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Il discorso di Gabriel Boric, nuovo presidente del Cile

Pubblichiamo qui la versione integrale del discorso con cui Gabriel Boric Font, il più giovane presidente che il Cile abbia mai avuto, ringrazia il popolo cileno...

di Redazione - mercoledì 22 dicembre 2021 - 1765 letture

Pubblichiamo qui la versione integrale del discorso con cui Gabriel Boric Font, il più giovane presidente che il Cile abbia mai avuto, ringrazia il popolo cileno per il voto che ha portato alla sua elezione. Questa immensa manifestazione si è svolta a Santiago nell’Alameda Bernardo O’Higgins. La vittoria di Boric è stata festeggiata in piazza in tutte le città del Cile.


BUONA SERA, CILE!

PO NUI, SUMA ARUMA, PUN MAY [1] CHILE!

GRAZIE A TUTTI VOI, A TUTTO IL POPOLO, A TUTTO IL POPOLO DEL CILE.

Prima di tutto, ringrazio tutti gli uomini e le donne cileni che oggi sono andati a votare, onorando il loro impegno per la democrazia. Nel duro e nobile nord. Nel sud piovoso e ventoso. Nel centro caldo e fertile. A Rapa Nui, Juan Fernández e nell’Antartide cilena. All’estero.

Non importa se hanno votato per me o per il mio avversario: l’importante è che lo abbiano fatto, che siano stati presenti, che abbiano mostrato il loro impegno per questo paese che appartiene a tutti noi. E ringrazio anche, naturalmente, le migliaia di persone che volevano votare e non hanno potuto farlo a causa della mancanza di trasporti pubblici. Non può accadere di nuovo che in un giorno così importante le persone non possano esercitare il loro diritto di voto.

Ringrazio anche coloro che hanno reso possibile questa bella campagna. Indipendenti, organizzazioni sociali e partiti, tutte le persone che in queste settimane si sono mobilitate in tutto il Cile e all’estero, da Magallanes ad Arica, da Visviri a Puerto Toro per organizzare una campagna popolare che ha reso possibile questa vittoria. Lo stesso impegno ed entusiasmo sarà necessario durante gli anni del nostro governo affinché, tra tutti noi, possiamo sostenere il processo di cambiamento che abbiamo già iniziato, passo dopo passo.

Grazie alla mia responsabile della campagna, la dottoressa Izkia Siches, per aver messo tutto e di più in questa candidatura, con tanto amore, tanta energia e tanto entusiasmo. Grazie a tutte le squadre tecniche che hanno aderito a questa proposta, a ciascuno degli indipendenti e dei partiti che hanno reso possibile questa campagna.

Grazie ai bambini che, durante questo viaggio, ci hanno riempito di amore e speranza, con bellissimi disegni che esprimevano con innocenza e speranza il Cile che sognano. Un Cile verde e pieno d’amore, che si prende cura della natura e degli animali, che recupera piazze di quartiere per giocare, un Cile dove i padri e le madri hanno più tempo da passare con i loro figli e i nonni e le nonne non sono soli in questa fase della loro vita. Abbiamo guardato negli occhi i bambini del Cile e so che non possiamo deluderli.

Grazie alle donne del nostro paese, che si sono organizzate in tutto il Cile per difendere i diritti conquistati con tanta fatica, dal diritto di voto a quello di decidere del proprio corpo. Dal diritto alla non discriminazione in base al tipo di famiglia che hanno deciso di formar, fino al riconoscimento del loro lavoro di cura. Contate su di noi. Sarete le protagoniste del nostro governo. Grazie anche alle dissidenze e alle diversità che sono state discriminate per molto tempo e che in questa campagna hanno visto minacciati i pochi progressi ottenuti. Nel nostro governo, la non discriminazione e la fine della violenza contro le diversità e le donne insieme alle organizzazioni femministe saranno fondamentali.

Ringrazio anche il Servel (servizio elettorale del Cile, N.d.T.) per il suo lavoro impeccabile, che simboleggia lo Stato di cui abbiamo bisogno: efficiente, imparziale, giusto. Grazie ai media nazionali e regionali per aver portato l’informazione negli angoli più remoti del paese. Una stampa libera è un elemento essenziale della democrazia e voi siete il suo veicolo.

Vorrei ringraziare tutti i candidati che hanno partecipato a queste elezioni, perché alla fine la democrazia è fatta da tutti noi, e abbiamo bisogno gli uni degli altri. Yasna Provoste, Sebastián Sichel, Marco Enriquez Ominami, Franco Parisi, Eduardo Artes e José Antonio Kast. Il futuro del Cile ha bisogno di tutti noi dalla stessa parte, dalla parte del popolo e spero di poter contare sul vostro appoggio, sulle vostre idee e proposte per iniziare il mio governo. So che al di là delle differenze che abbiamo, in particolare con José Antonio Kast, sapremo costruire ponti tra di noi affinché i nostri connazionali possano vivere meglio. Perché ciò che ci unisce è il nostro amore per il Cile e il suo popolo.

