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Gli affari di Leonardo con l’Algeria

Algeri è uno dei maggiori partner commerciali e militari della Russia nel continente africano, ma l’Italia non smette di farci affari multimilionari...

di Antonio Mazzeo - mercoledì 7 giugno 2023 - 1113 letture

Algeri è uno dei maggiori partner commerciali e militari della Russia nel continente africano, ma l’Italia non smette di farci affari multimilionari. Dopo gli accordi strategici sottoscritti nel settore energetico dall’ENI con l’azienda di stato SONATRACH, è il complesso militare-industriale a bussare alle porte del governo della Repubblica Democratica Popolare di Algeria per sviluppare la produzione e le commesse nel settore bellico.

Il 25 maggio si è conclusa la visita istituzionale in Algeria del Segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli Armamenti, generale Luciano Portolano e di una delegazione dei vertici aziendali di Leonardo SpA guidata da Pasquale Di Bartolomeo (chief commercial officer del gruppo).

Nella capitale nordafricana la delegazione italiana ha incontrato il segretario del ministero della Difesa, maggior generale Mohamed Salah Benbicha. Prima di lasciare Algeri, il generale Portolano e il dottor Di Bartolomeo si sono recati presso il sito industriale di Aïn Arnat, nella provincia di Sétif (Algeria nord-orientale), sede della joint venture creata nel marzo 2019 da Leonardo ed EPIC/EDIA (Establissement Public de Caractère Industriel/Establissement de Developement des Industries Aeronautiques), azienda a capitale pubblico che opera in campo industriale-aeronautico militare.

“Il Segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli Armamenti ha sottolineato come, anche in questo caso, la sinergia tra il Ministero della Difesa e l’industria italiana rappresenti un esempio dell’efficienza del Sistema Difesa del Paese”, riporta lo Stato Maggiore della difesa. “L’occasione ha consentito di imprimere un ulteriore impulso affinché vengano finalizzate tutte le condizioni necessarie a rendere concretamente operativa la joint venture industriale italo-algerina e passare alla fase industriale di assemblaggio elicotteri”.

“In particolare sono state create le contingenze per accelerare i tempi per la firma degli accordi accessori e dell’ordine dei primi sette elicotteri AW139 dei 70 totali (di cui 53 per il mercato algerino)”, aggiunge la Difesa. “La controparte algerina ha confermato lo stato di avanzamento della negoziazione e che lo stesso Ministero della Difesa algerino ha già allocato le risorse finanziarie per garantire la sostenibilità industriale nei prossimi anni”.

Luciano Portolano aveva incontrato l’omologo algerino Mohamed Salah Benbicha in occasione del 12° Comitato bilaterale Italia-Algeria tenutosi ad Algeri il 2 marzo 2020. Obiettivo centrale del vertice, il rafforzamento della partnership e delle relazioni industriali-militari bilaterali, a partire, ovviamente, del rilancio dell’accordo Leonardo-EPIC/EDIA per la produzione di elicotteri da guerra, dopo il “rallentamento” per la pandemia da Covid 19.

Lo stabilimento di Aïn Arnat è di proprietà per il 51% del Ministero della Difesa algerino e per il restante 49% dell’holding italiana. Secondo l’accordo del 2019, Leonardo seguirà l’assemblaggio, la vendita e la fornitura di assistenza per vari modelli di elicottero AgustaWestland, principalmente per i requisiti nazionali algerini (velivoli leggeri e medi da trasporto, evacuazione medica, sorveglianza e controllo). Una quota della produzione sarà destinata all’export nel mercato africano e mediorientale; la joint venture fornirà ai clienti anche servizi post-vendita come riparazione e revisione, addestramento e sviluppo di capacità tecnologiche nel campo della produzione di materiali aeronautici.

Il gruppo Leonardo (già Finmeccanica) ha ottenuto in Algeria altre importanti commesse nel settore militare-sicuritario. Nel gennaio 2008 le controllate SELEX Sistemi Integrati ed Elsag Datamat firmarono un contratto del valore di 230 milioni di euro con la Gendarmeria Nazionale per la fornitura di apparati e sistemi per la sorveglianza, il controllo e la sicurezza, supportati da una rete di comunicazione per l’integrazione delle differenti tecnologie. Nello specifico furono consegnati una struttura flessibile C4I (Comando, Controllo, Comunicazione, Computer ed Intelligence), con centri operativi multipli a livello regionale ed intermedio, postazioni di comando mobili, nonché 250 centri di controllo locale da dislocare sull’intero territorio algerino.

SELEX Sistemi Integrati in qualità di prime contractor curò la logistica, l’addestramento dei tecnici algerini e l’assistenza post-vendita; SELEX Communications fornì il sistema di comunicazioni mobili TETRA, oltre alle connessioni radio HF, satellitari ed a microonde. Elsag Datamat si incaricò invece della fornitura delle applicazioni software per il funzionamento dei sistemi di sorveglianza.

Il 15 luglio 2010, in occasione della visita ufficiale in Algeria dell’allora ministro degli Esteri Franco Frattini, fu annunciata una commessa di 30 elicotteri AgustaWestland del valore di 460 milioni per “rinnovare” la flotta delle forze armate algerine. In verità, secondo il sito specialistico sudafricano Defenceweb, nel periodo compreso tra il 2010 e il 2016 il gruppo italiano ha fornito alle forze armate, di polizia e alla gendarmeria algerine una settantina di elicotteri di differente tipologia, per un importo complessivo di 1 miliardo e 300 milioni di dollari (8 velivoli AW101, 24 AW109, 8 AW119 Koala per l’addestramento dei piloti, 20 AW139 e 10 Super Lynx).

Leonardo ha consegnato pure una partita di cannoni OTO Melara 127/64 LW (Lightweight) per armare le nuove fregate della classe Meko A200 della Marina militare algerina, realizzate in Germania a partire del 2016 dal gruppo ThyssenKrupp Marine Systems. Le fregate Meko A200 dispongono pure di siluri antisommergibile MU90 realizzati dal raggruppamento europeo “Eurotorp”. partecipato al 50% da WASS - Whitehead Alenia Sistemi Subacquei S.p.A., società di Leonardo con sede a Livorno.


L’articolo di Mazzeo è stato pubblicato su Africa Express l’1 giugno 2023, e sul blog di Antonio Mazzeo.



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