Il meccanismo perfetto

È quello dei saldi e delle Giornate dedicate online dai grandi venditori. All’inizio tutto nasce da una statistica: vengono individuati i giorni in cui si vende di meno, e in quei giorni...
di Sergej - mercoledì 17 luglio 2019 - 748 letture

Il meccanismo perfetto. È quello dei saldi e delle Giornate dedicate online dai grandi venditori. All’inizio tutto nasce da una statistica: vengono individuati i giorni in cui si vende di meno, e in quei giorni si fanno degli sconti per attirare clienti. Ne guadagna il cliente (?), ne guadagna il venditore e naturalmente anche il produttore.

Tutto bene? Le cose si complicano con il “successo” del venditore online, che è in grado di attirare l’attenzione su di sé non solo del pubblico, ma anche delle testate online e dei siti ripetitori: che così aumentano il batage pubblicitario sul Grande Giorno, stimolano le aspettative, catapultano sul sito del venditore folle di curiosi, cercatori di occasioni, oltre che interessati più o meno a quello o a quell’altro gadget. A parte il sistema, che diventa omologante e coercitivo - con tutti questi siti che mostrano entusiasmo “proprio in Quei giorni”, e presentano magari le offerte sottolineando l’irripetibilità dell’ “affare” per il potenziale cliente - ebbene a parte questo sembrerebbe che non ci sia nulla di male. Se non fosse che nelle Giornate dei saldi spesso e volentieri i produttori non effettuano davvero degli sconti: presentano i propri fondi di magazzino, i gadget ormai obsoleti e li mettono in vendita… allo stesso prezzo di vendita che avranno esattamente l’indomani, quando il loro valore dimezzato sarà giustificato dal fatto che contemporaneamente saranno presentati i gadget della nuova stagione - presentati ovviamente con prezzi maggiori e con la lucidatura programmata.

I clienti finali, trattati come polli da macello, meno ne sanno del sistema di vendita e meglio è. Che ogni loro atto viene controllato, studiato, statisticato al fine di poterlo controllare - tutto questo deve esulare dalle conoscenze collettive. Un prodotto non può mai essere venduto a un prezzo inferiore a quello di produzione: chi dichiara il "sottocosto" mente. E se mente, perché dovrei andare io a comprare da lui? Invece i clienti assaltano i supermercati in cui vengono offerti a prezzi stracciati portatili obsoleti e dalle caratteristiche tecniche indecenti. E tutto questo colpisce gli operai che lavorano nelle industrie, costretti a prostituirsi per salari sempre minori e con ritmi di produzione sempre più disumani; il "divano sofà" a prezzi apparentemente così bassi è insanguinato dai tagli di bracce e gambe che sono state fatte sugli artigiani che lavorano alla catena di montaggio della poltrona; e colpisce i venditori piccoli e medi esclusi dal sistema di vendita rampante che ha dominato il mercato negli ultimi dieci anni, l’accentramento della "grande distribuzione" che ha fatto chiudere i piccoli e che oggi è in crisi - con conseguenze che saranno enormi, nelle nostre città e per l’occupazione.

Nel settore della produzione dell’elettronica di consumo, almeno, succede questo. I produttori che già concedono margini molto ristretti ai negozi fisici sottocasa, intervengono nella vendita online programmando accuratamente la “curva” dell’innovazione. Un esempio tipico sono stati negli ultimi dieci anni i processori Intel che, senza concorrenza (un momento di crisi da parte di AMD), hanno vivacchiato governando il mercato con prodotti di modesta o nulla innovazione.

Dopo la “scossa” iniziate data dai primi telefonini Apple, il mercato degli smartphone vivacchia all’interno di una routine fatta di marginali e quasi nulle innovazioni di prodotto. Quando vengono imbastite, da parte dei venditori online (ma in realtà stiamo parlando di un unico venditore, Amazon, che domina il mercato occidentale), i Giorni dei saldi (che si chiami Friday Day o Prime Day ecc_) sono macchine perfette in cui il vincitore certamente non è mai il cliente.

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I dati dell’ecommerce in Italia

fonte: eCommerceFoto.it.

"In Italia acquistano online soprattutto uomini e utenti con età compresa tra i 25 e 34 anni. In un arco di tempo di 3 mesi sono appena il 17% le donne italiane che nel 2016 hanno utilizzato gli e commerce per le loro spese, contro il 23% degli uomini."

"Gli ultimi dati sulle vendite dell’ eCommerce in Italia si indirizzano principalmente su viaggi e trasporti (18%), abbigliamento (18%, prediletto dai giovani), prodotti tecnologici (14%), articoli per la casa (13%), libri e giornali (13%, preferiti dai più anziani), film musica e biglietti spettacoli (11%) e telefonia e assicurazioni (5%)."

"È il Nord-Est ad aver registrato il maggiore incremento (+3,2 punti percentuali rispetto al 2017) mentre il Sud resta indietro e il Centro si ferma ai livelli del 2017. [...] In fondo alla classifica restano Campania, Calabria e Sicilia che non si sono smosse rispetto al 2017."



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