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Il caso Fakir

Le sinistre sul caso Fakir si limitano a chiedere le indagini, non vi sono analisi strutturali sulla deriva in corso, in quanto destra e sinistra sono unite dalla difesa del capitale.

di Salvatore A. Bravo - martedì 21 luglio 2026 - 293 letture

In molti si chiedono, dopo la morte di Fakir a Bologna e l’immediata applicazione dello scudo penale dove ci stanno portando. Non si può che restare meravigliati dalla sorpresa di tanti e dalla domanda.

Nell’ultimo anno il Governo ha proposto metal detector per le scuole dinanzi al disastro in cui versa la scuola pubblica e la comunità nazionale corrosa da tagli e inviti alla cultura della competizione. Dinanzi all’abbandono in cui versano tanti migranti si propone re-migrazione e trasporto in campi di “attesa per il rimpatrio” in Albania. Si sono inasprite pene detentive e durante l’emergenza covid è stato approvato lo scudo penale per i medici.

Si potrebbe continuare la lista dei provvedimenti autoritari che da destra come da sinistra sono stati approvati. La sospensione delle libertà durante l’emergenza covid ha incoraggiato tale linea di governo. Le sinistre sul caso Fakir si limitano a chiedere le indagini, non vi sono analisi strutturali sulla deriva in corso, in quanto destra e sinistra sono unite dalla difesa del capitale con relativa egemonia culturale. Di sottofondo guerre e aumento degli investimenti nel settore delle armi. Economia di guerra e autoritarismo liberista si conciliano perfettamente.

Il dramma è che non vi sono forze politiche organizzate che danno voce ad un dissenso reale e di lunga durata. Lo si deve ammettere i distruttori sono stati bravi al punto da meritare un “nobel”. La destra e la sinistra hanno eroso gradualmente la cultura democratica della nazione, già fragile, e hanno di volta in volta puntato su emergenze (Patriarcato, omofobia, migrazione, guerre, epidemie) con le quali un popolo addestrato a seguire e a conseguire solo i consumi privati ha alla fine ceduto la sua capacità di resistenza democratica.

I problemi reali sono stati sostituiti dalla chiacchiere sulle emergenze che non consentono di pensare. La cultura democratica si nutre di contenuti e le riforme scolastiche hanno gradualmente liberato la formazione dai contenuti, pertanto l’ignoranza programmata in nome di una scuola di laboratori e americaneggiante ha poi terminato il lavoro.

Destra e sinistra sono corresponsabili di tale deriva e da esse non giungerà nessuna salvezza e nessun segnale di ricostruzione di una civiltà che si inabissa nella violenza. Siamo al punto di caduta massimo. Vannacci, l’alternativa alle elezioni e leader di Futuro nazionale imita Trump e posta un video nel quale impersona un imperatore romano che “democraticamente” condanna gli oppositori.

Il futuro è ritorno al passato e c’è da temere… Il mito dell’uomo della provvidenza (che ridere per non disperare) è tra di noi. L’autorità e il mito della forza ritornano senza filtri, in questi anni il liberismo è stato il mezzo con cui è stata attualizzata una trasformazione antropologica: le comunità sono state disintegrate per far emergere figure padronali femminili e maschili che in nome del “merito” possono dominare e ordinare i sussunti. A scuola tale veleno circola nelle menti delle nuove generazioni, e non solo, addestrate alla competizione e al silenzio critico.

Questo è il nostro presente. Si usano in modo collaudato e pianificato le emergenze per deviare l’attenzione dai problemi sociali ben sapendo e introducendo l’autoritarismo economico e politico. Sanno che possono farlo, in quanto l’egemonia culturale dei padroni non ha opposizione. Si è soli dinanzi a tutto questo e da tale prospettiva reale bisogna riorganizzarsi per “fondare la democrazia”.


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