Gooooood morning Borghetto

"Qui è Radiooooooo Borghetto!". Dal ricordo delle radio libere degli anni Settanta e dal film con Robin Williams, l’idea di passare alcuni momenti lieti con i nipotini "facendo" una radio a casa.
di Luciana Bedogni - mercoledì 22 aprile 2020 - 1470 letture

Quando, nel gennaio scorso, mio zio è stato ricoverato nell’ospedale di Carpi per una polmonite, con i medici del reparto si scherzava sul Coronavirus che allora sembrava lontano, molto lontano, ancora e solo in Cina. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato che sarebbe arrivato così vicino e così rapidamente. Lo zio è morto dopo un mese. Solo dopo, quando il virus ha iniziato a diffondersi, ci siamo chiesti se anche lui si fosse ammalato di coronavirus.

Non lo sapremo mai. Tutti noi che ci siamo presi cura di lui abbiamo avuto il raffreddore, la tosse ed alcuni anche mal di gola e la febbre. Niente di più. Forse si è trattato solo di malanni di stagione, forse no. Ad un mio cugino invece è andata peggio. Un passaggio in ospedale per l’acutizzarsi di un problema di salute ed il contagio, dopo pochi giorni la fine. Lo stesso è accaduto ad altre persone che conoscevo molto bene. Modena è stata tra le prime province, insieme a quelle del Veneto e della Lombardia, ad essere dichiarate zona rossa.

Era l’8 marzo scorso. Sembra passato un secolo da allora. Solo 24 ore dopo tutta l’Italia lo è diventata. Pur utilizzando mascherina e rispettando il distanziamento, ho resistito fino all’ultimo, difendendo la possibilità di stare ancora insieme e prendere almeno una tisana con gli amici che abitano nel palazzo accanto al mio. Per continuare a condividere momenti di gioia, ma anche di preoccupazione. La disubbidienza è durata una settimana. Sette giorni terapeutici che almeno a me sono serviti per digerire la necessità di chiudersi in casa e rinunciare a qualsiasi contatto fisico, ai baci e agli abbracci. Ma non voglio parlare degli alti e dei bassi della quarantena, che forse sono simili un po’ per tutti. Vi voglio invece parlare di un piccolo progetto realizzato insieme ai miei cinque nipotini, un progetto divertente, leggero e insieme coinvolgente. Una boccata di ossigeno in questo periodo di isolamento forzato. Francesco e Gabriele hanno 11 anni, Agata ne ha 9, Enrico ha 6 anni, Anna, ne compie 5 proprio oggi.

Ho pensato di realizzare insieme a loro una radio: Radio Borghetto. Il nome Borghetto deriva dal nomignolo che abbiamo dato al gruppo di case dove risiedono, a Carpi, i loro nonni materni; Agata, Anna e la loro mamma.

Abbiamo utilizzato WhatsApp, uno strumento molto semplice da utilizzare anche per i più piccoli, compatibile con la necessità di comunicare a distanza e con le nostre tecnologie limitate. Io preparo l’apertura della trasmissione con un messaggio vocale e di seguito condivido tutti i messaggi vocali che i bambini mi inviano.

Radio Borghetto è il racconto di quello che hanno imparato durante la giornata; di esperienze che li hanno particolarmente colpiti; di poesie recitate, composte da loro o da altri autori; di brani musicali suonati al pianoforte; di barzellette, indovinelli, saluti e dediche e via di seguito.

Lasciando molto spazio alla fantasia, alle abilità e alle preferenze di ognuno.

Vi propongo di seguito una puntata che ho trascritto. Cercherò di rendere il più possibile lo spirito con cui tutti stiamo collaborando a questa idea. Dimenticavo! Abbiamo chiamato “borghetti” e “borghette” i nostri ascoltatori, siano questi bambini o adulti.

