Il ponte sotto la sabbia
Intervista a Saro Visicaro, per provare a capire qualcosa in più sulla città di Messina.
Certi luoghi tornano periodicamente a far parlare di sé. Non perché effettivamente una città, ad esempio, faccia realmente qualcosa per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica. Più spesso, invece, sono gli interessi privati, di potere e opportunistici che si raffrontano in un territorio per trarne prestigio, vantaggi economici e, inevitabilmente, propagande politiche. Che poi tutto questo abbia un riscontro di positività e di beneficio per la collettività, non solo nei confronti degli abitanti, è tutto da verificare.
Messina non si sottrae da questo destino comune. L’atavica questione del ponte, con cadenza temporale, accende i riflettori su questa città come se il sogno di un’immensa costruzione, più volte sottolineata inutile ed eccessivamente costosa, rappresentasse la soluzione per ogni problema. Una strategia politica, collaudata e sempre efficace, che consegna nelle mani dei politici di turno l’espediente per adombrare le innumerevoli priorità che questa città offre ai suoi abitanti, senza che ci sia mai una reale volontà di darne soluzione e innalzare la qualità della vita in uno dei luoghi, in ogni caso, paesaggisticamente più attrattivo di Sicilia.
Per aggiornarci sul livello di vivibilità di Messina, rifacendoci ai parametri tanto di moda dalle agenzie specialistiche del settore, quali ricchezza, ambiente, lavoro, salute e sicurezza, siamo tornati a fare due chiacchere con Saro Visicaro, presidente della Meter & Miles, attivista e ottimo conoscitore della storia politica e sociale della città. Visicaro, sempre disponibile e cortese, ha accettato il nostro invito rilasciandoci la seguente intervista.
Girodivite: Pensando alla città di Messina, tra le tante problematiche che la caratterizzano, vengono in mente almeno 4 spunti di riflessione: l’approdo Tremestieri, i TIR in città, le vicende legate alla corruzione all’università e, ovviamente, il Ponte... da dove cominciamo?
Saro Visicaro: Gli spunti di riflessione: approdi, transito quotidiano di 3500 tir, universo università, affare ponte conducono al sistema Messina. Una gestione del potere che parte dagli anni ’60 e si perpetua oggi. Tutto inizia dalla figura di Nino Gullotti [1] che, scalando la DC siciliana e quella nazionale, rastrella ogni atomo di potere. Riesce a togliere l’ermellino a Salvatore Pugliatti [2] accordandosi con il potente Navarra e condizionando i D’Alcontres. Tutto nasce da lì. Famiglie che si intrecciano e legami che si consolidano, tradimenti che germogliano. La vicenda ponte nasce con l’allontanamento del senatore Andò (padre del futuro sindaco) dalla prima società Ponte e il coinvolgimento di Nino Calarco, direttore della Gazzetta del Sud. Con tutto ciò che ne consegue. Approdi e tir hanno una storia simile. La storia inizia con Amedeo Matacena senior, napoletano - calabrese [3] subito frenato dal solito Nino Gullotti con la proposizione dei Franza - Mondello. L’imposizione del monopolio di fatto portò alla marginalizzazione delle FF.SS. (Ferrovie dello Stato) e alla successiva lite tra i fratelli Matacena e all’operazione secondo approdo a Sud. La morte di Matacena senior lascerà campo libero all’approdo nella Rada San Francesco. Il sistema Messina trionfa...
Girodivite: Politicamente, siamo passati da Cateno De Luca [4] a Federico Basile [5], un passaggio che denota una certa coerenza e continuità da parte di chi ha governato e governa la città. Sembra, invece, che l’opposizione non riesca a trovare un candidato alternativo che possa coinvolgere la cittadinanza delusa dalla politica degli ultimi anni. Cosa ne pensi in merito?
