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Gli IgNobel 2023

Ogni anno gli IgNobel premiano le ricerche più bizzarre della scienza mondiale. Bizzarre ma non necessariamente inutili o idiote. In ogni caso, rendono più amabile la scienza.

di Redazione - venerdì 15 settembre 2023 - 774 letture

La noia contagiosa che a scuola si trasmette dagli insegnanti agli studenti e le ripercussioni del sesso delle alici sulle acque oceaniche, accanto alla rianimazione dei ragni morti, i bagni di Stanford e le persone che parlano al contrario: sono queste le ricerche stravaganti che si sono aggiudicate l’IgNobel 2023, il premio destinato al lato più bizzarro e pazzo della scienza.

L’acqua è il tema di questa edizione, la quarta consecutiva organizzata online a causa della pandemia di Covid-19. "ma non è detto che tutte le ricerche premiate debbano per forza parlarne", hanno precisato gli organizzatori. Da 33 anni la rivista Annals of Improbable Research, con il suo direttore Marc Abrahams, passa in rassegna gli articoli pubblicati sulle riviste scientifiche in cerca di qualcosa di bizzarro e capace di suscitare una risata, con il sostegno finanziario delle associazioni di Fantascienza e degli studenti di Fisica dell’Università di Harvard.

Quest’anno non ci sono ricercatori italiani fra i premiati, ma alcuni vincitori delle edizioni passate sono stati invitati a cimentarsi con relazioni ultrarapide in due versioni: la prima in 24 secondi e la seconda in sette parole. E così che Nadia Dominici, Yuri Ivanenco e Alberto Minetti, che nel 2013 hanno dimostrato che sulla Luna per gli esseri umani è possibile camminare sull’acqua; Andrea Sella ha invece raccontato le proprietà di una nuova forma di ghiaccio finora ritenuta impossibile, con una densità praticamente uguale a quella dell’acqua liquida.

A presentare i vincitori degli IgNobel sono stati, come ogni anno, degli autentici Nobel, come Frances Arnold premiata per la Chimica nel 2018, Peter Doherty che nel 1996 ha vinto il Nobel per la Medicina e Wolfgang Ketterle, Nobel per la Fisica nel 2001. Iniziata allo scoccare della mezzanotte italiana, fra lanci di aeroplanini di carta, canzoni e una mini non-opera dedicata all’acqua, la cerimonia ha premiato per l’Istruzione gli esperti di Cina, Canada, Gran Bretagna, Olanda, Irlanda, Stati Uniti e Giappone che hanno voluto capire come mai insegnati annoiati abbiamo studenti annoiati. Spagna, Galizia, Svizzera, Francia e Gran Bretagna si sono aggiudicate il premio per la Fisica, per aver misurato come il comportamento sessuale delle alici influenzi il movimento delle acque nell’oceano.

Alla Polonia è andato l’IgNobel per la Chimica, per aver cercato di spiegare perché gli studiosi dei fossili lecchino le rocce. Per la Letteratura è stata premiata la ricerca di Francia, Malaysia e Finlandia, sugli effetti del ripetere la stessa parola moltissime volte. India, Cina, Malaysia e Stati Uniti si sono aggiudicati l’IgNobel per l’ingegneria meccanica, con la ricerca sulla necrobotica, con la possibilità di rianimare i ragni dopo la morte.

Per la Medicina, dermatologi di Usa, Canada, Macedonia, Iran e Vietnam hanno collaborato per quantificare la crescita dei peli nel naso dei cadaveri, mentre per la Sanità pubblica il riconoscimento è andato all’inventore delle toilette di Stanford, complete di strumenti per l’analisi di urine e feci, compreso uno speciale sensore, una fotocamera e un sistema di telecomunicazione.

Per la Nutrizione, poi, è stato premiato uno studio giapponese su come le bacchette elettrificate modificano il sapore del cibo. Il premio per la Comunicazione è andato alla ricerca sulle persone che parlano al contrario, condotta in collaborazione da Argentina, Spagna, Colombia, Cile, Cina e Stati Uniti. L’IgNobel per la Psicologia, infine, l’hanno vinto gli americani che hanno voluto capire quanti passanti si fermano a guardare in alto se vedono degli estranei che guardano in alto.

Fonte: ANSA.



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