E grazie alla mia famiglia, a mio padre e mia madre, ai miei due fratelli, ai miei nonni che non sono più qui. Alla mia compagna di viaggio Irina. Siete i miei pilastri nei giorni bui e siete responsabili del mio essere qui oggi.

Lo sapete, vengo da Magallanes, nell’estremo sud del Cile, quasi in Antartide. Ho 35 anni e so che la storia non inizia con noi. Mi sento erede di una lunga traiettoria storica, quella di coloro che da posizioni diverse hanno cercato instancabilmente la giustizia sociale, l’espansione della democrazia, la difesa dei diritti umani, la protezione delle libertà. Questa è la mia grande famiglia, che vorrei vedere di nuovo riunita in questa fase che stiamo iniziando.

Compatrioti, io sarò il presidente di tutti gli uomini e le donne cileni. Di quelli che hanno votato oggi per questo progetto, di quelli che hanno scelto un’altra alternativa e anche di quelli che non hanno votato.

I tempi a venire non saranno facili. Dovremo affrontare le conseguenze sociali, economiche e sanitarie della peggiore pandemia che il nostro paese abbia vissuto in più di un secolo. Sarà difficile, non c’è dubbio, ma andremo avanti a passi piccoli ma decisi, imparando dalla nostra storia.

Perché il Cile ha una storia breve come Stato nazionale: appena due secoli di vita indipendente, ma ricca di esperienze di conquiste, errori, successi e frustrazioni. Di momenti belli e anche difficili. E abbiamo imparato da quell’esperienza. Oggi possiamo essere più sicuri di prima su alcune cose:

Sappiamo che la crescita economica basata sulla disuguaglianza ha i piedi d’argilla.

Sappiamo che solo con la coesione sociale, incontrandosi di nuovo e condividendo un terreno comune, possiamo andare verso uno sviluppo vero e sostenuto che raggiunga ogni famiglia cilena e che includa anche le piccole e medie imprese, costruite con tanto sforzo da uomini e donne onesti in tutto il paese.

Sappiamo che destabilizzare le istituzioni democratiche porta direttamente al regno degli abusi, alla legge della giungla, alla sofferenza e all’impotenza dei più deboli. Ci prenderemo cura della democrazia, ogni giorno, ogni giorno.

Questo progresso, per essere solido, deve essere il frutto di accordi ampi e graduali, passo dopo passo, per non deragliare o mettere a rischio ciò che ogni famiglia ha raggiunto con i suoi sforzi.

Sappiamo che il rispetto dei diritti umani deve essere sempre e ovunque un impegno incrollabile e che mai, per nessun motivo, un presidente dovrebbe dichiarare guerra al suo stesso popolo. Verità, giustizia, riparazione e non ripetizione.

Ci sono molte sfide da affrontare. Un’assistenza sanitaria tempestiva che non discrimini tra ricchi e poveri, con uguale accesso, qualità e tempi di risposta. Pensioni dignitose per chi ha lavorato tutta la vita rendendo grande il nostro Cile e non può più aspettare, crescita ed equa distribuzione della ricchezza, che devono andare di pari passo. Il dramma dei senzatetto e l’accesso ai servizi di base che dobbiamo affrontare. Rafforzare l’istruzione pubblica, garantire i diritti dei lavoratori per costruire un paese con un lavoro decente e migliori salari, creare un sistema nazionale di assistenza che riconosca e valorizzi lil lavoro di cura svolto dalle donne, avanzando anche nella corresponsabilità e lasciandosi alle spalle l’eredità patriarcale della nostra società.

L’emergenza sicurezza che stiamo vivendo, rendere i quartieri più sicuri e liberi dal traffico di droga, dare alla cultura il posto che merita e non trattarla come l’ultima ruota del carro, dare dignità ai suoi lavoratori, espandere lo sport, promuovere la scienza, andare verso un nuovo rapporto con i popoli indigeni, riconoscere il loro diritto a guardare il mondo da altre prospettive linguistiche e culturali e prestare particolare attenzione alla cura dell’ambiente … tutto questo farà parte dei nostri compiti.

Perché il cambiamento climatico, cari compatrioti, non è un’invenzione. È qui e ha effetti diretti sulle nostre vite e su quelle delle generazioni future. Non è un caso che siano i giovani del mondo ad aver alzato la voce, da Greta Thunberg a Julieta Martinez di fronte ai poteri irrazionali. Non possiamo voltarci dall’altra parte quando i nostri agricoltori e contadini, quando intere località vengono private dell’acqua o quando ecosistemi unici vengono distrutti, se possiamo evitarlo.