Saro Visicaro: Cateno De Luca è la continuità della vecchia DC oggi mascherata da populismo. Se trattiamo un po’, riemergono i vecchi consoli scudocrociati. Negli anni, dal dopo tangentopoli, hanno guidato da dietro le quinte tutti i sindaci e i commissari. Non è un caso che Forza Italia non abbia mai espresso un suo sindaco e che i sindaci virtualmente della società civile fossero di fatto guidati dall’esterno. L’opposizione vera non è mai esistita a livello di Consiglio comunale. Non è gradevole dare giudizi negativi su chi ormai non c’è più, ma è certamente conclamato che il consociativismo tra tutti i partiti fosse la regola. Naturalmente nel panorama locale c’è stata qualche figura specchiata. Alfredo Bisignani [6], deputato per il PCI nel 1972-1976, una tra poche altre.
Girodivite: Ti occupi da decenni di problemi sociali e di fasce di cittadini bisognosi di maggiore attenzione. Che supporto hai avuto in questi anni da parte delle amministrazioni comunali?
Saro Visicaro: Le politiche sociali nella nostra realtà significano clientelismo puro. I bisogni delle persone diventano voti. Crudelmente, cinicamente. Per la nostra esperienza di volontariato con la Meter & Miles l’unico riscontro positivo è stato con Enza Sofi e Pinella Aliberti. Il loro pragmatismo superava gli ostacoli dell’appartenenza.
Girodivite: Cosa impedisce, secondo te, un vero salto di qualità della società civile messinese che possa veramente cancellare il folcloristico attributo di "città lisciusa", come si direbbe in dialetto per descrivere un’apatia diffusa?
Saro Visicaro: L’apatia diffusa, che parte dal clima sciroccoso dello Stretto, negli anni ha trovato molti sostegni, molte giustificazioni. Il terremoto del 1908, l’invasione dei nebroidei e degli ionici etc. La sostanza è diversa. La sconfitta dei vecchi liberali e massoni storici ha visto la vittoria dei cattolici che si sono aggrappati alla figura suadente di Antonino Gullotti. Un fuoriclasse della mediazione e delle strategie di lungo corso. La rete da lui creata ha trattenuto in tanti. Tutti hanno avuto qualcosa in cambio. Ostacolarlo era pericolosissimo. Il salto di qualità diventava proibitivo. Anche oggi, in mancanza di informazione pluralista e con lo scempio dell’individualismo sfrenato tutto si complica. Nel 2000, con le iniziative del Comitato La Nostra Città, abbiamo però visto che almeno tremila cittadini partecipavano alle settimanali fiaccolate serali. Era un fiume in piena che ha frenato con la scalata alla sere A del FC Messina e con la trappola della soluzione Tremestieri. Le menti raffinatissime [7] ci sono anche tra le rive di Cariddi.
Girodivite: Anche la sanità a Messina ha mostrato i suoi limiti. La mancanza di sicurezza, infermieri e dottori minacciati e picchiati senza alcuna protezione e, in ogni caso, una gestione discutibile, che giudizio potresti dare sull’argomento?
Saro Visicaro: La sanità è una questione legata alla Regione Siciliana e ai governi nazionali. Qualcuno ci sguazza poi dalle nostre parti. Due esempi. La fine miserabile dell’Istituto per la lotta ai tumori ideato da Saverio d’Aquino [8]. L’altrettanto assurda chiusura dell’ospedale Margherita. Spariti nel vortice della lotta per le poltrone. Due strutture abbandonate e pronte per destinazioni speculative. Rimarginare queste ferite non è semplice. I colossi privati nazionali patteggiano con pezzi di classe politica famelica. La cardiochirurgia pediatrica di Taormina lo dimostra. Bisognerebbe partire da zero. Attraverso una classe medica onesta, che esiste, si potrebbe creare un abbraccio significativo con cittadini liberi e consapevoli per cominciare a proporre soluzioni nei vari livelli e nelle varie cliniche.
