Il "rione sanità" di Lentini
Chi è il primo partito di Lentini? Il movimento trasversale di Rione Sanità diretto e indotto con circa 3000 preferenze, che se si fossero messi insieme...
Chi è il primo partito di Lentini? Il movimento trasversale di Rione Sanità [1] diretto e indotto con circa 3000 preferenze, che se si fossero messi insieme avrebbero eletto un sindaco in camice bianco.
Una massa di voti che con il calo della partecipazione, come si può leggere dal voto del 26 maggio 2026, ha sostenuto e condizionato entrambi gli schieramenti portando a vincere uno degli sfidanti. Nella nostra analisi Enzo Pupillo che, senza Lentini C’è, gli autosospesi di Forza Italia, non avrebbe varcato il portone di Via Macello.
Mentre la parte maggioritaria di Rione Sanità si è schierata con il candidato del centro destra Fisicaro. Bisogna pur dire, con sincerità, che il movimento fluttuante di Rione Sanità è tendenzialmente di destra perché si muove sulla scia degli orientamenti politici dei governi regionali sulla Sanità.
È un movimento, bisogna riconoscere, nella sua articolazione politica fortemente impegnato sul piano sociali e i bisogni della povera gente.
"Non ci sono iniziative contro la discarica di Grotte, l’Acqua pubblica e la Sanità contro la privatizzazione che non sono in prima fila con i loro striscioni e i loro volti, la legalità e i diritti".
Il consenso gli deriva da questo, non come dicono dei malpensanti dai favori, parola che abborrono. Il consenso sulle cose, sulle parole, sulle amicizie con i potenti di turno per le prossime occasioni.
Una amicizia politica è tale se si tramette per andare oltre i confini territoriali e per entrare nel gioco degli equilibri politici, favori e spartizioni.
Una volta le periferie contavano per la loro autonomia politica e rapporti di forza che esprimevano, mentre oggi sono subalterni ai ras delle province che ordinano, comandano e decidono.
Molte delle vicende di caduta morale, di corruzione, di clientelismo e di mafia in Sicilia stanno avvenendo per mancanza di controlli e il venir meno degli anticorpi democratici che non esistono più.
Un tema che ritorna giornalmente nelle discussione a tutti i livelli per cercare delle soluzioni, in quanto esiste una diffusa consapevolezza che così non si può andare avanti.
I segnali ci sono e sono inquietanti per la forte centralizzazioni dei poteri, che sta portando allo svuotamento del Parlamento e ad una crisi delle istituzioni democratiche anche a causa della scarsa partecipazione elettorale e credibilità.
Stiamo attraversando un momento difficile per le guerre e il costo della vita dove vanno avanti i gruppi finanziari, i signori delle armi e i gruppi d’interessi territoriali, mentre i giovani vanno via. Lo status, fortemente sentito, sotto tutte le bandiere prevale, mentre i migliori scappano e la democrazia perisce.
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