Il magico studio fotografico di Hirasaka
Il magico studio fotografico di Hirasaka / di Sanaka Hiiragi ; traduzione a cura di Gala Maria Follaco. - Milano : Feltrinelli, 2025. - 160 p. - (I Narratori). - ISBN: 978-88-07-03557-9.
Qualsiasi religione si possa professare, anche sfiorandone i dogmi senza identificarsi in praticanti devoti, ci si ritrova a condividere un unico pensiero legato al dopo vita. Ciascuno con le proprie convinzioni, frutto di tradizioni mistiche tramandate nei secoli, alla ricerca di risposte alla domanda principe di tutta l’umanità, di fronte al comune destino di dover, prima o poi, lasciare la vita terrena per qualcosa di ignoto e, spesso, interpretabile per scelte opportuniste.
Se abbiamo così, una prospettiva votata a un "premio" che spetta al trapassato in determinate condizioni, più o meno rispettate in vita, avremo una "ricompensa" più astratta spostando le credenze e le aspettative di fedeli alla ricerca di una vita ultraterrena che giustifichi la morte.
Ci sono, poi, culture più sofisticate, forse più nobili, che hanno la capacità di trasformare questo passaggio in qualcosa di più mistico e introspettivo, trovando una motivazione degna di un’esistenza che, accettata, comporta una fase finale che dia valore agli anni trascorsi alla ricerca di se stessi.
Tra queste, rientra quell’ascetismo orientale, quello invidiato ed emulato dalle culture più occidentali, quello che offre risposte più creative ma nello stesso tempo anche più realistiche sul significato della vita e di cosa comporta viverla.
Il libro Il magico studio fotografico di Hirasaka (Feltrinelli, 2025 - 160 pp. - traduzione a cura di Gala Maria Follaco) della scrittrice giapponese Sanaka Hiiragi prova a dare una chiave di lettura, non solo personale dell’autrice, ma anche come un suggerimento di percezione del trapasso attraverso lo sdoganamento della paura e la consolazione di un supporto psicologico, ma soprattutto umano, rappresentato nel romanzo dal personaggio Hirasaka, gestore particolare di uno studio fotografico, copertura di una pausa di riflessione prima del viaggio definitivo per l’ignoto.
Attraverso la vita e la morte di tre personaggi che, in tre distinti capitoli, entreranno in contatto con Hirasaka e con il suo studio, il lettore avrà modo di riflettere e ritrovare frammenti della propria vita, confrontandoli nell’esperienza, unica ed irripetibile, di persone così apparentemente lontani dalla propria realtà, ma nelle quali provare a reimpossessarsi del magico fenomeno della vita e della morte, della presa di coscienza della perdita e dell’impossibilità, salvo smentite post mortem, di rivivere le eccellenze e le drammaticità che l’esistenza offre ad ogni essere umano, in un modo così esclusivo da renderle uniche e seducenti.
Non riveliamo ai lettori il dettaglio della narrazione, che ci svela in pieno stile giapponese, l’incontro del fotografo/protagonista con le tre anime in procinto di abbandonare per sempre la vita, preferendo lasciare alle parole del libro il compito di svelare la creatività narrativa dell’autrice.
L’autrice
Sanaka Hiiragi (prefettura di Kagawa, 1974) è cresciuta nella prefettura di Hyōgo e vive a Tōkyō. Si è laureata in Letteratura presso l’università femminile di Kōbe e ha completato gli studi all’università Himeji Dokkyō. Dopo sette anni all’estero come insegnante di giapponese, nel 2013 ha esordito nella narrativa vincendo un premio letterario. È appassionata di fotografia, vecchie macchine fotografiche e kimono. Il magico studio fotografico di Hirasaka è in corso di traduzione in oltre venti Paesi.
La traduttrice
Gala Maria Follaco insegna Lingua e letteratura giapponese all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Si occupa di letteratura giapponese moderna e contemporanea con un’attenzione particolare al rapporto tra scrittura e spazi urbani e dal 2014 coordina il progetto di ricerca interuniversità “La metropoli in Asia: rappresentazioni, configurazioni e retoriche degli spazi urbani moderni e contemporanei”. È autrice di A Sense of the City: Modes of urban representation in the works of Nagai Kafū (1879-1959) (Brill, 2017) e del capitolo Tōkyō Literature, in Critical Insights: Modern Japanese Literature, a cura di F. Jacob (Grey House Publishing, 2017).
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