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Il Compleanno

Regia di Marco Filiberti. Italia, 2009. 106 min. Drammatico. Con Alessandro Gassman, Michela Cescon, Thiago Alves, Maria De Medeiros, Massimo Poggio, Piera Degli Esposti
di Orazio Leotta - mercoledì 11 novembre 2009 - 4381 letture

La storia ruota intorno a due coppie di amici e alla loro vacanza al mare insieme. Matteo e Francesca hanno una bambina ed un rapporto molto solido. Invece Diego e Shary hanno un legame, magari più passionale, ma non stabile, in quanto vivono lontani per molti mesi all’anno. Hanno un figlio, David, che anch’egli vive lontano, negli Stati Uniti.

E’ proprio il ritorno di David a far scricchiolare gli equilibri tra le due coppie, Matteo comincia a dare segni d’inquietudine e di turbamento, manifestando una incontenibile attrazione per il giovane. La tensione aumenta fino a raggiungere il top quando arriva il giorno del compleanno di David.

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Michela Cescon

E’ un film coraggioso, erotico, divertente, ma drammatico nelle conclusioni. Viene tirato in ballo il mito amore-morte. L’eros non giunge mai all’happy end: ecco spiegato il finale drammatico ed il parallelismo con le sequenze dell’opera Tristano e Isotta nella parte iniziale. Si approfondisce il discorso sulla sessualità: per alcuni è lineare, definita, per altri è più tortuosa, più emotiva, più difficile da districarsi.

Dunque un film che a largo raggio riflette sulla complessità della persona e tenta di spiegare il femminile di un uomo. Matteo, medico psicologo, non riesce a tenere sotto freno la parte femminile che c’è in lui (pur riuscendo benissimo ad esempio a tenere sotto freno i suoi pazienti). E’ come se ci fosse una linea invisibile. Alcuni non la oltrepassano, altri si, e qui viene spiegato, in modo poetico e dolce, come si può oltrepassarla.

Come nel caso di Leonard, lo zio di David, che aiuta a morire, la fidanzata depressa. Anche lui oltrepassa la linea spiegandoci come si può uccidere per amore. Piera Degli Esposti (la paziente) riesce a nascondere il più possibile l’esistenza di un figlio handicappato. Anche qui un parallelismo: medico e paziente hanno entrambi un segreto, e quando lei piange, piange con lui come avessero un timer, come fossero ormai in simbiosi.

Ottima la scelta degli attori. Maria De Medeiros è una donna con candore, che non vede il male, pur essendo una straniera riesce benissimo a interpretare la parte di una donna italiana e a recitare in italiano. Anche Thiago Alves (David) spicca per la sua totale assenza di malizia, a tratti è impacciato, un puro. Nel complesso emerge l’idea di gruppo di questo quartetto, come una partitura, come un concerto da camera.

Questo film può senz’altro contribuire a contrastare l’ondata di omofobia che sta dilagando in Italia e nel resto del mondo.


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