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I giovani e la politica

La partecipazione è un’arma formidabile nella battaglia per il cambiamento di una realtà spesso insulsa, insoddisfacente, dominata da avidità e sete di potere

di Antonio Carollo - giovedì 1 febbraio 2007 - 10246 letture

Un dialogo tra giovani mi ha incuriosito. Discutevano delle condizioni in cui versava la loro città: l’igiene pubblica, le strade, le piazze, la viabilità complicata, il traffico soffocante, ecc. Uno di loro ad un tratto ha avanzato una proposta: andiamo ad assistere alle sedute del consiglio comunale. Tutti a rispondere di sì, entusiasti.

Un simile interesse per i problemi della Città è senz’altro encomiabile. Non si può certo dire così di tutti i giovani. Molti pensano solo a divertirsi e alla loro vita privata, come del resto è giusto che sia alla loro età. Assistere ai lavori del consiglio comunale, rendersi conto di ciò che è al centro del dibattito cittadino è un bel passo avanti. Ho paura però che i metodi in uso e le procedure più o meno complesse, le lentezze, l’opinabilità, a volte, delle idee espresse dai consiglieri finiscano per provocare in questi giovani delle delusioni e sortiscano l’effetto contrario: quello di allontanarvi di più dalla politica.

Ci sono molti modi per partecipare alla vita politica. Indubbiamente uno di questi è prendere coscienza dei problemi della comunità dove si vive. Ritengo importante incanalare questa ‘rabbia’ e renderla produttiva di risultati, anche se non immediati. Il modo migliore, mi sembra, è scegliersi un partito che abbia un Dna in sintonia con i propri pensieri e orientamenti, ed iscriversi. Attenti, è dura anche lì. Non è tutto rose e fiori. C’è da lottare per affermare le proprie idee. Le incrostazioni egoistiche esistono; ma non tutto è negativo. Il partito dà spazio al dibattito e al contributo di tutti. Si ha la possibilità di conoscere a fondo certi risvolti di fatti, decisioni, posizioni, atteggiamenti, ipocrisie, miserie, e pure generosità, impegno, sacrificio, lungimiranza, disinteresse. Tutti elementi di crescita umana e culturale.

La partecipazione è un’arma formidabile nella battaglia quotidiana per il cambiamento di una realtà spesso insulsa, insoddisfacente, dominata da avidità e sete di potere. Non sempre le parole volano via; possono essere anche pietre, macigni. Ricordiamoci che il semplice fatto della nostra stessa presenza toglie spazio e ossigeno a coloro che usano la politica per fini strettamente personali.


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I giovani e la politica
4 febbraio 2007, di : piccola politicante!

parlo in base alla mia poca esperienza di diciassettenne....mi piacerebbe accostarmi alla politica,capire i meccanismi e magari anke iscrivermi a un partito quando compirò diciotto anni..ma ahimè ne capisco molto poco.e come me molti altri.x questo sto cercando di raccogliere informazioni,leggere i giornali e documentarmi,ma è dura.credo di essere una delle poche a farlo,con ciò nn voglio essere presuntuosa!ma parlo xkè è quello ke vedo.Tanti saluti.Lety
I giovani e la politica
11 marzo 2008, di : Valentina Agatea

Una Trentenne Che fa Politica Da Chioggia

La politica è una cosa meravigliosa, ci da l’opportunità a tutti di esprimere le proprie opinioni. Da Alcuni anni mi sono iscritta nel Partito Socialista,PS quello che adesso si candida da solo, ho deciso di avvicinarmi alla politica quando ho iniziato a prendere coscienza dei problemi della città in cui abito, quando ho iniziato a pensare che le mie idee, le mie conoscenze su alcune problematiche potevano essere d’aiuto a chi sedeva in consiglio comunale e poteva proporre delle soluzioni concrete. Non è semplice, uno perchè sono "giovane", trent’anni in politica significa essere pressochè ancora in fasce, due, perchè sono donna. Come diceva Antonio dopo aver preso coscenza dei problemi che ci sono nel territorio in cui viviamo e ci rapportiamo quotidianamente, è importante l’avvicinarsi ad un partito, però durante le prime riunioni alle quali parteciperete, dovrete far finta di non sentire nulla di quello che viene detto di tutte le baggianate che qualcuno dice, non ci si deve demoralizzare se verrete trattati come il corpo estraneo che nulla c’entra con il gruppo, per gli uomini è più semplice inserirsi e capire che cosa intendo, perchè ci si ritrova in un clima di cameratismo. Quando andavo alle riunioni, entravo e mi guardavano come per dire che ci fa qui questa, parlavo e dicevo la mia, quando avevo finito riprendevano da dove li avevo interrotti come se fossi stata una mosca fastidiosa, che cosa fare allora? Ho pensato che non sono certamente da meno di loro, dei signori seduti sulle sedie in partito che tra poco mettevano radici, però mi sono anche resa conto che da dentro non era semplice emergere, allora ho pensato di crearmi un mio gruppo all’esterno del partito, un gruppo di persone che abbiano voglia di dire la loro con le proprie idee con i propri ideali che non riescono ad esprimersi ed a farsi sentire. Mi sono detta se dimostro di riuscire a rappresentare un gruppo di persone e queste persone mi riconoscono come loro portavoce, allora si che anche dentro l’organizzazione di partito mi ascolteranno.

Perchè, è sbagliato, ma all’interno di un partito, vali se rappresenti un certo numero di persone e se dimostri di parlare a nome di altre parsone. Con altre due ragazze di cui una non fa nemmeno politica, abbiamo creato il comitato donne di Chioggia e l’otto marzo 2008 abbiamo portato in piazza più di 1500 persone a manifastare contro la proposta di moratoria di Giuliano Ferrara. Già durante l’organizzazione della manifestazione, i cari colleghi, compagni di partito cominciavano a rendermi partecipe della vita di partito, organizzavo e partecipavo alle conferenze stampa, adesso sono candidata alla camera al quarto posto. Non arriverò in parlamento ma quello che è importante è il segnale d’apertura che il partito ha dato nei miei confronti. Un consiglio che vi posso dare inventatevi la maniera di emerge date l’impressione di aver capito come funziona la macchina "PARTITO" e poi fregatevene e fate quello che volete. Un’ultima cosa non abbiate paura di alzare la voce e di sbraitare perchè così vi farete sentire. Giovani fate politica ed intendetela come un servizio agli altri e non come un modo di far soldi ed entrare nella "casta".

da Chioggia Valentina Agatea