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Il canto della falena

Il canto della falena / Maria Elisa Aloisi. - Milano : Mondadori Libri, 2021. - 185 p., [7] : br. ; 19,8 cm. - (Il giallo Mondadori. Oro ; 34)

di Sergej - venerdì 9 luglio 2021 - 973 letture

“Zia Ofelia mi aveva preannunciato che quella sera avrebbe preparato uno dei miei piatti preferiti, la schiacciata con la bietola selvatica [...]. - È una poesia - dissi dopo aver assaporato il primo morso. Scoppiò a ridere compiaciuta, ma non volle darmelo a vedere [...]” (p. 98-99)

Ciò di cui parla Maria Elisa Aloisi, autrice del giallo Il canto della falena, vincitrice del premio Tedeschi 2020, è una particolarità culinaria ben precisa, specifica del territorio in cui Aloisi è nata. A Lentini lo chiamano cudduruni, e la bietola selvatica utilizzata è chiamata anciti. Ed è davvero buono - ovviamente quello della "mia" mamma è sublime e inarrivabile -. E questo continuo puntellarsi e trarre conforto dal luogo, gli umori e le specificità delle proprie radici - Lentini è luogo di nascita di Aloisi, ma c’è soprattutto Catania dove Aloisi vive- è tra i pregi di questo giallo.

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Copertina de: Il canto della falena, di Maria Elisa Aloisi

Non possiamo cercare in un giallo ciò che in un giallo - genere canonico e ben determinato - non può esserci. Fino a pochi anni fa (tranne pochissime eccezioni) siamo stati un Paese importatore di gialli di altri Paesi, soprattutto di area anglosassone, meno francese e di recente scandinava (grazie a Marsilio); abbiamo così letto in lingua di traduzione, detective fiction in genere ambientata tra le alti classi sociali. A dare valore al genere, fino ad allora snobbato ampiamente dalla critica "normale", gli iconoclastici critici degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso: a partire da Umberto Eco. Il genere è così transitato dalla letteratura popolare alla letteratura canonizzante e culta - e così anche i mestieranti pop del giallo sono potuti diventare "scrittori" e "scrittrici", Agatha Christie in testa.

Quello di Aloisi è un buon giallo, e riflette in pieno i nostri tempi - l’attuale fase sociale ed economica -. Che Catania sia protagonista del paesaggio cittadino di questo giallo non è un caso: Catania ha conosciuto da un cinquantennio un notevole protagonismo economico, e da tempo fornisce non solo l’ambientazione per storie e indagini di diverso tipo, ma anche autori e autrici all’editoria continentale di lingua italiana. Dietro a qualsiasi espressione letteraria vi è, sempre, una accumulazione primaria di capitale che permette la scrittura d’invenzione. Aloisi raccoglie le diverse influenze (letterarie) del nostro tempo: l’uso del dialetto e le possibilità moderatamente comiche (per intendersi: à la Camilleri), il linguaggio della tradizione pop (con i cliché che permettono al lettore di non perdere il filo del discorso medio), l’intreccio con la storia d’amore (immancabile, ma che serve a ravvivare la vicenda che altrimenti procederebbe monotona sul binario dell’indagine sic et simpliciter), persino la tendenza neofemminista che vede il protagonismo positivo femminile (mentre sul negativo veleggiano i personaggi maschili). Insomma, siamo davanti a un buon prodotto - e pensiamo che Aloisi in prossime prove sarà in grado di accordare i suoi strumenti con sempre maggiore efficacia e maturità.


Sinossi editoriale

Un bravo avvocato non si lascia mai trascinare dai sentimenti durante i casi. Ma un bravo essere umano sì.

Andando contro le sue stesse regole, Ilia Moncada accetta un incarico scottante: affiancare un giovane avvocato inesperto nella difesa di Speranza Barone, una donna accusata dell’omicidio del marito.

L’uomo, un ricco commercialista di Catania, è stato trovato morto nella sua villa di Nicolosi, sulle pendici dell’Etna, freddato da due colpi di pistola.

Le prove contro Speranza sembrano schiaccianti: niente alibi e una leggera traccia del suo DNA ritrovata su un bicchiere presente sulla scena del delitto.

L’omicidio Politi è già in pasto al circo mediatico: la colpevolezza dell’accusata viene data per certa, persino dal pubblico ministero incaricato del caso, ex fidanzato di Ilia.

Occuparsi di questo caso, quindi, sembrerebbe rappresentare un vero e proprio autogol per la carriera di Ilia.

Ma lo sguardo di Speranza non è quello di un’assassina. È uno sguardo carico di sofferenza e di segreti.

Per scoprire la verità, l’avvocato Moncada dovrà dare tutta se stessa, scavare nel torbido e non fermarsi alle apparenze.

E ora lasciamo la parola a Maria Elisa Aloisi, autrice del romanzo vincitore del Premio Tedeschi 2021:

“Ilia Moncada, la protagonista de Il canto della falena, è un giovane avvocato dal forte intuito ma dai modi alle volte un po’ impacciati. È molto concentrata sul lavoro, specie dopo aver subito una delusione sentimentale. Non ama parlare in pubblico, cosa che nella sua professione può rappresentare un problema. Per questa ragione tiene sempre in tasca tre pietre di calcedonio blu: la pietra degli oratori. Si dice che la tenesse in bocca perfino Demostene per superare la balbuzie e che migliori le capacità dialettiche del suo possessore. Per il resto, caratterialmente, le fa da contraltare la socia e amica Irene Marra, opportunista e dalla spumeggiante vita di società. Proprio lei comincerà a pressarla perché accetti un caso di notevole rilevanza mediatica ma compromesso dall’inesperienza di un azzeccagarbugli che ha condotto la prima fase preprocessuale.”


Maria Elisa Aloisi è nata a Lentini nel 1976. È avvocato e vive a Catania. La sua famiglia vive ancora a Lentini nella villa di famiglia. Sua madre, Maria Lucia Martinez, è stata una insegnante al liceo - ed ha pubblicato presso DeA il thriller "La quadratura del cerchio".



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