Il Giorno compie 70 anni. Quando uscì fu una rivoluzione
Sull’assalto della Flottilla interviene il presidente OdG – I nuovi “padroni” di Repubblica iniziano con Dazn – Premio Pulitzer 2026 per la fotografia – I 30 anni di D – I giovani, la casa, la Tv – Nyt: divieto di utilizzare AI – Meloni non va a La7: rammarico – Edicole come sportelli anagrafici? A Roma tutto bloccato
PER ISRAELE CARTA STRACCIA – Sulla questione dell’assalto piratesco della Flottilla, da parte dei militari israeliani, è intervenuto, in modo deciso, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli. «Non sono sufficienti – ha affermato Bartoli – le parole di condanna, servono azioni concrete per ripristinare il diritto internazionale e la libera informazione». Sulle barche, assaltate in acque internazionali con metodo pirateschi, c’erano anche i giornalisti italiani Alessandro Mantovani inviato del Fatto Quotidiano – ora rimpatriato –, Simona Losito per Inside Over, e Martina Comparelli per Fanpage.it. Poi il presidente Carlo Bartoli ha così continuato: «Basta impunità, Israele fa carta straccia del diritto internazionale e della libertà di stampa, come le peggiori dittature grazie alla copertura e all’indifferenza di gran parte degli Stati. Le tiepide prese di posizione non fermano gli atti di pirateria in acque internazionali e le uccisioni mirate di giornalisti palestinesi, così come non hanno fermato i continui raid e i bombardamenti. Ancora oggi nessun giornalista indipendente è riuscito ad entrare nella Striscia di Gaza per raccontare come sopravvive un milione e mezzo di persone nel disastro totale». Poi Bartoli ha proseguito chiamando in causa proprio la testimonianza di Mantovani – sequestrato e malmenato – che aggiunge dettagli inquietanti a una vicenda indegna. «La libertà di stampa – ha affermato – non è uno slogan vuoto, va difesa e garantita, sempre e ovunque».
RAMMARICO DI CAIRO PER MELONI – Urbano Cairo presidente di Rcs (La 7 e Corriere della Sera) ha avuto parole di rammarico perché la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, pur essendo invitata non partecipa mai ai programmi de La 7. In compenso Cairo ha affermato che ha un buon rapporto con lei. Su Radio Rai 1, a “Un giorno da pecora” si è insinuato che non partecipa perché La 7 «è una Tv di comunisti» (sic!). Cairo ha risposto che non è vero. E noi crediamo a Cairo.
I NUOVI “PADRONI” DI REPUBBLICA E NON SOLO – Si iniziano a vedere i primi movimenti dei nuovi “padroni” di La Repubblica e non solo. Fra poco partirà la proposta Tv di Gedi e inizierà con Dazn. La proprietà greca del gruppo ritiene importante, oltre ai giornali, anche la radio e, soprattutto, la tv. In realtà il nostro mercato televisivo è piuttosto “pieno” ed è difficile pensare a una nuova rete televisiva. Comunque sia, l’idea è di partire con Dazn e il calcio e poi si vedrà…
I GIOVANI, LA CASA, LA TV – Una ricerca per conto di Auditel illustra molto bene il rapporto esistente fra Tv e giovani. Il focus ha interessato la fascia d’età 18-34 anni e il primo dato interessante è che 6 giovani su 10 non ha nessuna fretta di lasciare la casa dei genitori (con la situazione economica che viviamo, sarebbe “strano” il contrario). Chi lo fa (4 su 10) si divide fra una maggioranza di indipendenti senza figli (62 su 100) e chi ha già costituito una nuova famiglia (38 su 100). Ciò che risalta è che lo schermo Tv non perde valore. Anzi. Tra le famiglie giovani la televisione, meglio se connesso e 4 k, è ancora un momento rilevante di consumi e di valore sociale. Quasi 9 famiglie giovani su 10 – con o senza figli – possiedono almeno una Smart TV. E i nidi giovanissimi sono quelli che, con maggiore frequenza (51% contro il 28% di media nazionale), hanno in casa più di una Smart TV. Nelle nuove abitazioni circa 4 TV su 10 sono 4K e le dimensioni degli schermi sono elevate: il 36% delle TV dei giovani in volo e il 30% delle TV nei nidi giovanissimi sono oltre i 50 pollici, rispetto a una media nazionale del 19%. La ricerca Auditel afferma che «I giovani non hanno abbandonato la televisione. La portano con sé attraverso le fasi della vita (a casa dei genitori, nell’appartamento condiviso, nella nuova famiglia)». La considerano importante (schermo più grande, risoluzione più alta, connessione internet).
EDICOLE SPORTELLI ANAGRAFICI: BLOCCATE A ROMA – Da ormai un anno e mezzo l’intenzione del Comune di Roma di far diventare le 400 edicole cittadine un punto per il rilascio di certificati anagrafici, è bloccata dal Viminale per questioni di privacy. Ma la Giunta non dispera. Due sono i nodi da risolvere per garantire la sicurezza dei dati privati dei cittadini che si potranno rivolgere agli sportelli anagrafici delle edicole: la sicurezza informatica e quella relativa alla presenza dei dati stessi al di fuori di luoghi istituzionali e con personale esterno al Comune.