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radio-300px Io - Gooooood morning Borghetto (l’apertura è sullo stile del deejay Adrian Cronauer, interpretato da Robin Williams nel film Good Morning Vietnam ndr.), nonostante il coronavirus, la fiacca, la noia e la depressione strisciante che uccidono più del virus, siamo qui più carichi che mai dopo una giornata di silenzio, quella di ieri. Ma, anche Dio, se non ricordo male, la domenica si e’ riposato. Qui è Radiooooooo Borghetto, la radio di desistenza dal coronavirus dei bambini del Borghetto e dei dintorni. Nella “tradotta”di via Brennero questa mattina Francesco ed Enrico si sono svegliati urlando a squarciagola le loro canzoni preferite; nella “tradotta” di Stradello Donella Anna ed Agata hanno pensato che le 5 fosse l’ora giusta per alzarsi e da allora non ne hanno più voluto sapere di dormire. Per la gioia della loro mamma. Ora sentiamo le loro voci.

Francesco - Ciao Luciana, volevo farvi una domanda. Vediamo se riuscite ad indovinare questa canzone modificata da me. (Francesco inizia a cantare. La musica è quella del ritornello di Believer degli Imagine Dragons ndr.) Io mangio solo le olive, olive, ehhhhh. Le mangio anche a colazione, le olive, le olive, ehhhhhh. Le olive son la cosa più buona ehhhhh, le mangio anche a colazione. Le olive, le olive. ehhhhhhh.

Agata - Ciao Luciana, oggi mi sono svegliata e ho trovato la fatina dei dentini, perché mi è caduto il dente. Mi ha portato 50 centesimi + 50 centesimi, che fanno 1 euro. Quindi 1 euro e due cioccolatini. Poi oggi era il compleanno della nonna Crì. La mamma per festeggiarla a distanza ha preparato il salame dolce. Mmmmmmm, Al cioccolato. Oggi, era anche l’anniversario dei nonni. Il nonno ha preparato tanti dolcini e ce li siamo pappati tutti. Erano buonissimi! E adesso mi ritrovo qui a fare matematica. Ciao a tuttiiii!

Anna - “… O… (la mamma suggerisce sullo sfondo “Oltre a fare i compiti e lavorare”) Oltre a fare i compiti e lavorare (sempre la mamma “Qui si cucina tanto”), qui… si cucina tanto. A casa Borghetti. Adesso vi faccio sentire! (rumore di pentole e posate, ndr.). Ci,ci, ci, ci. Ecco, io e la mamma stiamo cucinando. Ciao Borghetti!”

Gabriele - “Ciao Borghetto, sono Gabriele, oggi ho fatto diverse lezioni tra cui quella di ginnastica. L’ho fatta in camera mia. Poi abbiamo mangiato fuori in balcone con anche il mio coniglietto Bagghy (Bagghy è un coniglietto domestico ndr.). Dopo mi è venuto a chiamare un mio amico che si chiama Mattia. Sono andato a giocare con lui fuori. Poi ho mangiato un bombolone a merenda (risata di complicità della mamma sullo sfondo ndr.). Ciaooooo!”

Enrico - Ciao Luciana, ieri ho conosciuto una lucertola, l’ho chiamata Jerfree. Praticamente la lucertola era rimasta incollata nella trappola dei moscerini. Quindi io… Gli faceva male e io l’ho salvata. Io e la mamma. Ciao!!!

Anna - Ciao borghetti oggi (la mamma suggerisce sullo sfondo: “per oggi è tutto”). Per oggi basta (la mamma: “no, per oggi è tutto da Anna”). Per oggi è tutto per Anna. Ciao borghettiiii (la mamma “a domani!”). A domani! (Anna ride divertita, ndr.) (la mamma: se volete) Se volete (Anna ride di nuovo, ndr.) Ciao borghettiiiii!


Questa di Anna è la chiusura che ormai proponiamo in tutte le puntate di Radio Borghetto, perché ascoltata dal vivo è troppo divertente. Mi piacerebbe raccogliere tutte le puntate di Radio Borghetto, trasferirle su dvd così, in futuro, Francesco, Gabriele, Agata, Enrico ed Anna potranno ascoltarle quando vorranno e potremo anche ascoltarle insieme. Chissà, allora, come ricorderemo questo momento, chissà come ci avrà cambiato e modellato questa esperienza così pervasiva per tutti. Chissà!


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Disegno di Francesco
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Disegno di Enrico: i bimbi sulla collinetta del giardino del Borghetto.
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Disegno di Gabriele
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Disegno Anna - idea e collab. di Agata
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Disegno di Agata - Radio Borghetto planetaria


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