Il kit della sopravvivenza in Europa
I kit delle catastrofi
Prima il kit europeo di sopravvivenza con tanto di video pubblicitario della commissaria Hadja Lahbib, la quale elencava ciò che nel borsello non doveva mancare in caso di eventi strordinari. Carte da gioco, contanti e medicinali per l’Apocalisse.
La banalità del sorriso della commissaria sembrava comunicare agli europei che in “fondo” non c’è da preoccuparsi, basta avere il kit sopravvivenza per 72 ore e tutto andrà bene. I vincenti non temono nulla, sono resilienti, si adattano, sopportano e sopravvivono.
Poi la Bce ha raccomandato di avere sempre liquidi in casa (pochi) nel caso di una paralisi digitale del sistema. Nello studio allegato al Bollettino economico al titolo ’Keep calm and carry cash’, ovvero "mantieni la calma e porta con te del contante", si consiglia di tenere in casa 70-100 euro per ciascun membro della famiglia da utilizzare nel caso di guerra o di eventi estremi. In tutto questo si susseguono sui cieli europei i droni russi che bucano le nostre difese e minacciano i nostri aereoporti. I russi sono tra di noi, per cui la guerra è inevitabile. I russi con 18 milioni di kmq circa vuole conquistare l’Europa e i droni sono il preambolo della conquista. Ora il capo del Pentagono Hegseth invita i generali a presentarsi a prepararsi alla guerra, il messagio chiaramene è rivolto ai cittadini, in quanto dei generali del Pentagono impreparati alla guerra non sono immaginabili. Sullo sfondo Ursula von der Leyen intesse l’economia di guerra, ormai obiettivo primario, neanche celato, dell’Unione europea. Anzi per evitare la guerra bisogna fare la guerra, 1984 di George Orwell è ormai ampiamente superato. Alla Royal Danish Military Academy Ursula von del Leyen ha dichiarato:
"Potremmo desiderare che queste cose non fossero vere o che non dovessimo dirle in modo così schietto, ma ora è il momento di parlare onestamente, in modo che ogni europeo capisca cosa è in gioco, perché il disagio di sentire queste parole impallidisce di fronte al dolore della guerra".
E nella medesima sede, ancora, ha affermato:
"Questa storica Accademia è uno dei motivi per cui ho scelto la Danimarca per parlare di sicurezza e per sostenere che se l’Europa vuole evitare la guerra, deve prepararsi alla guerra".
Questa è la realtà cruda e vera del nostro presente, ma ancor più del futuro. Si apre davanti a noi con tragica leggerezza la guerra come ordinaria nuova normalità. L’occidente col suo morente capitalismo può solo ritardare la fine della supremazia e inaugura un lungo ciclo di guerre. La disperazione delle oligarchie conosce solo il messaggio dei missili, non vogliono cambiare, per cui possono solo combattere col sangue altrui.
La fine del suprematismo occidentale è iscritta nella storia, senza materia rare e, ormai, surclassato nelle tecnologie da Cina, India ecc. non può che sperare di sopravvivere tra guerre e saccheggi. La storia ha i suoi bivi e i suoi colpi di fortuna, forse le oligarchie sperano nel colpo di fortuna, mentre l’occidente sprofonda nell’insensato. L’assurdo prepara la morte e si svela nel tocco gentile e sorridente con cui il kit di sopravvivenza è stato esposto.
Dopo aver sedato con la seduzione dei diritti indviduali e con la conseguente libertà senza limiti, ma solo del corpo; ora che la razionalità è stata erosa e con essa la banale capacità di pensare, si prepara la guerra presentandola come fatale, ma nel contempo come un’esperienza breve e di poco conto.
Si è convinti che le masse addestrate al silenzio e all’impolitico e paghe di ogni concupiscenza si lasceranno guidare dai pifferai magici verso l’abisso. I media sono il luogo istituzionale, in cui i pifferai danno voce ai loro vocalizzi, in cui le immagini sostituiscono la parola, e nei quali si esibiscono con slogan e con frasi sempre più sincopate. Il partito del “non pensiero unico”, l’assurdo abita qui da noi, domina e inaugura un nuovo tipo umano antropologico indifferente a tutto, forse anche alla sua sorte, perché gli hanno insegnato la fuga dal principio di realtà, per cui i continui appelli alla guerra che si avvicina monitorano il livello di indifferenza raggiunto dalle masse, e dunque, gradualmente si procede al successivo obiettivo, sorvegliando ogni resistenza e controllando azioni e reazioni. Alla fine generazioni di giovani occidentali cresciuti nel consumismo della religione potrebbero improvvisamente ritrovarsi nella catastrofe, in un “capovolgimento”, come la parola katastrophé (καταστροφή) indica e dinanzi alla quale saranno inermi.
Lavorare affinché ciò non sia, è la speranza degli uomini di buona volontà che nel tempo dell’assurdo credono sia ancora possibile uscire dalla trappola della sedazione che i pifferai magici di giorno in giorno ordiscono, prima che la catastrofe travolga l’occidente nell’irreversibile fine.
Per il “kit di resistenza” necessitiamo di idee, di progetti e di organizzazione per dare forma al dissenso che avanza, malgrado il primitivismo di massa sembri numericamente preponderante. Nella storia umana ci sono svolte che vanno preparate con la tenace pazienza di coloro che scelgono di resistere e poi non si sa mai… La battaglia finale è iniziata.
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