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Il mondo della scuola contro la sospensione della docente di Palermo per un video

di Redazione - giovedì 16 maggio 2019 - 354 letture

Comunicato Cisl Scuola Sicilia – “Siamo dell’idea che il provvedimento disciplinare contro la docente Rosa Maria Dell’Aria dell’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo vada ritirato, perché per noi lede i principi costituzionali di libertà di insegnamento e di espressione”.

Cosi Francesca Bellia segretario generale Cisl Scuola Sicilia commenta il caso dell’insegnante dell’Iti Vittorio Emanuele III di Palermo sanzionata dall’Ufficio scolastico provinciale.

“Scelte come queste rischiano solo di scatenare un clima di tensione all’interno del sistema scolastico, il provvedimento non doveva essere né sollecitato né inflitto. Esprimiamo pieno sostegno e solidarietà alla docente destinataria della sanzione, serve una immediata risposta sul piano sociale e culturale per far ritirare questo inaccettabile provvedimento disciplinare”.

“Intervenga il Ministro, la Scuola deve restare palestra di dialogo e democrazia. Senza chiarezza e ritiro va attivata una petizione appello al Presidente Sergio Mattarella” conclude Bellia.


Comunicato La Sinistra – La vicenda di Rosa Maria Dell’Aria docente di italiano di un istituto tecnico di Palermo sospesa per due settimane dall’insegnamento per aver detto di Salvini quello che Salvini fa intendere di sè stesso è paradossale. Intanto perché lei non ha detto proprio niente ma un suo studente in un video-compito ha liberamente accostato le leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza che porta il nome dell’attuale ministro dell’Interno. Poi perché a chiederne la testa è la “bestia”, la fabbrica delle fake news di Salvini. A quel punto il solerte ministro Bussetti ha ordinato l’ispezione e comminato la pena, ormai siamo alla censura di Stato.

Lo afferma Corradino Mineo, capolista de La Sinistra nella circoscrizione Isole.

Il ridicolo, meglio dire la cosa grottesca, prosegue Mineo, è che è proprio Il ministro dell’interno a scimmiottare continuamente il Duce, copiandone le pose e sostenendo – contro la Costituzione – che fascisti e antifascisti sarebbero la stessa cosa. Chiederò se sussistono gli estremi per procedere in giudizio contro il ministro Bussetti, per abuso di potere e ostacolo allo svolgimento di un pubblico servizio. All’insegnante, che ha diritto a pubbliche scuse da parte del ministro, tutta la solidarietà mia e de La Sinistra.


Comunicato USB – USB esprime la propria totale vicinanza alla docente dell’ITI Vittorio Emanuele III di Palermo, sanzionata con una sospensione di 15 giorni dal provveditorato, per aver semplicemente svolto il suo ruolo di insegnante e non aver limitato la libertà di espressione dei propri alunni, che avevano operato, utilizzando un articolo presente in rete di un noto giornalista italiano, un legittimo accostamento tra il decreto sicurezza e le leggi razziali durante la celebrazione del Giorno della Memoria.

Luigi Del Prete, dell’Esecutivo Nazionale USB Scuola, sull’accaduto riporta così il pensiero dell’Organizzazione: “Assolutamente inquietante è il fatto che la denuncia al Ministro Bussetti sia arrivata, via social, da un giornalista di destra che ha segnalato la professoressa al Ministero, che prontamente si attivava sollecitando l’invio di un’ispezione”.

L’accusa rivolta alla docente è di non essere intervenuta immediatamente per “redarguire” l’alunno per l’accostamento inopportuno.

Prosegue Del Prete: “La celerità dell’intervento da parte del Ministero e del provveditore di Palermo evidenziano ormai un clima irrespirabile all’interno del paese e nelle scuole italiane, dove la libertà d’insegnamento è sempre più vilipesa e in cui l’antifascismo ormai è sotto attacco come disvalore. Crediamo nella forza dirompente della libertà di pensiero nell’educazione dei nostri studenti, che il ruolo dell’insegnante debba essere quello di formare coscienze critiche capaci di capire che il fascismo, il razzismo e la xenofobia non sono “idee” ma espressioni dell’odio e anticamera dei regimi totalitari, che operare confronti storici tra periodi diversi, mostrando similitudini e differenze, sia un elemento essenziale dell’insegnamento della Storia che voglia far comprendere lo sviluppo del pensiero dell’umanità. Sanzionare un docente per aver semplicemente fatto l’insegnante e aver stimolato i propri studenti alla riflessione critica, senza voler limitare il loro libero esercizio del pensiero attraverso un lavoro sulle fonti, significa creare una scuola di regime, asservita al potere e al pensiero unico dominante, anticamera di una società sempre più indirizzata alla barbarie”.

Conclude Del Prete “Chiediamo il ritiro immediato della sanzione ingiusta e ingiustificata nei confronti della collega. USB è pronta ad avviare una mobilitazione di docenti, studenti e cittadini per sostenere la collega e, con lei, la libertà di insegnamento e la Scuola Pubblica Statale dagli attacchi che subisce costantemente”.


Comunicato Cangemi (PCI) – Totale solidarietà alla docente di Palermo sospesa perché i suoi alunni quattordicenni hanno prodotto un video in cui si accostano i provvedimenti di Salvini a quelli del Duce.

Siamo di fronte ad un atto semplicemente allucinante, privo di ogni motivazione logica, figlio del clima barbaro che si sta affermando di questo paese e del servilismo di qualche burocrate che non ha idea di cosa sia la scuola della Costituzione- ha dichiarato Luca Cangemi, responsabile nazionale scuola e università del PCI.

Siamo di fronte alla prova che parti dell’apparato del ministero della Pubblica Istruzione, sottoposto al proconsole leghista Bussetti, stanno introiettando uno spirito brutalmente censorio e repressivo.

Bisogna reagire subito. Tutto il mondo della scuola deve mobilitarsi per fare rimangiare all’ufficio scolastico di Palermo questo infame provvedimento fascistoide.

La colonizzazione autoritaria della scuola, a cui questo governo mira, in mille modi, non deve passare. – ha concluso Cangemi.


Ulteriori info su quello che è accaduto: OrizzonteScuola, Palermo Repubblica.



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