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Il mondo di Instagram

Instagram sembra il nome di un gioco. Un gioco di società dei tempi moderni che scorre sul mondo virtuale di Internet. Di fatto lo è, ma nasconde anche tante opportunità di lavoro
di Alice Molino - mercoledì 18 marzo 2020 - 1020 letture

Prima di addentrarci nell’intricato mondo degli “Organic Influencer” è giusto accennare le origini storiche di Instagram. Creata da Kevin Systrom e Mike Krieger si tratta di un’applicazione lanciata sul mercato nel 2010. E’ un’app incentrata sulla pubblicazione e condivisione di contenuti visual (immagini/video). Di fatto oggi viene anche definita come social network, poiché permette l’interazione tra gli utenti attraverso like, commenti e visualizzazioni.

All’inizio l’applicazione riguardava una élite che comprendeva i possessori di periferiche dotate dal sistema operativa iOS, poi dal 2012 anche gli utenti Android hanno la possibilità di accedere ed utilizzare pienamente la piattaforma. Secondo Systrom il nome Instagram deriverebbe proprio dalla fusione di Istant Camera e Telegram che racchiudono il concetto di immagine veloce e pubblicata sul momento.

Grazie al potere di Instagram che ha acquisito nel tempo, sono nate nuove figure che idealmente creano una scala gerarchica social. Una figura tra queste che ricopre un ruolo fondamentale da un punto di vista social, è l’Influencer. Un Influencer è una persona che all’interno di una piattaforma sociale gode di popolarità e autorità poiché è in grado di influenzare, appunto, i suoi amici o in riferimento ad Instagram, i così detti follower. Ogni Influencer è abile nel valorizzare le proprie capacità su una tematica ben specifica.

Per comprendere ancor meglio la figura dell’Influencer ed il lavoro che ogni giorno viene svolto dietro un piccolo schermo, ho accolto la richiesta di Paola Pappa. Purtroppo data l’emergenza riguardo il Covid-19, l’entusiasmo di Paola sono riuscita a percepirlo tramite una telefonata entusiasmante ed inaspettatamente fruttuosa.

Paola Pappa, classe 1996, è nata e cresciuta a Catania. Sin da piccola ha espresso il suo amore per il viaggio. Di fatto oggi è un’Influencer con più di 50 mila follower e collabora con alberghi di lusso, ristoranti e fashion brand. Pur se tramite un cellulare, il nostro dialogo a distanza si è trasformato in una vera e proprio intervista, che propongo di seguito ai lettori di Girodivite.

Girodivite: Paola raccontami brevemente i tuoi studi ed il collegamento con ciò che fai oggi.

Paola: Mi sono laureata in Economia aziendale presso l’Università di Catania, successivamente ho svolto un Erasmus in Lituania. Probabilmente ho concretizzato i miei studi presso una famosa Business school francese. Inoltre ho avuto la grande possibilità di iniziare la carriera negli Stati Uniti ed in seguito a Singapore. Proprio qui ho avuto la possibilità di capire il mondo di Instagram entrando in contatto con altri Influencer, cercando di migliorare sempre più il mio profilo. Inoltre lavorando per un’azienda multinazionale all’avanguardia ho maturato sempre più l’idea che Instagram e quindi il mio profilo potesse catturare l’attenzione di migliaia di persone attraverso le foto dei miei viaggi in tutto il mondo, l’ambiente della moda e dei ristoranti.

G: Il luogo ideale per un’Influencer?

P: Dopo il mio settimo viaggio a Bali ho notato che è il luogo adatto per un’Influencer quale io mi riconosco. Per chi si trova lì infatti è importante stringere amicizie e partnership che possono aumentare il numero di follower attraverso eventi, conferenze con colleghi e fotografi, cercando di interagire sempre più con aziende locali.

G: Chi condivide con te ogni viaggio?

P: Ad avermi accompagnata in ogni fantastica avventura dall’Asia all’Australia, dagli Stati Unitial Sud America e all’America Centrale, c’è un amico, il fotografo Henry Wu nato a Taiwan e cresciuto negli Stati Uniti. Grazie a lui riesco a creare video spettacolari in posti che non avrei mai immaginato.

G: La tua famiglia cosa pensa della tua scelta di vita?

P: All’inizio i miei genitori erano un po’ scettici. Ma fortunatamente dopo il viaggio a Singapore hanno percepito questa nuova realtà che si dilaga tra divertimento/realtà. Credo sia giusto dire che la mia famiglia è tutto, quando non sono con loro cerco di fare coincidere gli orari per poterli sentire anche per pochi minuti.

G: Progetti futuri?

P: Purtroppo a causa del Covid-19 il viaggio in Africa è stato rimandato. Speravo in quei due mesi di poter arricchire le collaborazioni e soprattutto la mia esperienza.

G: Chiudiamo con una curiosità. Un momento o una frase che ti ha colpito profondamente

P: Ero alle Hawaii in spiaggia molto frequentata dalle tartarughe e ad certo punto un anziano del posto mi disse “Hai visto come loro siano libere, mentre noi siamo in gabbia?”.

Grazie Paola

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