Naturalmente, non tutto può essere fatto allo stesso tempo e dovremo stabilire delle priorità per ottenere dei progressi che ci permettano di migliorare, passo dopo passo, la vita della nostra gente. Non sarà facile, non sarà veloce, ma il nostro impegno è di avanzare su questa strada con speranza e responsabilità.

Uomini e donne cileni

Siamo arrivati fin qui con un progetto di governo che si può riassumere in poche, semplici parole: avanzare responsabilmente nei cambiamenti che il Cile ha richiesto, senza lasciare indietro nessuno.

Questo significa crescere economicamente, convertire ciò che alcuni intendono come beni di consumo in diritti sociali, garantire una vita più pacifica e sicura, approfondire le libertà di tutti e soprattutto di tutte: nel nostro governo non ci saranno passi indietro rispetto ai diritti e alle libertà che le donne hanno ottenuto nel corso della storia.

Il nostro progetto significa anche avanzare ampliando la democrazia e naturalmente, come abbiamo già detto qui, prendersi cura del processo costituente, una fonte di orgoglio mondiale e l’unico modo per costruire, in democrazia e con tutti, un paese migliore. Per la prima volta nella nostra storia stiamo scrivendo una Costituzione in modo democratico e paritario, con la partecipazione dei popoli indigeni.

Occupiamoci tutti di questo processo in modo da avere una Costituzione che sia un punto di incontro e non una fonte di divisione.

Lavoreremo in squadra con tutti i settori. Le sfide sono troppo importanti per noi per restare in trincea. Siamo tutti necessari qui. I lavoratori che forgiano la ricchezza del nostro paese giorno per giorno. La cooperazione del mondo degli affari, per costruire alleanze, per avvicinare i nostri punti di vista. Se siamo qui, è per garantire che la prosperità raggiunga ogni angolo della nostra terra e per questo nessuno è superfluo.

In questa notte di trionfo ribadisco l’impegno che abbiamo preso durante tutta la campagna: espanderemo i diritti sociali e lo faremo con responsabilità fiscale, lo faremo prendendoci cura della nostra macroeconomia. Lo faremo bene e questo ci permetterà di migliorare le pensioni e la sanità senza dover fare passi indietro in futuro.

Avremo un Congresso equilibrato, il che significa un invito e un obbligo al dialogo. Onestamente la vedo come un’opportunità per incontrarsi di nuovo, per unirsi in grandi azioni per il benessere del nostro paese, per raggiungere accordi ampi e duraturi e migliorare la qualità della vita dei nostri compatrioti. Confido nella responsabilità di tutte le forze politiche perché mantengano le differenze nel campo delle idee, mettano sempre il bene comune al primo posto e rifiutino chiaramente e senza ambiguità la violenza nella politica e nella nostra vita sociale.

Sappiate che in me troverete un presidente aperto ad ascoltare e a incorporare visioni diverse e ricettivo alle critiche costruttive che ci aiuteranno a migliorare.

Uomini e donne cileni

Accetto questo mandato con umiltà. So che nei prossimi anni è in gioco il futuro del nostro paese. Per questo garantisco che sarò un presidente che si preoccupa della democrazia e non la mette a rischio, che preferisce ascoltare che parlare; che cerca l’unità degli accordi e si occupa quotidianamente dei bisogni del popolo; che lotta contro i privilegi e lavora ogni giorno per la qualità della vita della vostra famiglia.

Oggi è un giorno di grande felicità, ma soprattutto di grande responsabilità. Il lavoro che ci aspetta è enorme e abbiamo bisogno di tutti e tutte. Dobbiamo continuare ad essere una cosa sola, dobbiamo continuare ad unirci per portare i cambiamenti di cui il paese ha tanto bisogno.

Questo è il modo in cui lo faremo, governando con tutto il popolo. Aggiungere idee, aprire porte, costruire ponti. È così che costruiremo passo dopo passo, giorno dopo giorno, una patria giusta.

Ecco perché stasera dobbiamo festeggiare, ma lo faremo con calma. Tornate a casa con la sana gioia della vittoria pulita che abbiamo ottenuto. Vi chiedo di prendervi cura di questo trionfo. Da domani avremo molto lavoro da fare per riconnetterci, per curare le ferite e per camminare verso un futuro migliore.

Con la speranza intatta.

Con la consapevolezza delle sfide che dobbiamo affrontare.

Vi saluto con un abbraccio gigante. Darò il meglio di me.

Grazie mille. Andiamo avanti.

Gabriel Boric Font


Traduzione dallo spagnolo di Anna Polo. Articolo pubblicato dal circuito di Pressenza


[1] Boric saluta rispettivamente nelle lingue rapa nui, aymara e mapuche, primo Presidente a fare una cosa del genere, di rispetto dei popoli originari


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