Sei all'interno di >> :.: Culture | ParoleRubate |

Il massacro di Katyn: mistero e menzogne

di enza - lunedì 11 ottobre 2010 - 5408 letture

In Polonia, nella foresta di Katyn, nella primavera del 1940 vennero giustiziati più di 22.000 ufficiali polacchi. L’opinione pubblica lo seppe solo tre anni dopo dalla radio tedesca. Infatti, il ministro Goebbels riportava nel suo diario che nei pressi di Smolensk erano state trovate fosse comuni piene di cadaveri polacchi uccisi dai bolscevichi. I disgraziati, un’intera generazione di ufficiali appartenenti alla intelligentia polacca, erano stati freddati con un colpo alla nuca. Per più di 50 anni questa tragedia è rimasta avvolta nel mistero e nella menzogna. Chi era responsabile di questo crimine? La Germania nazista o la Russia comunista?

Gli alleati non vollero credere ai tedeschi, nè vollero accettare la responsabilità russa. Dopo il crollo del regime comunista l’apertura degli archivi sovietici ha permesso di far luce sulla verità di Katyn. Già negli ultimi mesi del governo Gorbaciov si cominciavano a diradare le nebbie su tale mistero e, con l’avvento di Eltsin e la denuncia del PCUS come organizzazione criminale, veniva fuori una documentazione agghiacciante attraverso la quale si capiscono i meccanismi criminali di un sistema totalitario. Da un documento della Croce rossa polacca si deduce che la data probabile del massacro di Katyn si possa far risalire al periodo marzo-maggio 1940 e ciò indica una chiara responsabilità dei sovietici e non dei tedeschi, come invece sostenuto dalla propaganda comunista.

Dopo l’invasione della Polonia da parte degli eserciti di Hitler nel settembre 1939, la Russia occupò i territori orientali della Polonia, compresa la regione della foresta di Katyn. Il rapporto fu redatto dal segretario della Crp Skrzynsi e fu presentato al consiglio Generale della Croce Rossa polacca nel 1943, a Giugno. Nel 1945 ne fu consegnata una copia all’incaricato d’affari britannico a Varsavia e poi trasmessa a Londra nel 1946. Recentemente è stata ritrovata da un ricercatore polacco negli archivi del Foreign Office. Per non turbare le relazioni della Gran Bretagna con Mosca il documento fu celato al governo polacco in esilio a Londra durante la guerra.

Lo storico polacco Victor Zaslavsky, autore del recente libro "Il massacro di Katyn" dice che di fronte ad avvenimenti quali l’eliminazione dei kulaki come classe, la fucilazione di più di un milione di persone, compresi 44.000 alti militari durante il terrore degli anni tra il 1937 e il 1939 o le deportazioni di intere popolazioni, Katyn perde la sua eccezionalità e diventa un crimine comune dello stalinismo. Però, nel quadro dei rapporti internazionali, il massacro di Katyn resta uno degli episodi più significativi della seconda guerra mondiale. Grazie all’apertura degli archivi segreti sovietici si possono riconsiderare alcune analisi storiche di questo secolo. E’ grazie a questi archivi e agli studiosi che li hanno potuti consultare che il massacro di Katyn per 50 anni attribuito ai tedeschi, è venuto fuori in tutta la sua nuda e cruda verità.

Le sue menzogne e il suo silenzio sono il frutto di due alleanze "innaturali". La prima nasce dal patto von Ribbentrop-Molotov dell’agosto 1939 col quale Hitler e Stalin, di comune intesa, si dividevano la Polonia, stabilendo una politica di collaborazione strategica. La seconda è quella fra l’Unione Sovietica e le democrazie occidentali, giustificata dalla minaccia nazista e che si concretizzò solo dopo l’attacco tedesco alla Russia nell’estate del ’40. Senza dubbio il patto tra Tedeschi e Sovietici costituì il seme che fece fecondare la seconda guerra mondiale. Dall’avvicinamento fra diplomazia nazista e comunista del 1939 scaturì l’invasione tedesca della Polonia. Infatti, il protocollo segreto d’intesa al punto 2 prevedeva proprio la spartizione della Polonia fra i due regimi. Da esso venne anche il voltafaccia del movimento comunista internazionale.

I comunisti, dopo essersi scagliati contro l’invasione tedesca, dovettero constatare con loro grande stupore che gli obiettivi politici del Piccolo Padre erano diversi. Il 7 settembre dello stesso anno Stalin, incontrando Dimitrov, sosteneva che la Polonia era uno stato fascista che opprimeva ucraini, bielorussi e altri; la sua distruzione avrebbe significato uno stato fascista in meno.Con accordo perfetto fra sovietici e nazisti la Polonia venne letteralmente strangolata. Le truppe sovietiche attraversarono il confine con la scusa di venire in aiuto delle minoranze. Le due potenze si fermarono nel punto concordato e si spartirono "lealmente"Il territorio aggredito. Metà del territorio polacco andò a finire sotto il dominio sovietico compresi 250.000 soldati e ufficiali dell’esercito polacco "prigionieri"(tenuti in pessime condizioni, perchè mancava anche il cibo per sfamarli) di una guerra non dichiarata.

