Il contributo sociologico di Laura Balbo e la sua eredità
L’eredità scientifica di Laura Balbo rimane fondamentale per la riflessione sociologica e la qualità temporale della cittadinanza nelle società contemporanee.
La recente scomparsa di Laura Balbo [1] rappresenta una perdita significativa per la sociologia italiana ed europea. Il suo lavoro ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo degli studi sul tempo sociale, sul lavoro di cura, sulla cittadinanza e le disuguaglianze di genere.
L’intero percorso scientifico di Balbo si colloca all’interno di una sociologia attenta alla vita quotidiana, alle condizioni materiali dell’esperienza sociale e alla distribuzione differenziale delle risorse temporali. In questa prospettiva, l’organizzazione sociale del tempo emerge come una dimensione decisiva delle forme di partecipazione alla vita collettiva.

- Copertina di L’inferma scienza, di Laura Balbo, Giuliana Chiaretti, Gianni Massironi
Già nella fase iniziale della sua produzione scientifica, Balbo aveva affrontato un nodo teorico e istituzionale di grande rilievo: quello della difficile legittimazione della sociologia nel contesto accademico italiano del secondo dopoguerra. Nel volume L’inferma scienza. Tre saggi sulla istituzionalizzazione della sociologia in Italia (con Giuliana Chiaretti e Gianni Massironi) si evidenziava la tardiva istituzionalizzazione universitaria della disciplina, la fragilità delle sedi di ricerca e la debole integrazione tra produzione sociologica e politiche pubbliche.
Questa riflessione configurava già una sociologia attenta alle condizioni sociali della produzione del sapere che anticipava un orientamento destinato a caratterizzare l’intero percorso scientifico dell’autrice. A partire da questa sensibilità analitica, uno dei contributi più innovativi di Balbo riguarda l’interpretazione del lavoro invisibile come componente strutturale della riproduzione sociale. Il lavoro domestico e di cura non viene più considerato una dimensione privata o residuale, ma una risorsa fondamentale per il funzionamento della società.
Una impostazione che emerge con particolare chiarezza negli studi degli anni Settanta e trova una formulazione esemplare nella categoria della “doppia presenza”, attraverso la quale Balbo ha descritto la simultaneità tra lavoro retribuito e responsabilità familiari. Questa nozione ha consentito di rendere visibile una configurazione temporale complessa, caratterizzata dalla continuità delle responsabilità quotidiane e dalla limitata disponibilità di tempo autonomo per le donne.
Attraverso questa prospettiva, Balbo ha contribuito a ridefinire il rapporto tra famiglia e mercato del lavoro, per mostra come la distribuzione sociale del tempo costituisca una dimensione centrale delle disuguaglianze di genere. Il tempo viene interpretato come risorsa distribuita in modo differenziale all’interno della struttura sociale.
In questa direzione si colloca il volume Tempi di vita. Studi e proposte per cambiarli, dove il tempo quotidiano viene assunto come oggetto di analisi sociologica e ambito di possibile intervento pubblico. La disponibilità di tempo incide direttamente sulle possibilità di accesso alla cultura, alla formazione e alla partecipazione democratica. Per questa ragione la distribuzione del tempo riveste un rilievo propriamente politico. Coerentemente con tale impostazione, Balbo ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo delle politiche dei tempi urbani, introducendo una nuova attenzione istituzionale all’organizzazione temporale dei servizi pubblici e degli spazi della vita quotidiana.
L’organizzazione degli orari urbani incide infatti sulle condizioni di conciliazione tra lavoro e famiglia e sulle opportunità di accesso alle risorse educative e culturali. Queste riflessioni trovano un importante riferimento nel volume Inchiesta sulle donne. Il tempo, il lavoro, i ruoli, che ha contribuito a consolidare una prospettiva sociologica attenta alla dimensione temporale delle disuguaglianze.
Nel pensiero di Balbo la questione del tempo si intreccia strettamente con quella della cittadinanza sociale. La disponibilità differenziale di tempo produce effetti concreti sulle opportunità di partecipazione alla sfera pubblica e costituisce un indicatore significativo della qualità della vita democratica. In questa prospettiva, la cittadinanza va interpretata oltre i termini giuridici, compresa come accesso differenziale alle risorse temporali.