Girodivite: Nella recente storia politica, a Messina c’è stata anche la giunta Accorinti [9]. Cosa ci puoi dire in merito? Come ci si è arrivati, cosa ha ottenuto, cosa ha lasciato?
Saro Visicaro: L’elezione a sindaco di Renato Accorinti è stata la dimostrazione evidente di come funziona il Sistema Messina. Al primo turno il candidato del PD Calabrò non venne eletto per una manciata di voti. Fu evidente che non tutte le liste della sua coalizione lo appoggiarono. Tradimento in piena regola. Al ballottaggio entrò Accorinti, essendo stato insignificante il risultato del candidato di centrodestra Garofalo, espressione di Forza Italia. Eletto Accorinti e presentato come figura antisistema, molti gioirono. Nella realtà la rivoluzione fu solo nell’esibizione dei sandali e delle magliette "Free Tibet", che sostituirono quelle "No Ponte". Il pessimo risultato elettorale, dopo il primo mandato, spiega molte cose. La sua figura non serviva più come copertura perché c’era già pronto il nuovo populista, tale Cateno De Luca. Renato avrebbe potuto fare molto, ma già dall’epilogo della crisi sul sistema idrico e dalle sceneggiate sul blocco dei tir, si evidenzia il totale fallimento.
Girodivite: Ultimamente, vanno di moda le dichiarazioni del sindaco Basile e del suo progetto Messina Green. Secondo te, cosa c’è dietro questa sorta di ennesima propaganda politica?
Saro Visicaro: Attualmente la città di Messina non ha un sindaco. Ovvero, colui che è stato eletto dopo lo scrutinio non rappresenta la concretezza politica amministrativa di un mandato popolare. Il vero dominus è sempre Cateno De Luca e già questo è scandaloso. Come è scandaloso che le forze (si fa per dire!) politiche non insistano su questo punto.
A questo proposito, c’è da ricordare sempre che a Messina è impossibile indire un referendum comunale. Nonostante lo Statuto lo preveda, manca la regolamentazione formale. Come Radicali e come Comitato La Nostra Città, abbiamo tentato in tutti i modi di rendere possibile l’espressione popolare. Nessuno ha voluto assolvere alle promesse fatte. Evidentemente la paura del riscontro democratico è tanta.
De Luca, addirittura, aveva sottoscritto con noi un impegno durante la campagna elettorale. Impegno tradito, cosi come falsa è l’ipotesi del progetto Messina Green. Solo fumo...
Girodivite: Come vedi il futuro di questa città e quali sono, secondo te, le priorità da affrontare nell’immediato futuro?
Saro Visicaro: Il futuro di Messina, e non solo, lo vedo triste. Ci sono presenze singole e qualche gruppo con energie positive. Bisognerebbe avere la forza di incoraggiarle, convincerle a non fuggire o farsi cooptare. Avere però le idee chiare e nutrisi di memoria. Questa città è un feudo in mano a pochi. Qualche famiglia. Qualche clan. Se diventa chiaro questo il resto è conseguente. Noi non ci siamo riusciti. Per ingenuità, ma anche per tantissima presunzione, spesso frutto delle ideologie.