Dietro pressione dei vertici militari russi di stanza in Polonia, Il Politburo mandò una commissione speciale per verificare le condizioni dei prigionieri. In primo luogo la Commissione decise di liberare i prigionieri ucraini e bielorussi e di trattenerne 25.000 da utilizzare come moderni"schiavi" da utilizzare in importanti costruzioni. Gli ufficiali polacchi vennero smistati nei campi di Starobelsk, Ostakov e Kpzelsk e fra questi prigionieri di guerra vennero infilatrate spie per individuare se fra di essi ci fossero formazioni controrivoluzionarie. Nel frattempo la collaborazione con i nazisti era moto efficiente, al punto tale che nell’autunno del ’39 i regimi alleati si scambiarono molti prigionieri. Non bisogna dimenticare, sostiene Zaslavsky che nello scambio di soldati il regime staliniano si rifiutò di accogliere la richiesta di rimanere in URSS da parte di di ebrei e comunisti tedeschi che temevano le persecuzioni dei nazisti. Tanti comunisti tedeschi rifugiati politici in Russia vennero consegnati nel febbraio del ’40 da Stalin alla Gestapo, passando così dai gulag ai lager. Gli ufficiali polacchi prigionieri furono sottoposti oltre a controlli ed opera di spionaggio assidui, ad un’opera di rieducazione politica.

Quando nel ’43 la radio tedesca diffuse la notizia del massacro, molti ne dubitarono in quanto i nazisti si trovavano in netta difficoltà su molti fronti. Si pensò ad una mossa per indebolire il fronte nemico. I nazisti organizzarono una commissione formata da medici di diversi paesi e alla Croce Rossa internazionale fu suggerito di mandare propri membri per controllare le vittime dell’eccidio. La commissione imputò ai sovietici la responsabilità dell’eccidio, perchè le vittime erano state uccise nella primavera del 1940, quando i Russi occupavano ancora la zona, prima dell’avanzata tedesca in Russia nell’operazione Barbarossa. Contemporaneamente a Katyn lavorò una Commissione della Croce Rossa polacca che sicuramente non aveva simpatie per i nazisti ed anche questa commissione arrivò alla stessa conclusione: la responsabilità dell’eccidio era solo dei sovietici. Le conclusioni di questa commissione non vennero mai rese note, se non nel 1989.

Quando alla fine della guerra la zona di Katyn tornò in mano russa anche i sovietici nominarono una loro commissione, la commissione Burdenko, il cui compito era quello di dare la colpa di quel massacro ai nazisti, naturalmente. La commissione era composta solo da sovietici che invitarono a Katyn un gruppo di giornalisti occidentali: alcuni di loro credettero alla versione russa, in quanto i proiettili usati per l’esecuzione erano di fabbricazione tedesca. Ma questa tesi poteva essere facilmente confutabile, perchè le ferite da baionetta e le corde usate per legare i prigionieri erano di fabbricazione sovietica. Le pallottole provenivano dalla fabbrica tedesca Genschow di Karlsruhe che esportava massicciamente in Unione sovietica, Polonia e paesi baltici. Oggi è un fatto assodato che la Nkvd ricorse a pistole tedesche e proiettili "Geco" calibro 7,65. Le fucilazioni secondo la tesi sovietica erano avvenute tra agosto e settembre 1941, ma molti giornalisti notarono che i cadaveri avevano indosso vestiti invernali.

La commissione Burdenko dichiarò che c’era stato un errore e formulò una tesi secondo la quale le fucilazioni erano avvenute fra agosto e dicembre del 41. I Sovietici si aspettavano una chiusura definitiva del caso in occasione del processo di Norimberga. Ma così non fu a causa delle dichiarazioni piuttosto labili dei testimoni pro sovietici. Negli ultimi anni è stato chiarito, senza alcun dubbio, che i 22.000 prigionieri polacchi furono eliminati dalla Nkvd. La commissione polacco-sovietica scoprì fra gli archivi segreti sovietici messi a disposizione una fonte che aveva come titolo "Centro per la conservazione della collezione dei documenti storici". In questo archivio speciale sorvegliato dal Kgb vennero trovate le comunicazioni della Direzione per gli affari di guerra del Nkvd; 9.000 fascicoli che chiarivano lo sfruttamento, a fini lavorativi, dei prigionieri di guerra e le loro condizioni nei campi. A maggio del 1988, in una cerimonia a Katyn, ufficiali polacchi e sovietici assistettero al riconoscimento formale sovietico della responsabilità dell’eccidio attuato dalla Nkvd. Il 13 ottobre 1990, giornata mondiale delle vittime di Katyn, vi fu la definitiva e simbolica ammissione: in una cerimonia al Cremlino Gorbaciov porse in modo ufficiale le scuse al popolo polacco, consegnando al governo polacco delle casse piene di documenti segreti. Da questi sarebbe emerso in modo inequivocabile il mistero di Katyn.


Rispondere all'articolo - Ci sono 1 contributi al forum. - Policy sui Forum -
Il massacro di Katyn: mistero e menzogne
27 novembre 2010, di : Mauro

Era una cosa risaputa, si conosce anche il nome del singolo boia che sparo’ con una Walther a tutti quei disgraziati. Molti ebbero bisogno di un secondo, terzo e quarto colpo alla nuca. Il boia, segretamente decorato da Stalin, mori’ alcolizzato e suicida a Mosca, segno che pure lui aveva una coscienza. Recentemente ho letto un romanzo nel quale si parla dei servizi segreti russi in Italia, alla caccia di Mussolini. Una cosa poco conosciuta, nel quale si accenna anche a Katyn. Il titolo e’ BEN, pubblicato da Mursia. Mancava solo la sanzione ufficiale della Duma, poi il resto e’ storia, del resto questo stesso trattamento Stalin lo riservo’ anche ai propri concittadini al tempo delle purghe. Venivano portati in campi di raccolta tenuti dalla NKVD, prelevandoli di notte. Poi quando il numero era sufficiente venivano portati alla periferia di Mosca dove degli scavatori avevano preparato delle trincee e venivano eliminati fra gli alberi, con un colpo alla base della nuca. Attorno a Mosca esistono grosse fosse comuni ancora inesplorate molto piu’ grandi di Katyn. Leggete un classico come Buio a Mezzogiorno di Kostler, per assorbire l’atmosfera di quei giorni orrendi.