Il colore dopo
Il "tempo" (politico) ha un colore?
Era il 1994, Girodivite nacque nel pieno della crisi della "prima repubblica", nei mesi in cui tutto sembrava possibile: la scomparsa come spettri davanti alla luce del giorno di quella cappa che ammorbava l’aria - e che ha ammorbato il Paese per più di quarant’anni -: quel miasmo fatto di corruzione, mafia quotidiana, amici degli amici, piccoli potentati clericali e fascistoidi. In quei mesi tutto sembrava possibile, persino la nascita di un "luogo libero" come Girodivite, spazio di libertà e di libera discussione, "segnali" di ciò che si muoveva nelle città invisibili.
Poi, in pochi giorni, la nebbia s’è rialzata, ricoprendo tutto. I nipotini e i cuginetti di quelli che avevano abbandonato il campo (e che fino ad allora erano stati a guardarsi i filmetti di Banfi e di Alvaro Vitali) tornarono ad occupare tutto: con arroganza. Versando il loro carico di bugie, spernacchiamenti, mistificazioni. L’era berlusconiana, questo lungo tempo che è stato per il nostro Paese un tempo grigio, tempo perso - letteralmente.
Nel 1996 titolammo uno dei nostri fogli: "Dopo Berlusconi, l’arcobaleno". Era un sussulto della società, dei ragazzi, che si riversavano nelle strade a difendere la Costituzione, la scuola, i servizi pubblici minacciati. Fummo profetici. Pochi mesi dopo il governo di Berlusconi cadde, ci furono le elezioni, sembrò che potesse tornare al governo un gruppo capace di riportare la barre sulle riforme democratiche. In realtà andò al potere un governo debole, incapace di intendere e di volere. Il suo leader (l’ex democristiano Romano Prodi) parlò di "maionese impazzita", e si riferiva agli italiani che lo avevano mandato al potere.
Per far finta di essere un "paese normale" bombardammo il Kossovo. Grazie, D’Alema. Che per te, sia detto senza astio, siano aperte le porte dell’inferno.
Nel 2001 tornò il buio più nero sull’Italia. Tutti lo sapevano, non c’è stato un solo innocente in Italia, uno che non sapesse. Berlusconi è stato eletto perché si facesse i suoi affari, ed evitasse di spostare una virgola di quel che c’era attorno. Perché nessuno aveva intenzione di perdere alcuno dei piccoli privilegi di casta. Ha finito per firmare la cambiale con cui ha consegnato la residua sovranità economica italiana alla Banca Europea. Il signor Monti è stato l’esecutore di questa cambiale. Non sembra avere qualità superiori a quella di esecutore. E’ gente capace di sbagliare il numero degli "esodati". Nel frattempo, quelli che si presentavano come "onesti" (gli ex fascisti del MSI) sono caduti nella polvere assieme ai parvenù leghisti. I cittadini hanno lottato contro il TAV e per l’acqua bene comune - e la Cassazione ha riconosciuto che alla Diaz la democrazia nel nostro Paese fu presa a manganellate e torturata.
Il 28 ottobre 2012 le elezioni in Sicilia. Una regione che alle precedenti votazioni ha votato in maniera bulgara, totalitaria, per Berlusconi. Non credo ci possa essere alcun siciliano, oggi, che possa avere il diritto di tenere alta la testa. La sinistra in Sicilia ha margini ridicoli (2%?). Negli ultimi mesi il PD ha governato assieme a Lombardo, incapace di smuovere un solo granello di polvere. Si ripresenta provandoci con Crocetta, con gli stessi intenti. Stavolta sembrerebbe avere davanti il campo libero: Berlusconi che dice che non vuol partecipare più alla vita politica (per il momento). Ma è spuntato il movimento dei grillini, che sembra mobilitare consenso oltre che riempire le piazze.
Massimo Mantellini sul ritiro di Berlusconi scrive:
"L’uomo, il piazzista, il grande bugiardo, l’incolto, l’arrogante, il donnaiolo, il consumatore di cerone, il complessato, il sorridente, il doppiopetto, la bandana, il dente rotto, il neomelodico, l’organizzatore di cene eleganti, i mille cactus ed il sobrio vulcano in giardino, il tizio con i grandi maestri in cassaforte e le copie appese, quello col mausoleo pronto ed i craxiani intorno, l’amico dei ciellini, l’amante delle televendite notturne, quello che sulla testa dei miei figli e della terza persona singolare, lo statista in punta di piedi nelle foto di rito, l’amicone con la barzelletta pronta ma che non fa ridere, un signore che, negli ultimi vent’anni, circondato da una corte di lacché, ha mille volte offeso la dignità di questo Paese, ha annunciato oggi il suo addio dalla politica attiva. Non basterà, visto che il berlusconismo siamo noi, ma intanto è una buona notizia. Un flebile punto di ripartenza."
Che colore vedremo dopo queste elezioni siciliane?
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