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"Il mistero di Anna" di Simona Lo Iacono

“Il mistero di Anna” è un libro colmo di parole poetiche. Parole magiche, parole misteriose, poetiche appunto. Ed è tramite queste parole che Simona Lo Iacono prende per mano il lettore e lo accompagna alla scoperta di Anna Maria Ortese.

di Angela Allegria - mercoledì 5 ottobre 2022 - 986 letture

“Il mistero di Anna” (Neri Pozza 2022) è un libro colmo di parole poetiche. Parole magiche, parole misteriose, poetiche appunto. Ed è tramite queste parole che Simona Lo Iacono prende per mano il lettore e lo accompagna alla scoperta di Anna Maria Ortese.

Lo fa tramite due stratagemmi: da un lato, la storia della piccola Anna Cannavò, una bambina siciliana, siracusana, poverissima, affascinata dalla potenza delle parole, dall’altro, tramite uno scambio epistolare tra “R.” e la stessa Ortese.

È un duplice sentiero che si districa lungo le pagine preziose del romanzo, attraverso il quale la Lo Iacono fa luce sulla vita, sulla storia, sui sentimenti, sulla personalità di una donna e di una scrittrice spesso dimenticata. Anna Cannavò è attratta dalle parole che “sono di due misure, le misure libere e le misure oppresse”, queste ultime pronunciate per educazione. “La misura libera invece è quella dei pensieri. Lì la parola è come la verità, devi per forza pensarla nuda e cruda, ma una volta che questa cosa l’ho messa nel componimento, il signor direttore mi ha mandato a chiamare, mi ha chiesto se a casa eravamo comunisti”.

È ciò che scrive la piccola Anna, è ciò che accade ad Anna Maria Ortese con la pubblicazione de “Il mare non bagna Napoli”, sollecitata a narrare di Napoli in maniera realistica e cruda da Elio Vittorini, criticata dai suoi stessi colleghi intellettuali di Sud che si sentivano traditi, dalle donne dell’UDI che la tacciano di aver scritto contro il comunismo.

Troppo o troppo poco: è questo che segna l’attività letteraria di un artista. La piccola Anna vuole conoscere un artista, parola che nella sua famiglia è attribuita a un pazzo. “Così la misura libera delle parole resta una cosa per artisti, cioè per pazzi”.

Da questo desiderio nasce la partecipazione di Anna al concorso indetto dal Ministero: scrive una lettera alla vincitrice del Premio Strega. Il componimento si intitola: “Cara scrittrice, ti racconto la mia giornata”. Nello stupore del Direttore, Cannavò Anna, V F, vince e parte, accompagnata dalla maestra, con una penna preziosa, per far uscire parole preziose, insomma una penna poetica, realizzata con una sua penna interamente abbellita con sete e perline dalle mani esperte della madre sarta, per trascorrere una settimana a Milano con Anna Maria Ortese che nel 1967 aveva vinto con “Poveri e semplici”.

Nel testo si intrecciano le storie di tre donne e di una bambina: le vite delle due signorine Ortese, Anna Maria, scrittrice visionaria dalla personalità introversa e spigolosa, e Maria, pittrice, che le dedica la sua vita con amorevole cura, la storia della piccola Anna Cannavò che cerca la poesia, quella di “R.”, ribelle, anticonformista, legata alla nonna da una promessa solenne.

La piccola Anna riflette su una serie di concetti: la libertà, il comunismo, il diverso. I grandi non le danno spiegazioni, anzi, se insiste, viene bloccata, stoppata, messa a tacere.

Giunta a Milano la piccola Anna riesce piano piano a far breccia nel cuore di Anna Maria Ortese, dal carattere chiuso e riservato, spessa chiusa nel proprio mondo.

Il primo giro che la signorina Anna, come chiama lei la Ortese, si svolge nella periferia di Milano, alla ricerca di parole: “La periferia è qualcosa che sta ai margini di qualcos’altro, perciò se ami le parole devi andare a cercarle proprio dove nascono, e anche là dove mancano”.

Nello scambio epistolare tra A.M. Ortese e “R.” la prima, sollecitata dalla seconda, racconta la sua vita, gli spostamenti, la povertà, gli incontri letterari. Un punto è particolarmente delicato e fa riflettere, allorquando si fa riferimento a Corrado Alvaro e alla sua malattia: “È impossibile pensare di vegliare uno scrittore, dovrebbe essere sempre il contrario, noi lettori vorremmo che chi scrive possedesse una chiave di accesso alla immortalità”.

D’effetto anche la copertina, omaggio a Letizia Battaglia.

Anche con quest’ultimo romanzo Lo Iacono riconferma le proprie qualità narrative e con stile ricercato, ritmo incalzante ed emozione sollecita il lettore alla scoperta del mistero di Anna.


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