Il Ministro, il Cepu e la virtù

di Alberto Giovanni Biuso - lunedì 27 luglio 2009 - 2451 letture

Sul numero di gennaio/giugno 2009 di Libertaria leggo due interventi di Persio Tincani e Aldo Giannulli. Il primo scrive che «la cosiddetta “riforma Gelmini” è la legge più scellerata che mai sia stata riservata all’università e alla ricerca. Essa stravolge l’intera organizzazione dell’università pubblica italiana, in peggio e con intento palesemente punitivo nei confronti di una categoria (i docenti e i ricercatori) che l’attuale governo considera un avversario politico da ridurre al silenzio e all’inazione. Nel contempo, mette in atto una strategia tesa all’asservimento dell’istruzione superiore e della ricerca ai poteri forti economici, politici, confessionali, clericali»; il secondo afferma che «Non ci sono dubbi sulle motivazioni scopertamente anticulturali del progetto Gelmini: un taglio brutale ai finanziamenti per avviare il disimpegno dello stato dall’università per svenderla ai privati. (...) Ma, detto questo, occorre completare il quadro dicendo che la realtà universitaria attuale è semplicemente indifendibile: i profili professionali sono inesistenti, l’offerta didattica penosa, l’attività scientifica latitante, la selezione concorsuale indecente».

Hanno ragione. In molte Facoltà il pactum sceleris è questo: io ti offro una didattica scadente, un impegno minimo, un livello scientifico basso e in cambio ti assicuro voti alti agli esami e voti ancora più alti per tesi di laurea di scarso valore; prenditi il pezzo di carta e non dare fastidio. Un patto possibile solo perché fa comodo ai peggiori docenti e a molti studenti e famiglie. Il Ministro Mariastella Gelmini Tremonti sostiene che la decisione di tagliare fondi agli Atenei che risultano “non virtuosi” (sulla base in realtà di «criteri improvvisati, arbitrari, parziali» ANDU) li purificherà dal male. L’effetto, invece, sarà tutto l’opposto: l’Università tende verso il suicidio a causa della corruzione interna ma i vari governi che si sono succeduti (e l’attuale più di ogni altro) le offrono la pistola carica. La grottesca "virtù" di cui i ministri parlano consiste infatti in due ben precisi elementi: tagli drastici che costringeranno, fra l’altro, ad alzare -e di molto- le tasse di iscrizione; esami facili per tutti, visto che tra i criteri per i finanziamenti c’è il numero di esami superati in tempo dagli studenti. Insomma, più che virtù è Cepu.

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