30 ANNI DI “D” – Sabato 23 maggio il magazine femminile di Repubblica ha festeggiato i suoi 30 anni di vita come il femminile italiano che più ha saputo conquistare visibilità e reputazione anche internazionale nel mondo della moda e del lusso, oltre ad essere leader nella raccolta pubblicitaria. Quando è uscito la testata era diversa. Infatti la D era maiuscola, oggi è minuscola. Lo speciale in edicola del 23 maggio conta 750 pagine, di cui ben 350 di pubblicità. Il direttore, Emanuele Farneti, sottolinea che si è pensato di renderlo più leggibile e, infatti, è stato diviso in tre volumi tematici che sono poi i fondamenti stessi del settimanale: moda, fotografia, scrittura.
NYT: DIVIETO UTILIZZO AI – Il New York Times ha inviato ai propri collaboratori una comunicazione ricordando loro le regole sull’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. La comunicazione ribadisce che «ogni contenuto consegnato al giornale deve essere creato esclusivamente da persone e non può essere generato, modificato o migliorato tramite strumenti di AI generativa». «Tutti i testi – continua il quotidiano – e le immagini che i freelance inviano al Times devono essere frutto della creatività e della maestria umana». La comunicazione arriva dopo diversi casi conseguenti all’utilizzo dell’AI. La scorsa settimana il NYT ha dovuto fare una rettifica per una citazione inesatta generata da uno strumento di Intelligenza artificiale e attribuita al leader conservatore Pierre Poilievre. «Il giornalista – ha scritto il NYT – avrebbe dovuto verificare l’accuratezza del risultato fornito dallo strumento di Intelligenza artificiale».
PULITZER FOTO 2026 – Il premio Pulitzer 2026 per la fotografia è stato assegnato a Saher Alghorra, palestinese. La giuria ha definito il suo lavoro «straziante e profondamente sensibile». Saher che collabora con il New York Times ha fotografato gente sfinita, occhi di bambini, famiglie in fuga, ospedali al collasso. In una delle sue immagini, una donna tiene in mano una foto della figlia, in un’altra qualcuno porta tra le braccia ciò che resta di un bambino morto, in un’altra c’è un cumulo di macerie al posto di una scuola. E in un’altra membri del braccio armato di Hamas trasportano quelli che si ritiene essere i resti di un ostaggio a Khan Younis.
IL GIORNO COMPIE 70 ANNI – Fondato nel 1956, esattamente il 21 aprile, il primo direttore è il messinese Gaetano Baldacci, già inviato del Corriere della Sera e la sua uscita rappresenta un modo nuovo di fare giornalismo. Intanto l’impaginazione è diversa da tutti gli altri quotidiani: titoli vivaci, grandi, impaginazione su 8 colonne (invece che 9 come tutti gli altri) articoli brevi e con la notizia essenziale nelle prime righe. Politicamente appoggia il centro-sinistra o, meglio, l’apertura ai socialisti. Fra i “padroni” del giornale, lo stesso Baldacci, l’industriale Oreste Cacciabue, l’editore Cino Del Duca e l’Eni di Enrico Mattei. Il presidente del Consiglio, il dc Antonio Segni, chiede la sostituzione del vulcanico Baldacci che, prontamente, viene sostituito da Italo Pietra, ex comandante partigiano. Con Pietra arrivano a Il Giorno personaggi come Giorgio Bocca, Gianni Brera, Natalia Aspesi. E poi Pier Paolo Pasolini, Luciano Bianciardi, Umberto Eco, Alberto Arbasino, Mario Soldati, Antonio Cederna e tanti altri. Nel 1971 il socialista Pietra viene sostituito con un moderato, Gaetano Afeltra che dirigerà il quotidiano sino al 1980. Poi Lino Rizzi. Dal 1989 Il Giorno diventa feudo dei craxiani: Francesco Damato, Paolo Liguori, Mario Padovani, Enzo Catania. Nel 1996 l’Eni decide di uscire dalla gestione de Il Giorno e, dopo alterne vicende, la nuova gestione del quotidiano milanese è appannaggio di QN – Quotidiano nazionale che già possiede il Resto del Carlino e La Nazione. Fino al maggio 2026 è stato di proprietà della famiglia Monti-Riffeser. Dal 17 maggio 2026 è di proprietà della società Lmdv Media di Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di Luxottica. Nella festa che si è tenuta a Milano per i 70 anni, c’era anche il presidente del Senato Ignazio La Russa. Chissà cosa avrà detto, dall’aldilà, Gaetano Baldacci.
→ AVVISO AI NAVIGANTI – Come sempre, con questo numero sospendo, temporaneamente, la mia collaborazione con girodivite. Ma voi continuare a seguire e a leggere questo giornale. E, questa, è la raccomandazione che faccio ai lettori. Per essere veramente “liberi” dobbiamo conoscere cosa avviene. E girodivite, in questo senso, è indispensabile. Soprattutto in un momento in cui l’informazione è sotto attacco da parte dei Poteri forti di qualsiasi colore essi siano. E, mi raccomando, acquistate almeno un quotidiano ogni mattina. Grazie per avermi seguito in questi mesi e a presto. ←
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