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I dati sulla partecipazione politica in Italia

Fonte ISTAT

di Redazione - venerdì 5 dicembre 2025 - 332 letture

Tra le indagini condotte dall’Istat una, di carattere campionario, condotta nel primo trimestre di ogni anno, riguarda gli “aspetti della vita quotidiana” e comprende anche, in generale, la socialità, le attività del tempo libero e l’interazione tra i cittadini e servizi. Rientra in questo ambito anche la partecipazione politica, indagata nel primo trimestre del 2025.

Questi, in sintesi, i principali risultati, come decritti nella relazione finale:

▪ Tra il 2003 e il 2024, si è osservato un calo generalizzato della partecipazione invisibile (informarsi e discutere di politica). Questo trend riguarda uomini e donne, ma con intensità diverse, contribuendo a ridurre le ampie differenze di genere. Nel 2003, ad informarsi con regolarità di politica era il 66,7% degli uomini a fronte del 48,2% delle donne. Nel 2024 questi valori calano di 12,6 punti percentuali per gli uomini e di 5,7 punti per le donne. La differenza tra uomini e donne passa da 18,5 a 11,6 punti percentuali.

▪ I livelli più bassi di partecipazione politica invisibile riguardano i giovani fino a 24 anni e, in particolare, i giovanissimi: si informa di politica almeno una volta a settimana il 16,3% dei ragazzi di 14-17 anni e poco più di un terzo (34,6%) dei 18-24enni. A non informarsi mai, invece, sono rispettivamente il 60,2% e il 35,4%.

▪ La disaffezione totale per l’informazione e la discussione politica è più diffusa in presenza di titoli di studio più bassi. Non si informa mai di politica l’11,3% dei laureati, una percentuale più che doppia di diplomati (24,4%), e quasi quadrupla per quanti hanno al più la licenza media (41,2%). Un trend analogo si osserva in merito al parlare di politica.

▪ La partecipazione politica è molto differenziata sul territorio. Si informa di politica almeno una volta a settimana la maggioranza della popolazione del Centro-nord (con valori compresi tra il 52 e il 54%), contro il 40% circa del Mezzogiorno. Sempre nelle regioni del Mezzogiorno una quota analoga (37,3%) non si informa mai a fronte del 25,0% circa delle regioni del Nord.

▪ La televisione è il canale informativo più utilizzato. Rispetto al 2003 l’uso della Tv come fonte di informazione politica è diminuito di quasi 10 punti percentuali (dal 94 all’84,7%). Si è invece dimezzata, passando dal 50,3 al 25,4%, la quota di cittadini che si informano tramite i quotidiani. A informarsi tramite Internet sono soprattutto gli adulti fino a 44 anni, tra i quali le percentuali superano il 60%.

▪ Degli oltre 15 milioni di cittadini di 14 anni e più che non si informano mai di politica, poco meno dei due terzi (63,0%) sono motivati dal disinteresse, più di un quinto (22,8%) dalla sfiducia nella politica.

▪ In 4 milioni 679mila famiglie, nessun componente ha parlato o si è informato di politica (17,6% delle famiglie residenti in Italia). In circa un terzo delle famiglie calabresi e siciliane nessun componente di 14 anni e più si informa di politica a fronte di un valore medio del 20,9% e di valori che si aggirano intorno al 14% in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

▪ Nel 2024, hanno partecipato a un comizio o a un corteo rispettivamente il 2,5 e il 3,3% dei cittadini di 14 anni e più a fronte del 5,7 e del 6,8% del 2003. Il calo ha riguardato sia gli uomini che le donne, ma con intensità leggermente maggiore per i primi: nella partecipazione a cortei si è passati per gli uomini dall’8,2% al 3,1% e per le donne dal 5,6 al 3,4%.

▪ Oltre 10 milioni e mezzo di cittadini hanno espresso opinioni su temi sociali o politici attraverso siti web o social media: erano meno di sei milioni e mezzo nel 2014. Si tratta di una persona ogni quattro utenti di Internet, senza significative differenze di genere.

Qui il link al testo completo dell’indagine: https://www.istat.it/Partecipaizone-politica_Anno-2024.pdf


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