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Il presepe di Berlusconi

Altra importante novità è data dall’assenza di Gesù Bambino. Gasparri, l’ha fatto subito preventivamente arrestare, perché potrebbe trattarsi di un futuro possibile rivoluzionario facinoroso.

di Orazio Leotta - sabato 25 dicembre 2010 - 2720 letture

E’ tempo di presepi. I cultori sono soliti dividerli in due categorie principali: quello “orientale” altrimenti detto “palestinese”, in cui ogni cosa deve rappresentare fedelmente lo scenario dell’epoca ( la struttura delle case, gli indumenti dei personaggi, la vegetazione etc..) e quello “popolare”, dove è ammesso ricorrere alla più ampia fantasia.

Fra i “popolari” esistono altri sottogruppi, fra i quali una delle varianti più spettacolare è il presepe “napoletano”, caratterizzato dalla vivacità dei colori e dei personaggi, dal caos, dal bene che si contrappone al male, laddove la natività ha la funzione di intervenire per vincere il peccato e il male che vengono rappresentati, o che si celano, nel presepe stesso.

Non sappiamo a quale sottospecie appartiene il presepe di Berlusconi, di certo presenta elementi innovativi, creativi che rispecchiano fedelmente non lo scenario dell’epoca, ma quello attuale. Salta subito all’occhio fra le pastorelle, la presenza della nipote di Mubarak. Gli astanti la fissano e si chiedono, chi sarà mai lo zio della nipote di Mubarak?

Altra importante novità è data dall’assenza di Gesù Bambino. Gasparri, l’ha fatto subito preventivamente arrestare, perché potrebbe trattarsi di un futuro possibile rivoluzionario facinoroso. Fra i vari mestieri rappresentati vengono introdotti i pianisti; tutti sembrano prendere lezioni da tale Bondi da Fivizzano, che pare si eserciti durante le votazioni in aula.

I tre Re Magi, non portano i doni, ma li ricevono, e fanno parte di una congregazione chiamata Movimento di Responsabilità Nazionale il cui profeta giunge dalla lontana Barcellona Pozzo di Gotto. A presidiare le botteghe artigiane c’è un nuovo personaggio: il Babbo Natale Armato.

Defilati poi due tizi, insigni pensatori, Marchionne da Chieti e Sacconi da Conegliano fissano, con desiderio misto a invidia, la luna. Forse perché là non c’è lo statuto dei lavoratori. Ma l’attrazione principale è data da uno schermo gigante in cui a ripetizione, tipo i TG5 del mattino, vengono mandati in onda nell’ordine: il monologo di Berlusconi a Ballarò, la fiction della casa di Montecarlo, la Telenovela di Ruby, la messa in scena dell’Alitalia, la sceneggiata del ministro che lascia il PDL e il teatrino del 14 Dicembre in Parlamento.

Tutto per dimostrare che non ci sono assolutamente tagli allo spettacolo. Buone feste a tutti.


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