I merli e la preghiera

Il canto di un immigrato

di Alberto Giovanni Biuso - venerdì 10 novembre 2006 - 2513 letture

Un’amica mi ha regalato questo frammento di vita:

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Stamattina studiavo e ho sentito un canto nuovo provenire dall’esterno, un canto orientale. Sono uscita sul balcone e ho visto un muratore, uno di quelli che erigono la palazzina di fronte al mio condominio, pregare il suo Dio salmodiando, e tutti i merli erano come impazziti e volteggiavano sopra di lui, sui tetti. Gridavano. Forse lei conosce il canto del merlo: non è armonioso, stride, è gracchiante. Ma la voce dell’uomo era più forte, ed egli cantava con intonazione perfetta, come solo può fare chi impara da bambino e canta ogni giorno, in ginocchio sul tetto della casa. E allora ho pensato: davvero deve essere un grande Dio questo Allah, se ancora gli uomini trovano il coraggio di pregarlo sui tetti, a voce alta, nonostante ciò che oggi accade, e se può comandare ai merli -perché i merli all’improvviso tacquero tutti, e volarono via. E quest’uomo, questo muratore immigrato, sudato e sporco, forse ignorante, forse ladro, forse abusivo, forse pericoloso, allora così trasfigurato dal suo canto, pregando nella sua lingua, è stato un monito per l’Occidente. Diceva "cave": stai in guardia, se non vuoi diventare un gioco per i venti.

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I merli e la preghiera
13 novembre 2006

Professore, ogni mattina il sole si è alzato per muovere ogni braccio e ogni foglia. Noi siamo la prova che un Dio magnanimo ci ama, e vuole che lo preghiamo con affetto. Così ogni popolo lo deve fare. Non ci può essere un Nome nella massa infuocata che ci porta la vita. Ogni particella della nostra stella ci parla delle nostre virtù e vergogne. Ogni uomo perciò non deve sentirsi baciato dalla verità, e deve amare il prossimo più remoto perchè siamo tutti strutturalmente uguali. Noi potremmo conquistarci l’affetto di altri popoli solo amandoli, e non invadendoli.
 Ma finiamo per trovare mille giustificazioni alle nostre abitudini.. La Madonna ha detto in qualche apparizione che i Musulmani sono a Lei cari. Ma pensa che tali principii possano essere praticati da chi già si allontana dalla propria religione? Ogni uomo è un corridoio di luce che proviene dall’eternità, cosa c’entra se non obbedisce a certe logiche puerili, e meccanicistiche? Cosa conta il nome o le divinità a cui è soggetto? Oppure la morale per tutti i cuori è modificabile? forse le donne di altre nazioni non sono donne? piene di quella qualità che le rende maestre nell’insegnare l’amore? E i bambini?
 Ma aspettiamo, che ciò che sembra immutabile, muti.. Aspettiamo che ogni Santo si manifesti per consigliare ogni cuore, e per scoraggiare chi vuole sovvertire la legge del dolore. Quell’operaio ha un nome, e se Dio lo chiamasse, lo userebbe quel nome! E’ così che funziona la giustizia. Ognuno osservi il prossimo, come faceva Re Davide che non puniva chiunque per la strada gli si rivolgeva, anche con malizia. Egli spiegò ad un suo consigliere che ogni voce che veniva dalla strada poteva essere la voce di Dio, che lo richiamava ai suoi doveri e lo salvava dagli errori. Solo i pazzi non ascoltano il prossimo, da esso viene il bene e il male (e anche da noi). Anzi, aggiunse, bisogna aprire bene le orecchie..

Salvo P.

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