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Guida Selvaggia

Una nuova rubrica a disposizione dei nostri lettori. Questa volta sulle applicazioni fantasiose degli automobilisti nei riguardi del codice della strada.
di Piero Buscemi - mercoledì 6 gennaio 2016 - 5012 letture

Guida Selvaggia. No, non è il nome d’arte di una showgirl anni Settanta, né lo pseudonimo di una escort lasciata "libera" da qualche politico. E’ la rubrica che Girodivite vuole lanciare dalle proprie pagine per evidenziare come l’Italia, paese di santi e navigatori, esprime la sua più ingegnosa creatività quando i cittadini si trasformano in automobilisti.

Una trasformazione quotidiana che, passeggiando sui marciapiedi (dove ci sono, ovviamente!) o percorrendo le strade delle nostre città a bordo di un’auto, possiamo ammirare in tutte le sue sfaccettature, creando situazioni che una mente normale non riuscirebbe mai a concepire.

Come preannunciato a inizio anno, vogliamo offrire ai lettori la possibilità di documentare episodi vissuti direttamente e documentati con i propri dispositivi digitali, sia con semplici immagini o con brevi video, che la redazione avrà cura di selezionare e pubblicare periodicamente.

Uno spazio libero, che funga anche da mezzo di denuncia culturale sulle nostre discutibili abitudini, specialmente quando ci caliamo nella parte del pilota di turno che, molto probabilmente a causa di una forza mistica a noi superiore, ci fa sentire di essere sempre dalla parte della ragione.

Invitiamo, pertanto, tutti coloro che avranno voglia di rendere pubblica la propria esperienza sull’argomento, di arricchire questo archivio improvvisato che, siamo sicuri, riserverà grosse sorprese. Sarebbe utile che le immagini o i video inviati fossero corredati dalla didascalia descrittiva del luogo. Si raccomanda, per ovvi motivi, di oscurare i numeri di targa o i volti delle persone coinvolte.

Inviare a: piero.buscemi@girodivite.it

Ci permettiamo di iniziare la raccolta con un’immagine "raccolta" in questi giorni di festa. La foto è stata scattata a Sant’Alessio Siculo, un paesino della provincia ionica messinese. Da notare, ovviamente, il cartello di divieto posto in fondo all’immagine.

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