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Grazie mille Annette Dasch

Il soprano berlinese “salva” la Prima della Scala.
di Orazio Leotta - martedì 11 dicembre 2012 - 6631 letture

Settimane di prove sono risultate vane per Anja Harteros, il soprano che avrebbe dovuto interpretare Elsa von Brabant nel “Lohengrin” di Wagner, “prima” del teatro alla Scala di Milano, lo scorso 7 Dicembre. Il virus dell’influenza l’ha costretta a dare forfeit. Identica sorte per la sua sostituta, la danese Ann Petersen, chiamata a sostituire la titolare, che ha fatto in tempo a cantare per la “primina” riservata agli under 30, giorno 4, ma poi è stata costretta ad arrendersi vittima anch’ella dell’influenza, un virus forse veicolato dallo stesso regista Claus Guth, apparso già da giorni molto acciaccato vittima anch’egli del malanno di stagione.

“Prima”, dunque in forte pericolo, a meno di 24 ore dall’ora X, manca il soprano. Ma niente paura, qualcuno ha pensato che in Germania, c’è Annette Dasch, specializzata in ruoli mozartiani e wagneriani, al momento impegnata alla Staatsoper di Berlino ne “La Finta Giardiniera” di W.A. Mozart. Annette Dasch.jpg Annette, da dieci mesi mamma della piccola Fanny, si è pertanto trovata davanti al dilemma: accettare l’invito o declinare, per recuperare le forze tra una recita e l’altra e dedicarsi alla sua bambina? Annette, consigliata dal marito, il baritono Daniel Schmutzhard, si catapulta a Milano nottetempo, giunge all’una di notte con un volo da Francoforte, portando con sé Fanny.

La mattina stessa del 7 si sottopone alle prove (brevissime, troppo poco tempo a disposizione) del Lohengrin, che non è una rappresentazione come le altre, non fosse altro che oltre ad essere la “prima” della stagione scaligera è anche curata dal visionario Claus Guth (poco spazio al “mito” e alla tradizione dell’opera wagneriana ma più atmosfere meditative, psicoanalitiche con simbologie adatte alle nevrosi dei nostri tempi; ambientazioni non da Alto Medioevo, ma ottocentesche). Fortuna che Annette aveva più volte interpretato Elsa a Bayreuth ed aveva anche in passato lavorato con Guth e col direttore d’orchestra Daniel Barenboim nonché con il connazionale Jonas Kaufmann (la stampa tedesca li ha definiti la coppia più bella del’opera lirica) e la sua performance è risultata straordinaria e disinvolta, sia come cantante che come attrice. annette-dasch-lohengrin[1]

Leggiadra, incantevole, intensa. Riesce con nonchalance (nel secondo atto) a superare anche un piccolo intoppo causato dal vestito, impigliatosi nella scenografia, che le impediva il giusto incedere. Negli intervalli si dedicava alla piccola Fanny, allattandola. Quindici minuti di applausi finali per lei, per Barenboim, per il tenore Kaufmann (un buon Lohengrin) e per Evelyn Herlitzius (Ortrude); un po’ meno per il regista e per Tomasson (due Fa mancati per Federico di Telramondo, marito di Ortrude e voce non sempre all’altezza).

Trenta ore di permanenza in tutto a Milano (di cui cinque in scena) e poi via di nuovo a Berlino per le repliche de “La Finta Giardiniera”. Una grande prova di professionalità e di attaccamento e amicizia alla Scala oltre che ai suoi interpreti , in palese difficoltà a poche ore dall’appuntamento più atteso dell’anno. Già in passato, nel 2006, era dovuta intervenire all’ultimo momento per rimpiazzare Monica Bacelli, la Donna Elvira del “Don Giovanni” di Mozart e sempre per una “prima” (diretta allora da Gustavo Dudamel). Grazie ancora Annette. Grazie per la bellissima serata e arrivederci ancora alla Scala, magari per un ruolo da titolare e non da sostituta.


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