Governo estetico del mondo

Elda non cercare più pietre grosse cerca solo piccoli sassi da buttare in questo stagno. Semmai regalali a tutti gli amici che trovi, sai portano pure fortuna!

di Enzo Maddaloni - martedì 7 aprile 2009 - 1868 letture

Per centinaia di anni abbiamo affidato agli architetti l’estetica ed ai medici l’etica e tutte e due alla fine ci hanno fatto un pò fessi! Per non parlare di avvocati e giornalista Dio ci scansi e liberi. Però, tutti molto moralmente etici ed ordinati.

Certo non è il caso di generalizzare, perchè si rischia poi di far di tutta un erba un fascio, e noi abbiamo bisogno di affascinare!

Per questo dovremmo più che applicare un giudizio all’opera del medico e dell’architetto, superare lo stesso giudizio, che sarebbe poi affidato ad avvocati, giornalisti. A pure i giudici? Ultimamente ce ne sono sempre meno di arbitri e guardialinee ed i vecchi schemi di gioco non funzionano più.

Resta anche difficile mettere la palla al centro ormai occupato sempre più da molti giocatori, dovremmo studiare una tattica destra-destra/sinistra-sinistra e semmai smarcali. E, più che giocare con una sola palla, ne dorvemmo far girare almeno tre, e non più una e neppure solo due.

Infatti, se ciò lo facciamo senza neppure unificare Arte&Scienza, Etica&Estetica, continuando distinguerle come singole componenti, che governano o separano forme e contenuto, anime e corpi, il bene e il male, i piani regolatori da quelli sregolati, l’appendicite senza complicazione con quella con complicazione (e visto che ci siamo togliamo anche la coliciste) rischiamo di continuare a trasformare tutto in “non luoghi”, come diceva qualche tempo fa Elda una mia carissima amica archeologa, che va ancora in cerca dei vecchi saperi, scavando con il metodo a cipolla (a strati) ma, ciò gli causa spesso di piangere, alla faccia di attacanti e difesa.

E, cosi ci casca tutto adosso e rischiamo di trovare sotto le macerie ospedali trasformati in fabbriche di malattie, città morte trasformate in cimiteri, supermercati vissuti come paesi con piazze e cortili del tempo che fu, e paesi dove il tempo non esiste più e solo i muri riescono a parlare quando li accarezzi.

Ma così rischiano di tornare solo i fantasmi del passato? E, così e solo a loro possiamo chiedere semmai quali vecchie emozioni dovremmo far rivivere.

Ma, tutte queste cose rischiano di essere non solo fantasmi del passato ma realta virtuale del presente, ed allora?

Perché non far rivivere tutti proprio come fantasmi, insieme agli angeli, ai musici, ai pittori, ai clown, ai poeti, agli archeologi, ai scultori,ai cineasti, ai giocolieri, ai maghi e alle maghesse, del saper nuovo qui adesso?

Elda di prego non cercare più pietre grandi, cerca solo sassi piccoli, da buttare in questo stagno, e regalali a tutti gli amici che trovi, perchè sai portare fortuna e ti fanno capire un sacco di cose perchè smuovono lo stagno!

“…Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati alla vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra di loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad avere tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni. (Tratto da “La Grammatica della Fantasia” Gianni Rodari Einaudi, 1997

Per questo, mi sembra inutile continuare a porsi domande sui problemi etici separati dalle esigenze estetiche del curare la bellezza o meglio dell’apprezzare la bellezza del giorno nuovo.

Mi chiedo: ma che cos’è questa crisi per un Senegalese o un Keniota? Anche lui ha problemi con la banca (come c’è l’ho io). La mattina anche loro tengono il problema del caro vita? O, semplicemente della fame?......No, non della fama!

Se fino ad oggi abbiamo avuto un “governo etico del mondo” che ci ha ucciso comunque perché non provare ora “un governo estetico”?

L’etica e la morale hanno prodotto sole guerre e morti, nel mentre l’estetica è creatività! E, dall’attuale crisi - che è cosa buona giusta, perchè solo da una crisi può nascere un cambiamento - dovremmo essere contenti perchè è fallito "proprio quel sistema" che tutti criticavamo e allora perchè oggi ci lamentiamo?

Ecco perchè non sono andato anch’io in piazza!

Da questa crisi non si esce con la lotta! Ma, solo attraverso un atto creativo e di gioia. Un’atto di grande consapevolezza, un’azione di buona salute (mentale). Dovremmo iniziare a spolverare un pò le idee a tutti.

Dagli studi scientifici della chimica emozionale il cervello dell’uomo pare che non faccia nessuna differenza tra etica scientifica ed estetica emotiva. La nostra biologia è molto più intelligente di noi e non abbiamo neppure compreso oggi, attraverso l’epigenitica, la loro relazione.

E’ comunque armonica e non di prevaricazione, non c’è dualità eppure per centinaia d’anni abbiamo ragionato in questa maniera, perché non provare a cambiare? Ma , bisognerebbe uscire fuori dagli schemi?

