Il centrodestra affossa la riforma Schillaci sui medici di famiglia
Ci vuole una classe dirigente che guardi in avanti.
Nelle stesse ore che il centrodestra affossava la riforma Schillaci sui medici di famiglia mettendo a rischio le case di comunità, dall’Unione Europea arrivava un giudizio senza appello sul peggioramento della sanità italiana: "costi alti e liste di attesa lunghe".
Cose che sapevamo e che il governo Meloni ignora. Tanto è vero l’affossamento della riforma del suo stesso ministro Schillaci dopo mesi di confronti in commissione e con la potente lobby dei medici di famiglia.
Questa riforma è fondamentale per l’avvio e il funzionamento delle case di comunità insieme agli infermieri e agli specialisti.
Per la Commissione l’attuazione della riforma sanitaria territoriale del 2022 dovrebbe garantire la messa in funzione di tutte le nuove strutture ( case di comunità e ospedali di comunità) che sono i perni della sanità di prossimità.
Nel distretto territoriale di Lentini si sta lavorando per metterli in funzione, nei locali ristrutturati di piazza Aldo Moro, ma stanno trovando delle serie difficoltà per la mancanza degli infermieri e per il mancato accordo con i medici di famiglia.
Attualmente sono operanti le sole specialistiche come nei programmi. Le stesse condizioni per l’ospedale di comunità a causa della mancanza di infermieri.
Ci manca il personale sanitario, medici e infermieri, i medici di famiglia e i pediatri. Senza queste figure professionali che sono l’anima di un sistema si andrà sempre un lento peggioramento.
Con un dato, che le spese a carico dei pazienti superano in modo significativo la media dell’Unione Europea. Spendiamo molti più soldi rispetto ad altri Paesi e il servizio peggiora.
Tutte le innovazioni come telemedicina e i servizi di assistenza domiciliari a largo raggio, che sarebbero una vera e autentica rivoluzione, senza il personale disponibile e formato, un elemento da non sottovalutare, perché la medicina sul piano della ricerca medica e tecnologica fa dei passi da gigante. Passi che vanno accompagnati con un formazione continua e permanente per non creare degli disequilibri funzionali, operativi e di conoscenza nel rapporto con i pazienti.
E’ una continua sfida: per questo ci vuole una classe dirigente che guardi in avanti come quella del passato che ha avuto la cultura, la passione e l’ardire di guardare lontano.
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