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Il potere di un saluto

A due mese e mezzo dall’inizio del campionato di calcio: nessun morto.
di maya - mercoledì 7 novembre 2007 - 1758 letture

A due mesi e mezzo dall’inizio ancora nessun morto. Tutti confortati e fieri di questo risultato, anche se l’equilibrio sembra sempre di cristallo. No, non parlo di una delle guerre che affliggono ancora questo mondo, ma del campionato di calcio! I provvedimenti presi danno alcuni risultati, forse. Ma mi chiedo, come mai non è stata adottata la più semplice delle regole?

Ammetto che la mia partecipazione al calcio si riduce nel seguire i mondiali e qualche partita in "dolce" compagnia, ma più per il piacere della condivisione. Comunque, nonostante il mio scarso impegno, per metà della settimana alla tv scorrono immagini delle partite e, visto che dei risultati mi importa poco o nulla, comincio ad osservare altri aspetti di quelle immagini.

Ultimamente ad attrarre la mia attenzione sono stati i comportamenti a fine partita. Se non fosse per il campo verde e le attillate ed elegentissime divise dei calciatori, sembrerebbero più le scene alla fine di una battaglia.

In campo i giocatori si lasciano andare ad ogni tipo di manifestazione e gesti, a volte molto discutibili, ma dalla panchina e nelle tribune vip, invece: è pure peggio! I dirigenti si insultano e si spintonano e poi vengono portati melodrammaticamente via, quasi a forza.

E poi ci lamentiamo della violenza negli stadi? Sprechiamo eserciti e risorse economiche che potrebbero essere meglio utilizzate (magari sorvegliando i quartieri più a rischio e non venire massacrate alla fermata del treno o molestate in metro!), per sorvegliare un evento sportivo? Sarebbe questo l’esempio?

Perchè mai un tifoso che usa il "noi" parlando della sua squadra, dovrebbe mantenere una condotta da Lord inglese, quando i protagonisti per primi sembrano agire spinti da un incontrollabile odio contro gli avversari?

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Così mi sono chiesta: "Cosa differenzia il calcio dalla maggior parte degli sport?" (miliardi a parte!) Non esiste una semplice ma efficace consuetudine: IL SALUTO FINALE. E’ prassi perfino nel sumo e non riesco ad immaginare uno sport meno raffinato.

E allora vorrei lanciare questa mia, forse ingenua, ma economica proposta: quale segnale più efficace potrebbe esserci se, al fischio dell’arbitro, tutti i giocatori a centro campo si stringessero le mani o almeno facessero un cenno di saluto? Perchè non utilizzare l’incredibile potere di questo semplice gesto?

Tanto per dimostrare chiaramente a tutti che non erano in lotta, che è solo uno sport, un gioco e, da non tifosa, lasciatemelo dire: uno spettacolo.

Chissà, magari poi una cosa tira l’altra e la mia fantasiosa e indisciplinata mente ha immaginato che, un giorno, questo saluto potrebbe essere accompagnato dall’applauso del pubblico. Tutto!


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