Ma, ormai il cambio del paradigma è già in atto e rischiamo solo di essere conservati in un passato che non esiste più: è morto, finalmente!

Ora, non possiamo che risorgere in un nuovo mondo, dove il senso della bellezza e della gioia dell’uomo rifioriscano. Uccidere il vecchio uomo per farlo rinascere a nuova vita? No, abbiamo bisogno tutti di trasformarci in Ape gioiosa.

E, qui mi affido ad un eminente scienziato per comprendere meglio come la cosa si potrebbe realizzare e funzionare anche da un punto vista geniticamente biologico.......lo so subito pensate a Kafca....ma no state attenti a quello che dice il mio amico Thomas:

“La differenza fra genetica ed epigenetica può essere paragonata alla differenza che passa fra leggere e scrivere un libro. Una volta scritto il libro, il testo (i geni o le informazioni memorizzate nel DNA) sarà identico in tutte le copie distribuite al pubblico. Ogni lettore potrà tuttavia interpretare la trama in modo leggermente diverso, provare emozioni diverse e attendersi sviluppi diversi man mano che affronta i vari capitoli. Analogamente, l’epigenetica permette interpretazioni diverse di un modello fisso (il libro o il codice genetico) e può dare luogo a diverse letture, a seconda delle condizioni variabili con cui il modello viene interrogato”. (Thomas Jenuwein, Vienna, Austria)

Quindi come è possibile scrivere un libro è possibile anche interpretarlo diversamente, ma è anche possibile riscriverlo con queste nuove interpretazioni.

Il nostro cervello, ma ancora di più la memoria del nostro corpo, non fa nessuna differenza tra valore estetico e quello etico siamo noi che attraverso la culturale (storica) abbiamo scritto il libro della nostra vita.

Ma, come l’abbiamo scritto abbiamo anche la possibilità di correggerlo o meglio riscriverlo con le nostre interpretazioni. Questa volta però a mo di fiaba, vi raccomando perchè è l’unica “storia che cura”.

Immaginate se all’atto di una visita medica il medico chiede al cliente di scrivere la storia in breve della sua vita e rimettendola in un registratore riscrive i vissuti trasformandoli in fiaba. Tutto il negativo alla fine diventa positiva e per la legge dell’attrrazione lo guiarisce da tutte le sue malattie.

Etica ed Estetica coinciderebbero sempre di più. Il medico, così aiutato dall’architetto, potrebbe costruire nuove "forme" di ospedali, semmai delle biblioteche dell’anima tutte colorate e più che a dimensione umana, d’Ape.

Cosi trasformare le città ed i paesi in piccoli alveari con tanti piccoli piccoli negozi di fiori dove puoi farti ancora un panino con la mortadella o con la ricotta ed il miele e dove gli archeologici potrebbero regalare piccoli sassi da far buttare negli stagni fatati che fanno da specchio alla nuova vita.

E’ per questo che ieri (5/aprile c.a.) sono andato in piazza e cosi oltre alle palme ho festiaggiato anche l’onomostatico di un mio amico che si chiama Vincenzo.

Ieri sono stato con Zipeppinella e Nonnachecca alla 1^ Festa della Primavera e dei Fiori a Maiori. C’erano tanti bambini tutti trasfromati in ape e coccinelle. E, c’erano anche il Gobbo di Notre Dame con tutti i suoi amici pronto a governare anche se per solo un giorno il governo estetico del mondo. E’ stata una giornata specialissima e coloratissima.

Per questo sono sempre più convinto, come Clown Dottore, che c’è necessità di un “governo estetico del mondo”…...tutti con il naso rosso.

Per questo continiamo a dire:

"Clown di tutto il mondo unitevi!"

Viviamo in un’era dove la mancanza di rispetto verso il genere umano rappresenta la più grande minaccia. I clown non possono trasformare il mondo ma noi clown, comici, pagliacci, giullari e buffoni possiamo lottare contro questa mancanza di reciproco rispetto. Il clown esprime la vita in tutta la sua allegria, sensibilità e pienezza di spirito. Il clown esprime la felicità, felicità che aiuta ad interrompere, almeno per un attimo, la sofferenza del mondo. Il clown è l’unica creatura che ride dei propri sbagli e proprio per questo può affrontare la violenza ed i violenti. Il clown amplifica il sorriso della Terra ed ecco perché noi, clown del mondo, abbiamo il dovere di dire agli uomini ed alle donne della nostra era, di ogni religione e di ogni nazione: coltiviamo la risata! Coltiviamo la risata contro le armi che distruggono la vita, coltiviamo la risata che si oppone all’odio, alla carestia ed alle ingiustizie del mondo. Non la risata che discrimina gli altri, per il loro colore, religione, razza, abitudini, gusti... ma la risata che celebra tutte queste differenze. Coltiviamo un sorriso che sia come la nostra vita: vario, diverso, armonioso e generoso.

MENTRE RIDIAMO SIAMO PACE.

Joao Pessoa Brazil, 2 dicembre 2002

www.radunonazionaleclowndottori.org


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