- Copertina di Rappresentanza e democrazia, Laterza 1988
Il rapporto tra ricerca sociologica e politiche pubbliche rappresenta un ulteriore tratto distintivo del suo percorso. L’impegno istituzionale di Balbo come Ministra per le Pari Opportunità tra il 1998 e il 2000 ha contribuito a rafforzare il riconoscimento pubblico del lavoro di cura e delle politiche di conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, nel rendere esplicito il nesso tra distribuzione sociale del tempo e qualità della cittadinanza. In questa esperienza la riflessione sociologica si traduce in orientamento per l’azione istituzionale, mostrando la rilevanza pubblica delle categorie interpretative elaborate nella ricerca.
Parallelamente, la sua elezione alla presidenza dell’Associazione Italiana di Sociologia nel triennio 2003–2006 rappresentò un passaggio significativo nel rafforzare la presenza della sociologia italiana nello spazio accademico e nel dibattito pubblico. Durante il suo mandato vennero sostenuti processi di consolidamento delle sezioni tematiche dell’associazione, favorendo la specializzazione degli ambiti di ricerca e il dialogo tra sociologia teorica e ricerca applicata.
Particolare attenzione fu rivolta ai temi del tempo sociale, del lavoro di cura, delle trasformazioni del welfare e delle disuguaglianze di genere, contribuendo a orientare una parte rilevante della riflessione sociologica italiana verso ambiti prima insufficientemente tematizzati.
L’attualità del pensiero di Balbo appare particolarmente evidente nelle trasformazioni del lavoro contemporaneo. La crescente centralità delle attività di cura e la ridefinizione dei confini tra lavoro produttivo e lavoro riproduttivo confermano la validità delle categorie interpretative da lei elaborate. Anche la crescente attenzione verso le politiche del tempo urbano testimonia la rilevanza del suo contributo nel comprendere la relazione tra organizzazione temporale della vita quotidiana e qualità della cittadinanza.
La sociologia di Balbo ha insegnato a considerare la vita quotidiana come spazio privilegiato di osservazione delle disuguaglianze sociali. In questo senso, la dimensione temporale emerge quale risorsa collettiva fondamentale, la cui distribuzione incide sulle possibilità di partecipazione culturale, sociale e politica degli individui. Nel contesto delle società contemporanee, caratterizzate da crescente complessità temporale, questa prospettiva mantiene una particolare rilevanza teorica e interpretativa. L’eredità scientifica di Laura Balbo rimane fondamentale per la riflessione sociologica e la qualità temporale della cittadinanza nelle società contemporanee.
Bibliografia
Balbo, Laura; Chiaretti, Giuliana; Massironi, Gianni, L’inferma scienza. Tre saggi sulla istituzionalizzazione della sociologia in Italia, Il Mulino Bologna, 1975.
Balbo, Laura, “La doppia presenza”, Inchiesta, n. 32, 1978, pp. 3–11.
Balbo, Laura (a cura di), Inchiesta sulle donne. Il tempo, il lavoro, i ruoli, Il Mulino, Bologna 1978.
Balbo, Laura (a cura di), Tempi di vita. Studi e proposte per cambiarli, Feltrinelli, Milano, 1991.
Balbo, Laura (a cura di), Il tempo delle donne, Feltrinelli, Milano 1991.
Balbo, Laura; Manconi, Luigi, I razzismi possibili, Feltrinelli, Milano, 1990.
Id., I razzismi reali, Feltrinelli, Milano, 1992.
Id., Razzismi. Un vocabolario, Feltrinelli, Milano, 1993.
Id., “Crazy Quilts: Rethinking the Welfare State Debate from a Woman’s Point of View”, in: Social Politics, 1(1), 1994, pp. 27–51.
Id., “Time to Care”, in: European Journal of Social Policy, 7(4), 1997, pp. 299–312.
[1] Laura Balbo Ceccarelli (Padova, 30 novembre 1933 – Milano, 16 aprile 2026) è stata una sociologa, politica e attivista italiana, esponente della sinistra ecologista.
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