SARO VISICARO
Messinese Doc, nasce nella città peloritana il 16 febbraio del 1947. Conseguito il diploma di geometra, dopo un iniziale interessamento per l’attività lavorativa in campo edilizio, la sua sensibilità verso le problematiche della sua città e il diritto di cronaca, lo portano a spostare i suoi interessi verso il giornalismo. La svolta, il suo rapporto epistolare con Marco Pannella, iniziato quasi per gioco negli anni ’70, ma durato nel tempo, tanto da suggerire al leader politico dei Radicali di proporre a Visicaro di gestire una sezione del partito a Messina. La raccolta firme per sensibilizzare i suoi concittadini sui temi sociali portati avanti in quegli anni dai radicali, gli consentirà di affrontare dibattiti sul divorzio, sui diritti delle donne, sulle discriminazioni nei confronti dell’omosessualità e sulle condizioni disumane vissute dai carcerati. Il primo punto radicale a Messina nacque assieme alla prof.ssa Elena Vecchio moglie del cav. Di Paola, figura storica in ambito culturale anche attraverso il Gabinetto di Lettura. Poi nel 1977 venne fondato il periodico, contro firmato dalla scrittrice femminista Adele Cambria. Con lo sfaldamento del Partito Radicale, dopo la discesa in politica di Berlusconi nel 1994, Saro Visicaro passa al gruppo dei Verdi, continuando il suo attivismo politico in città. Altro passaggio importante della sua carriera di attivista, occorre ricordare che nel 1996 ha contribuito a fondare la prima Associazione Antiracket e Antiusura a Messina coprendo il ruolo di vice presidente. La nascita della figlia Ambra, affetta da Sindrome di Down, lo porterà ad occuparsi, senza tralasciare gli altri impegni di sensibilizzazione sociale, a fondare la Meter & Miles, un’associazione che si occupa di rieducazione per soggetti in situazioni di handicap e del delicato fenomeno della violenza sulle donne. Politicamente, sempre presente nella manifestazioni contro il passaggio dei TIR in città, con le conseguenti problematiche legate all’inquinamento e, a volte, causa di incidenti mortali. Altro argomento caro a Visicaro, è la questione del Ponte sullo Stretto, tornato di moda negli ultimi tempi sul quale ha sempre espresso un parere negativo. Socialmente, altra iniziativa di volontario rappresenta "L’Osservatorio Lucia Natoli", fondato a metà degli anni 2000, che si occupa dei problemi dei giovani, quali l’abbandono scolastico, l’avvio al mondo del lavoro e, non ultimo, l’incremento di casi legati all’Hiv tra gli adolescenti.
[1] Antonino Pietro Gullotti, detto Nino (Ucria, 14 gennaio 1922 – Roma, 9 agosto 1989), è stato un politico italiano, membro della Democrazia Cristiana, deputato dal 1958 fino alla morte e più volte ministro della Repubblica.
[2] Salvatore Pugliatti (Messina, 16 marzo 1903 – Ragusa, 22 maggio 1976) è stato un giurista italiano, oltre che musicologo e letterato.
[3] Amedeo Matacena senior, noto per avere dato inizio sin dagli anni Sessanta del Novecento al traghettamento nello stretto di Messina con la compagnia Caronte e per essere stato presidente della Reggina negli anni ’70. - Il figlio Amedeo Matacena junior (Catania, 15 settembre 1963 – Dubai, 16 settembre 2022) è stato un politico e armatore italiano, già parlamentare della Camera dei deputati, condannato in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa.
[4] Cateno Roberto Salvatore De Luca (Fiumedinisi, 18 marzo 1972) è un politico italiano, sindaco di Messina e dell’omonima città metropolitana dal 2018 al 2022, deputato all’Assemblea Regionale Siciliana, sindaco di Taormina dal 2023 e, tra il 2022 e il 2025, leader di Sud chiama Nord, partito da lui fondato.
[5] Federico Basile (Messina, 19 giugno 1977) è un politico italiano, sindaco di Messina e della sua città metropolitana dal 16 giugno 2022.
[6] Alfredo Bisignani (Messina, 5 dicembre 1929 – Roma, 2 giugno 2009) è stato un politico, sindacalista e giornalista italiano.
[7] "Menti raffinatissime" è la frase iconica pronunciata da Giovanni Falcone per descrivere i mandanti occulti e sofisticati delle stragi mafiose.
[8] Saverio D’Aquino (Messina, 16 giugno 1928 – Messina, 21 febbraio 1997) è stato un politico e medico italiano.
[9] Renato Accorinti (Messina, 30 marzo 1954) è un attivista e politico italiano, sindaco di Messina dal 2013 al 2018 e della città metropolitana di Messina dal 2016 al 2018.
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