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Il Clown Nanosecondo e l’elsir d’amore di un onda del mare di Paestum...

Elisir d’amore del mio angelo Mercurzio per una "giornata umoristica" a Paestum in compagnia della sua Cherubina Edda, con l’amico Clown "Nanos" la spiaggia, il mare di Paestum. E, si quel mare degli uomini liberi perché hanno ricevuto una delle più grandi bontà dell’universo, e il resto dell’allegra, bella e folle compagnia, “fuori” del campo!

(di *Mercurzio, l’angelo custode del Clown Nanosecondo)

di Enzo Maddaloni - lunedì 16 marzo 2009 - 3903 letture

Una giornata umoristica, comica o satirica o grottesca, il nostro incontro ad Acropoli! Ma, in fin dei conti, vivere con umorismo solidale e amorevole la nostra situazione (a volte precaria di angelo custode sempre un po’ in bilico tra diversi mondi) ci ha imposto (a me ed Edda) di non procedere con la nostra fredda ragione ad un’armonizzazione dei contrasti, degli assurdi, dei frizzi, dei lazzi ma anzi cercare di far radicare la nostra esperienza proprio sulla dissonanza, sulla scissione.

Un clown….....ha ”lo spirito di chi rispetta il dolore ma ha gran voglia di vivere intensamente, con emozione e gioia la propria vita!” e per il suo intimo, specioso, essenziale processo scompone, disordina, discorda .

Un particolare processo “psicospiritualillogico” (o meglio analogico!?) sta alla base della sua performance di vita :la contraddizione, la perplessità, la presenza irrisolta di opposizione; è un uomo “fuori di chiave(….) di violino e contrabbasso (…) un uomo a cui un pensiero non può nascere, che subito dopo non gliene nasca un altro opposto, contrario:.... “ Due anime in una, (se non tre) si compiace dei contrasti stridenti e dei travestimenti impreveduti. .....“Para la follia con gli abiti della ragione e la ragione con gli abiti della follia”.....piange e ride nello stesso tempo.

La nostra non è stata una giornata comica (semmai angelica)! Anche nel comico agisce l’opposizione ma il comico è solo l’avvertimento del contrario. Esso scaturisce infatti dall’accorgersi superficiale ed epidermico che una persona o una situazione si allontanano dalla normalità o addirittura sono contrarie a ciò che secondo la prevedibilità, la razionalità essa dovrebbe essere.

La riflessione umoristica invece mette in dubbio, scompone la situazione comica, scorgendone la nascosta radice tragica, fa nascere un sorriso pieno di amarezza e dolore secondo il passaggio dall’avvertimento al sentimento del contrario riproponendo la diversità del comico dall’ umorismo.

Il personaggio umoristico nella sua interiorità sente e soffre. E non a caso il personaggio per eccellenza umoristico è Don Chisciotte, che “non finge di credere (…..) a quel mondo meraviglioso delle leggende cavalleresche: ci crede sul serio;lo porta, lo ha in sé quel mondo” , che si troverà in contrasto, in urto doloroso con il presente. E, Cervantes, autore umoristico, “sentirà viva e vera entro di sé questa creatura e soffrirà con essa dei contrasti e degli urti ".

Quanto è tenue la linea di confine tra “la cosiddetta normalità e la follia” ce lo ha ricordato Basaglia frequentando i disumani luoghi della sofferenza folle, uscendo dal chiuso di uno studio confortevole e al riparo di una assortita biblioteca e del conforto familiare ! ”Non esiste storia della follia che non sia storia della ragione in fondo” diceva.

E con amore e scienza ha seguito il sogno incompreso e l’itinerario impervio della parola e del silenzio del folle non solo come semplice ricerca dell’interpretazione di quel silenzio o parola ma nella scoperta e nel recupero dell’uomo che si nascondeva imprigionato dietro quelle doloranti parole o silenzi.

Scriveva con tragica e lucida consapevolezza Pirandello: “L’umorismo affonda le sue radici non nella comicità , ma nella sofferenza ..(Kirkegaaard)….e lo avvicina alla sfera religiosa perché la sofferenza non è un accidente casuale ma la dimensione essenziale dell’esistenza”

A me ed Edda ci ha divertito seguire Giulio (anche lui -pare un angelo caduto- ed amico di Nanos) con autentico e incredulo interesse mentre con arguzia e conoscenza ci ha raccontato l’itinerario keinesiano, folle e felliniano, dei 50 euro della Edda... dallo Stato italiano munifico erogatore del dopoguerra, allo Stato cinico esattore degli anni ottanta e la splendida idea borgesiana di “processare” ed incarcerare "i presunti onesti" per preservarli per "i tempi migliori dopo i nostri inverni dello scontento".

E, poi l’incontro crepuscolare con il poeta-stilista-folletto "Armando" (certamente angelo - anche lui - in bicicletta) che ci ha letteralmente sommerso in una dolce tempesta di parole in piena, fisica e leggera libertà! …come tutti gli uomini di mare……e così anch’io ....insieme a loro ....come ....”Uomo libero, tu amerai sempre il mare! Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima Nello svolgersi infinito della sua onda…….” (Baudelaire).

"Onda, o ala di un angelo, quella che ho visto qui?"

(*) Mercurzio è Mauro Orlando, liberamente tratto da Elisir d’Amor

http://elisiramore.blogspot.com/?zx=c7887d2bf53485bb

Grazie *Mercurzio angelo mio un caro saluto a Edda


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