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Il sindacato 5.0: vicini alla comunità di lavoratori e cittadini

Intervista a Giovanni Antonino Cannetti, delegato sindacale e componente della RSU presso la Direzione provinciale INPS di Messina

di Piero Buscemi - mercoledì 8 aprile 2026 - 419 letture

Non è facile oggi parlare di sindacato. Quello che è stato da sempre considerato la "parte sociale" da opporre agli amministratori, ai datori di lavoro e a tutto quello che rappresenta la gestione del potere, nelle sue innumerevoli varianti, ha seguito i cambiamenti della società, mai scontati, dovendosi adeguare a uno scambio culturale e generazionale che, come prevedibile, ha comportato una rivoluzione sociale alla quale, spesso, è stato davvero difficile adeguarsi.

Per avere una visione aggiornata di quanto il sindacato rappresenti nei rapporti tra i vari attori, in continua tensione tra idee e princìpi su come rapportarsi al mondo del lavoro, abbiamo intervistato un giovane delegato sindacale della sigla USB di Messina, Giovanni Antonino Cannetti, delegato sindacale e componente della RSU presso la Direzione provinciale INPS di Messina che, gentilmente, ha risposto alle nostre domande. Di seguito l’intervista.

Girodivite: Dalla tua esperienza, potresti riassumerci il concetto di "sindacato" oggi? E nello specifico, cosa vuol dire oggi "fare sindacato" all’Inps?

Cannetti: Nella mia pur limitata esperienza sindacale, svolta all’interno della sigla USB pubblico impiego in INPS, ho sperimentato un concetto di sindacato attento alla “rappresentatività” nel suo senso più genuino e semplice. Una rappresentatività fatta di presenza, ascolto e prossimità ai lavoratori in quanto singoli e come comunità. Questo significa sia comunità che resistenza consapevole, osservando ed intervenendo preventivamente sulle conseguenze, “dentro” gli uffici e fuori, delle determinazioni organizzative e tecniche sui servizi forniti all’utenza e la qualità della dimensione lavorativa.

Girodivite: Quali sono, secondo te, le priorità che nell’immediato "presente", andrebbero risolte per una maggiore efficienza nei servizi resi dall’istituto?

Cannetti: Vi sono diverse criticità. Malgrado gli sforzi verso la “customer satisfaction”, INPS è ancora percepito comunemente, non solo per sua colpa, come uno dei “macchinari” complicati del mostrum della burocrazia italiana, dal design inutilmente spigoloso, increspato e dalla scocca opaca. L’efficienza dei servizi resi dall’Istituto potrebbe giungere, in parte, da una semplificazione (anche normativa) e corretta comunicazione degli schemi, dei flussi di lavoro e dei servizi. Se il sistema resta un labirinto, il lavoratore si perde e il cittadino aspetta.

Girodivite: Una delle argomentazioni su cui si focalizza l’attenzione di tutte le sigle sindacali, è quella inerente alle così dette "pagelline", ossia la facoltà dell’amministrazione di valutare l’operato dei dipendenti, in pieno stile scolastico. Che puoi dirci in merito?

Cannetti: Cose non buone, purtroppo. I sistemi di valutazione nel pubblico impiego sono la risposta escogitata nel tempo, ma evidentemente con poca lungimiranza, alle legittime istanze di buona amministrazione, riconoscimento del diligente adempimento dei doveri di servizio ed obiettivi di risparmio. Non bisogna essere contrari alla valutazione in sé, ma la tendenza ed i prossimi interventi normativi, come quello già approdato al Senato sulla carriera dirigenziale e valutazione della performance del personale delle pubbliche amministrazioni, puntano a legare paga e performance, contingentando sempre le valutazioni positive, anche con il ricorso all’intelligenza artificiale, senza alcun fondamento di realtà. Nessuna attenzione viene prestata al peso degli attuali vuoti d’organico, della perdurante mancanza di piani di sviluppo professionale, di obiettivi non sempre chiari e criteri di valutazione “orientabili”, sulla motivazione effettiva dei dipendenti ed il potenziale disgregatore di solidarietà fra colleghi e nei gruppi di lavoro. Non può essere consentita un’insana lotta per le briciole fatte cadere dalla tavola.

Girodivite: Nonostante le innumerevoli iniziative del tuo sindacato, tra assemblee e manifestazioni di piazza e indizioni di sciopero, l’amministrazione Inps ha mostrato una certa sensibilità a provare a trovare delle soluzioni congiunte?

Cannetti: Con USB ho avuto l’opportunità di vivere esperienze di confronto e contrattazione anche a livello centrale; la vera mediazione non è ancora iniziata, ma si avverte una certa comprensione e perplessità dell’Amministrazione nel rischio di dover recepire appieno la cornice delineata da tal genere di interventi normativi, contro i quali la voce unitaria dei lavoratori sarà determinante.

Girodivite: A parte l’eventuale "disponibilità" dell’amministrazione a trovare un punto di convergenza con il sindacato, che livello di partecipazione hai riscontrato nei dipendenti coinvolti nelle varie problematiche?

Cannetti: Il coinvolgimento e la partecipazione non sono scontati e rappresentano compiti fondamentali che il sindacato, sempre più spesso e con più forza, deve assumersi prioritariamente verso i lavoratori per contrastare le tendenze verso l’individualismo e l’impoverimento della dimensione sociale ed umana del lavoro. La delega sindacale non può tradursi in disinteressamento alle dinamiche della realtà lavorativa e per i fatti che la riguardano. La “stigmatizzazione” del pubblico impiegato è cosa ben nota e suscita sempre sussulti d’orgoglio; fin dove è stato possibile creare momenti di sensibilizzazione sui temi concreti, le risposte in termini di partecipazione sono state molto positive.

Girodivite: La Usb si è sempre dimostrata sensibile e vicina a questioni di interesse nazionale e internazionale, quali la sicurezza nei posti lavoro o le problematiche legate a focolai bellici. Quali altre iniziative, secondo te, potrebbero essere intraprese per coinvolgere la popolazione, spesso distratta da problemi che, solo apparentemente, sembrano lontani dalla realtà italiana?

Cannetti: Il lavoro povero è ormai un problema globale, così come i conflitti più o meno grandi e lontani da noi. Informare e confrontarsi, anche nelle strade, è fondamentale, con argomenti scevri da connotazioni prettamente ideologiche, causanti ritrosie e divisioni. Dati oggettivi e la buona esposizione delle contraddizioni di sistema che posture politiche ambigue alimentano sono molto più persuasivi di tanti, pur importanti, argomenti di principio. Chiarire il legame tra il portafoglio sempre più assottigliato di ciascuno, i mercati del lavoro a “precarietà diffusa” e le crisi internazionali non può che riaccendere l’attenzione, tanto del lavoratore che del cittadino.

Giovanni Antonino Cannetti è Consulente della Protezione sociale in INPS dal 2019 (funzionario progettazione, erogazione e controllo dei servizi) per le prestazioni e servizi ai lavoratori correlati alla crisi d’impresa. Legale abilitato, ha maturato esperienza scientifica e professionale nel diritto pubblico, per il contenzioso lavoristico e la gestione delle risorse umane. È delegato sindacale e componente della RSU presso la Direzione provinciale INPS di Messina.

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