’è un confine virtuale – circonda la casa, la comunità – e di sabato non va oltrepassato. Il confine sta tra il tempio e ciò che è al di fuori o davanti al tempio, tra il fanum e il profanum. Tra spazio sacro e spazio non sacro si ha la separazione tracciata dalla soglia, da un recinto. Il tempo festivo ha un momento di inizio e un momento di fine.

Nella festa si ha un momento attuale di rievocazione. A Pésach che avviene a metà del mese lunare di Nissan del miracolo (nes, miracolo) si celebra l’esodo, il migrare verso la libertà del popolo d’Israele dalla schiavitù stanziale dell’Egitto. Avviene il miracolo della liberazione primaverile dai rigori invernali e dai rigori della schiavitù. Nata come festa agraria di primavera, celebra la rinascita agraria stanziale della natura, le primizie di campi e allevamenti, ma si ha anche la nascita nomade di un popolo che nel sacrificio pasquale dell’agnello trasfigura il sacrificio arcaico dei primogeniti. Simbolo nel presente, memoria del futuro nel tempo attuale la solennità festiva riattiva le identità collettive.

Nei riti l’incontro è corporale. Liberati dall’ossessione del fare e dall’oppressione della necessità il mondo si affida alla provvidenza divina e si affranca dalla necessità. Il senso del riposo lo si può intendere come un mezzo per riacquistare energie e lavorare meglio. Nel sospendere ogni attività ci si affida totalmente alla provvidenza divina e al suo accadimento.

La festa è un momento di gioia e piacere, di sensualità e buon mangiare, una delizia in cui deliziarsi. Chi si affatica si stanca ed è nel riposo che ci si solleva dalla fatica compiuta. Qualsiasi festa rompe le abitudini quotidiane e si presenta come una anomalia nel trascorrere dei giorni. Nella festa, oscillanti tra la rottura di un ordine e la sua riconferma, col lecito nella festa che può essere illecito al di fuori di essa, si mette in scena una possibilità diversa dal consueto ordinario.

Si guardi al Carnevale che ha per vocazione e programma la sregolatezza, dove si ha un rovesciamento temporaneo delle gerarchie sociali e di genere, di ciò che è lecito o illecito. Il movente della sregolatezza festiva sta nella rottura dell’ordine rievocato per deriderlo o aggirarlo. Nel voler esorcizzare il disordine l’opposizione tra norma e trasgressione è il motore che attira la festa.

La festa, nel riattivare e celebrare le ragioni dell’identità collettiva, esclude chi non vi appartiene, mentre si interrompe il lavoro, si rinuncia al fare, e si sublima la violenza, per sottolineare la connessione al godimento di ogni letizia. Nel tempo festivo la messa in scena delle ostilità ne evidenzia l’affinità con la fiaba e il gioco, col racconto e la rappresentazione che trasfigurano i fatti in simboli e i conflitti in linguaggio.


Per saperne di più

- F. Cardini, I giorni del sacro. I riti e le feste del calendario, Utet, Torino 2016.

- M. Donà-S.Levi Della Torre, Santificare la Festa, il Mulino, Bologna 2013.

- A.-J. Heschel, Il sabato. Il suo significato per l’uomo moderno, Garzanti, Milano 2013.

- G. Kazich, Carnevale la festa del mondo, Laterza, Roma-Bari 2021.

- V. Lanternari, La grande festa. Vita rituale e sistemi di produzione nelle società tradizionali, Dedalo, Bari 1976.

- V. Valeri, Festa, in: Enciclopedia Einaudi, VI, Einaudi, Torino 1979, pp.87-99.



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