Il 148° anniversario dello sbarco dei Mille

"Si dimentica la gloriosa sommossa che nel 1861, appena un anno dopo, la popolazione di Marsala visse eroicamente, scatenando la indegna RAPPRESAGLIA e le misure repressive del Governo Italiano dell’epoca e che la Cultura ufficiale continua ad occultare..."
di Redazione - mercoledì 11 maggio 2005 - 4041 letture

MARSALA, 11 MAGGIO 2005. 148° ANNIVERSARIO DELLO SBARCO DEI MILLE ALL’INSEGNA DEL COLONIALISMO CULTURALE

«Sarebbe l’ora che nelle "celebrazloni" dell’anniversario dello Sbarco dei Mille si desse un po’ di spazio alla VERITÀ e al rispetto della dignità del Popolo Siciliano». Ha dichiarato il Segretario di lu Frunti Nazziunali Sicilianu "Sicilia ’Ndipinnenti", Giuseppe SCIANÒ, che ha così continuato: «Le ricorrenze degli anniversari del fortunoso sbarco di Garibaldi e dei suoi Mille continuano ed essere squallide, retoriche ripetizioni delle falsità dell’agiografia risorgimentale, senza alcun rispetto per la verità e per lo svolgimento dei fatti. Il tutto all’insegna del complesso d’inferiorità (politico, mentale e psicologico) e dell’alienazione culturale. E della SINDROME DI STOCCOLMA».

«Lo sbarco dei Mille avvenne, com’è noto, solo ed esclusivamente per il pesante intervento dei due SLOOPS della MEDITERRAN FLEET dalla GRAN BRETAGNA (le H.M.S. ARGUS e INTREPID, con centinala di bocche da fuoco e con migliaia dl ROYAL MARINES a bordo) che avevano già preso posizione nel porto di Marsala. Tutta la sceneggiata fra lo sventolio di migliaia di UNION JACK e fra centinaia di navi mercantili britanniche ferme in ogni angolo della rada per dare copertura agli sprovveduti Mille. Uno sbarco privo di professionalità, penoso e incerto, nel corso del quale restò incagliato il piroscafo LOMBARDO. Uno sbarco che era frutto dalle pressioni e degli intrighi dei servizi segreti britannici e dei traditori annidati a Palermo negli alti comandi della Luogotenenza dal Regno, che avevano, peraltro, TRASFERITO, per l’ occasione ad Agrigento il presidio militare di stanza a Marsala e costituito da un battaglione di Carabinieri a piedi. Lo sbarco ed i festeggiamenti si svolsero senza alcun appoggio da parte dei Marsalesi, che si comportarono con coraggio, con dignità e con compostezza esemplari, senza dare alcuna confidenza agli invasori. I quali ultimi furono trattati "COME I CANI IN CHIESA", come ebbe a scrivere qualche garibaldino divenuto famoso. Particolare, questo, che sarebbe emerso pochi anni dopo anche dagli Atti del Parlamento Italiano (si pensi, fra l’altro, a qualcuno degli interventi di Nino BIXIO). E soprattutto se si ha la volontà di leggere, ovviamente, anche quei testi che non siano testi di mitologia e di "monomania" unitaria (fenomeno, quest’ ultimo, che, per intenderci, GRAMSCI definiva UNITARISMO OSSESSIVO)».

«Cosa ci si poteva aspettare, d’altronde, da un "particolare" di una grande OPERAZIONE, organizzata ed attuata in ogni dettaglio dal più importante IMPERO dal Mondo, quello BRITANNICO, appunto. Operazione, nella quale Vittorio Emanuele II, Garibaldi e tanti altri personaggi spacciati per Padri della Patria non erano altro che modestissime MOSCHE COCCHIERE (per non dire di peggio)».

«Si dimentica invece la gloriosa sommossa che nel 1861, appena un anno dopo, la popolazione di Marsala visse eroicamente, scatenando la indegna RAPPRESAGLIA e le misure repressive del Governo Italiano dell’epoca e che la Cultura ufficiale continua ad occultare, perché indegne ed incompatibili con le più elementari norme di civiltà e perché violavano apertamente i diritti dell’Uomo».

Ha ancora detto Scianò che ha sottolineato come i Marsalesi erano GLI STESSI che avevano assistito allo sbarco dei Mille. Ed ai quali si fa il torto di farli passare per "fans" degli invasori Anglo-piemontesi-garibaldini.

«Sarebbe meglio che il Comune di Marsala desso più importanza, invece, agli ALTRI MILLE, quelli che morirono nell’11 maggio del 1943 e seguito del bombardamenti a tappeto degli Alleati e che , talvolta, in qualche ricorrenza dell’anniversario, sono stati pure ignorati), a tutto vantaggio dei Mille Invasori del 1860».

Il Segretario FNS ha poi inserito una nota di convinto ottimismo affermando: «Siamo, tuttavia, sicuri che il grande risveglio culturale e politico in atto nella Sicilia e nel Mezzogiorno (in quello, cioè, che era il territorio dell’Ex Regno della due Sicilie) prima o poi smentirà i FALSARI della storia e delegittimerà totalmente i tanti partiti politici che, al servizio dell’imperialismo interno, hanno interesse a far sì che i Popoli del Sud e della Sicilia restino in una Condizione di colonialismo culturale e politico (antistorico ed indecente) che li "separi" di fatto e di diritto dall’Europa, dal Mediterraneo e dal Mondo. Soprattutto nel momento in cui comincia a prendere corpo la istituenda "Area Euro-mediterranea di Libero Scambio". Alla quale NON "dovremo" partecipare da PROTAGONISTI, ma soltanto da SGABELLI».

Scianò ha, infine, concluso precisando: «Ricordiamo queste cose ai partiti Italiani ed ai movimenti pseudo-sicilianisti e pseudo-meridionalisti. Ma lo ricordiamo soprattutto al VERI SICILIANISTI ed ai VERI MERIDIONALISTI. Dobbiamo essere noi stessi, infatti, a lavorare tutti di più e lavorare meglio per l’indipendenza e per la libertà delle Nazionalità abrogate nel 1860 con la violenza e con l’inganno. E lo dobbiamo fare anche per dare corso alla vocazione, alla collaborazione e all’amicizia fra i Popoli di tutto il Mondo».

«Ed è un impegno, questo, che dobbiamo ribadire con forza proprio in occasione della ricorrenza dei 145° anniversario della controversa vicenda dello sbarco, che in realtà -e comunque- fu un avvenimento significativo e fatale, perché costituì il primo passo della CONQUISTA del Sud e della Sicilia e dalla loro riduzione in COLONIA di sfruttamento».

Giovanni Basile, FRUNTI NAZZIUNALI SICILIANU "Sicilia Indipinnenti"


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