Sei all'interno di >> :.: Culture | Arte |

Il senso della luce di Gauthier, i volti e le figure di Garbolino Ru’

Agrigento - dal 30 luglio al 12 settembre 2010

di Redazione - venerdì 13 agosto 2010 - 5196 letture

E’ un doppio appuntamento con l’arte, figurativa e plastica, quello che le FAM, la galleria d’arte moderna delle Fabbriche Chiaramontane di Agrigento, hanno allestito dal 31 luglio al 12 settembre, per i viaggiatori diretti ad Agrigento in questa estate 2010.

A convivere, nei raffinati spazi espositivi delle FAM, saranno contemporaneamente la luce mediterranea e dilagante delle 70 opere di Luc Gauthier, il neo figurativista francese dallo straordinario talento che con “Cet été”, narra il suo Grand Tour in Sicilia come nel ‘700 fecero Goethe, Houel e Maupassant, e le algide sculture in acciaio, alluminio, bronzo candido marmo di Carrara realizzate da Gabriele Garbolino Ru’, un giovane artista di origine piemontese, reduce da una analoga performance a Modena conclusasi con grande favore di pubblico e critica il 27 giugno scorso.

Antonino Pusateri, presidente dell’Associazione Amici della Pittura Siciliana che cura lo spazio delle Fabbriche Chiaramontane, spiega il senso di questa insolita proposta che segue a distanza di pochi giorni la chiusura della mostra-evento “Astrazione Siciliana. 1945-1968” curata da Marco Meneguzzo e che ha indagato sull’eterogenea produzione di una generazione di autori vissuti sull’isola o attivi nel resto d’Italia e in contesti internazionali.

“Per una volta – spiega Pusateri - diamo asilo ad artisti ‘stranieri’ e non conterranei come abbiamo fatto sinora in omaggio al titolo e agli obiettivi della nostra associazione. Francese Gauthier, piemontese Garbolino Rù: abbiamo aperto le porte a due artisti che, ognuno nel proprio campo espressivo, hanno maturato importanti esperienze nella formulazione del colore, Gauthier, e delle forme e dei materiali, Garbolino Rù. Ai nostri visitatori il piacere di divertirsi godendo della magia che emana da queste opere e dai loro autori, tanto distanti dalla nostra realtà, culturale, sociale ed economica”.

Docente di pittura all’ Ecole National Supérieure des Arts Décoratifs di Parigi, Gauthier ricorda come una “catarsi” personale la totale immersione nella luce mediterranea del suo soggiorno in Sicilia che, avvenuto l’estate scorsa, ha prodotto la ricca collezione esposta alle FAM per “Cet ètè”.

Curatrice dell’esposizione, organizzata in collaborazione con il fotografo Angelo Pitrone, la scrittrice e filosofa francese Edith de la Héronniére. Che dell’opera di Gauthier dice: “Si direbbero dei trofei riportati da una spedizione in campagna o sulle coste del Mediterraneo. Dalle tasche, o dal paniere, Luc estrae i suoi bottini di guerra: mele, pere, ciliegie, uva, limoni, aranci, mazzi di fiori raccolti qua e là o comprati a bracciate nella vetrina di un fioraio; e poi pesci argentei e gamberetti rosa. Messi al riparo nell’atelier, (…) da lì in poi verranno associati alla tacita vita degli utensili in composizioni dettate da una scienza delle alleanze tra le forme e i colori”.

“Il senso della luce, Luc Gauthier, lo ha appreso in Sicilia”, continua Pusateri, spiegando come “Gauthier ha colto della Sicilia colori e umori dispiegando agli occhi degli estimatori una nuova stagione della sua pittura, colma di una luce trasfigurata da toni ora caldi, ora ossidati, e certamente distante dalla vena lussureggiante e forse un po’ barocca della sua produzione abituale”. Il catalogo è pubblicato da Silvana Editoriale.

Proviene da Modena, invece, la mostra di Gabriele Garbolino Rù curata da Marco Bertoli e frutto di una collaborazione fra le FAM di Agrigento e la Art Consulting di Modena: “Un ponte ideale – spiega Pusateri - fra la Sicilia e il Continente per far promuovere e far circolare da Nord a Sud la produzione degli artisti emergenti.

Di Garbolino Rù, il curatore Bertoli dice: “Grande e sicuro modellatore, colto e fascinoso compositore di immagini, il giovane scultore ha radicato la sua ineccepibile contemporaneità con la conoscenza della scultura antica e con la sua profonda comprensione, dimostrando nei fatti che (…) dopo lunghi decenni di installazioni ed assemblaggi aniconici, per i quali persino la definizione di “scultura” era negata o preclusa, il ritorno alla figura permette di avviare fondamentali riflessioni su quelli che per tradizione sono i “generi” espressivi di quest’arte nobile (…).


- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -