I giornali sorridono e tagliano

Repubblica vede sorridere le statue mentre i collaboratori di varie testate si vedono tagliare il compenso. E il manifesto compie 50 anni di vita
di Adriano Todaro - mercoledì 10 febbraio 2021 - 702 letture

Repubblica sorridente ‒ Con l’arrivo dei Draghi anche la stampa ‒ libera e indipendente ‒ è felice. Dopo aver auspicato il suo arrivo, per anni, ora, finalmente può cantare vittoria e sorridere. Draghi ha fatto il miracolo ed è riuscito (salvo ritiri all’ultimo momento) a mettere assieme Salvini con il rosario in mano e il Pd, la Bonino e i 5 Stelle (salvo voto Rousseau, da oggi). Insomma, c’è un clima che non si vedeva da tempo. Sono terminati gli scontri, le polemiche, gli sgambetti. Tutti uniti, adoratori di Draghi. Repubblica non è stata da meno e, da giorni, scrive frasi poetiche ispirate. Sono cronache che viaggiano ad un metro da terra, volteggiano anch’esse felici. E così, veniamo a sapere che «Nella Sala dei busti, attigua a quella dove Draghi tiene le sue udienze, persino Enrico De Nicola e Alcide De Gasperi si guardano e sembrano sorridere». Se Draghi è riuscito a far sorridere anche le statue, figuriamoci se non è capace di sistemare questo nostro povero Paese.

Il Giornale di Sicilia taglia ‒ Nato nel 1860, il Giornale di Sicilia ha i conti economici che fanno acqua. Il giornale ha una tiratura di 8.500 copie, ma la pubblicità ‒ causa anche pandemia ‒ diminuisce come, del resto, in tutti i giornali. Sembra che la perdita sfiori i 2 milioni di euro. E allora è necessario mettere mano e utilizzare una medicina di sicuro effetto. Quale? Semplice. Licenziare. E così, secondo la direzione di Antonio Ardizzone, è necessario tagliare 34 giornalisti.

Bistrattati e sottopagati ‒ Sono i collaboratori dei giornali, figura certamente indispensabile che negli ultimi anni sono aumentati di numero, parallelamente alla diminuzione dei loro compensi. Addirittura, in molti giornali, si lavora, praticamente, gratuitamente. L’ultimo, in ordine di tempo, ad adottare questa politica è stato il Mattino, quotidiano napoletano. La direzione del giornale ha deciso che gli articoli fino a 2.500 battute (la maggior parte degli articoli) passeranno dalla cifra bassissima di 9 euro lordi a 7 euro. Prendere o lasciare. E nei 7 euro lordi, c’è dentro di tutto. In pratica il collaboratore deve pagarsi la benzina per i servizi, telefono ecc. Al Corriere di Viterbo (proprietà Angelucci) sono stati più sinceri: lavoro gratuito in cambio della firma sotto gli articoli. Insomma, il giornalismo non come professione, ma come hobby. Al Messaggero, invece, si sono ribellati e hanno attuato il primo “sciopero dei collaboratori”. Senza nessun risultato.

Battista dal Corriere all’HuffPost – Dopo 16 anni passati al Corriere della Sera, Pierluigi Battista, 65 anni, ha accettato la proposta di Mattia Feltri di scrivere per l’HuffPost, quotidiano online. Tiene una rubrica titolata “Uscita di sicurezza”. Battista, prima di andare al Corriere è stato vicedirettore a Panorama nell’epoca guidata da Giuliano Ferrara e responsabile della redazione romana. Su RaiUno ha condotto “Batti e Ribatti”. A quanto sembra nel giornale di Mattia Feltri si attendono altri arrivi.

Michela Murgia al posto che fu di Bocca – Da domenica 31 gennaio, la scrittrice Michela Murgia firma la famosa rubrica che Giorgio Bocca teneva sull’Espresso, l’Antitaliano. Bocca cominciò a redarla nel 1981 e, nel 2011, la rubrica passò a Roberto Saviano. Come sempre l’Antitaliano appare nell’ultima pagina del settimanale, quella più prestigiosa.

Un giornale acquistabile al buio ‒ Ad aprile il manifesto compie 50 anni e nelle strade delle grandi città e in alcune edicole, sono apparsi manifesti con la scritta: “Da leggere al buio”. Uno slogan creato dall’agenzia “Latte Creative” in preparazione, appunto dell’importante onomastico. Il manifesto è nato il 28 aprile 1971 e per tutto quest’anno ci saranno tante iniziative. Nel buio e nel caos che oggi viviamo ‒ questo il senso dello slogan ‒ diventa necessario avere informazioni libere, indipendenti e controcorrente. Un giornale ‒ continua un comunicato ‒ di cui potersi fidare perché si mostra per ciò che è, che va in profondità con inchieste, riflessioni e idee capaci di illuminare i fatti e di mettere al centro della scena chi è ai margini. Il manifesto lo fa dal 1971: illumina ciò che è al buio, offre un’informazione coraggiosa e senza padroni. Un giornalismo militante e appassionato di cui ti puoi fidare, che va in profondità ma non rinuncia a lottare contro tutte le ingiustizie. Nel corso del 2021 il manifesto investirà tutta la propria creatività sul fronte editoriale e su strategie di coinvolgimento innovative della propria comunità di lettori e abbonati. Con oltre 200.000 utenti attivi registrati sul sito, lo sviluppo dei prodotti digitali prosegue con l’obiettivo di creare una community ancora più unita e più sicura, con il più rigoroso rispetto della privacy e dei diritti digitali dei lettori, senza attività di profilazione o estrazione di dati, come fa fin dall’inizio della sua presenza on line nel 1995, primo quotidiano nazionale italiano a dotarsi di un sito web.


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