Girodivite della Nazione

Uno scoop rivela come sarà questo giornale
di Adriano Todaro - mercoledì 25 maggio 2016 - 2038 letture

Volete una notizia che non sa nessuno? Una notizia che è uno scoop mica da niente? Ebbene vi annuncio che questo giornale cambierà testata. Non più girodivite ma girodivite della Nazione. Testata sobria ma efficace che dà maggiormente risalto a un futuro luminoso, a una società dove vince l’amore sull’odio. Una società dove tutti, gaiamente, lavorano per far felici i padroni senza più scioperi (neppure i pochi che se ne fanno), una società dove il nero è nero e il bianco pure. Una società dove tutti si abbracciano, da Cicchitto a Esposito e dove regna incontrastato il più intelligente di tutti, quello dell’oratorio di Rignano.

Veramente io avrei preferito un’altra testata del tipo Un girodivite alla Nazione ma l’idea è stata bocciata perché giudicata troppo di sinistra. Pazienza. L’importante è fare attualità, informare perché dovete sapere che il contrario di virtuale non è il reale ma l’attuale. E noi questo facciamo, informazione attuale.

E poi in questo modo saremo in tanti, tanti giornali e una voce sola, la voce del padrone di turno. Faremo parte di un trust, un network di stampa, a livello internazionale. Del gruppo hanno già aderito la Repubblica della Nazione, Libero della Nazione (testata, in verità, un po’ sibillina), La Stampa della Nazione, Il Foglio della Nazione, Il Secolo XIX della Nazione, Il Messaggero della Nazione, Il Tempo della Nazione, Il Sole (e anche 24Ore) della Nazione. Il Corriere, tempo qualche giorno, aderirà anch’esso. Discorso a parte quello sull’Unità. Qua la Nazione, con questo giornale, perde 250 mila euro ogni mese e vende meno di 9 mila copie al giorno. Alla fine, però, riuscirà a diventare l’Unità della Nazione con buona pace del sardo Antonio. Il sottotitolo sarà cambiato e invece di “Fondato da Antonio Gramsci” scriveranno una delle massime del filosofo Massimo Catalano: "È meglio lavorare poco e fare tante vacanze, piuttosto che lavorare molto e fare poche vacanze".

Non è magnifico? E poi è anche pratico. Ogni settimana siamo qui che ci danniamo l’anima cosa mettere in pagina. Fra poco non sarà più così. Ci sarà il Centro smistamento notizie che s’incaricherà quale notizia pubblicare. Anzi te la darà già scritta, infiocchettata e involtata. Volete qualche esempio? A Catania, in Consiglio comunale, sta comodamente seduto Riccardo Pellegrino (FI) fratello di Gaetano del clan Mazzei-Cursotti. Sempre a Catania, il presidente della Sesta circoscrizione, Lorenzo Leone (centrosinistra), è fratello di Gaetano affiliato alla cosca Santapaola. Embè, direte voi? C’è stata un’interrogazione da parte di Claudio Fava al ministro Alfano. Fronte Alta ha risposto prontamente affermando che è tutto a posto perché lui ha visto il certificato anagrafico. E le possibili infiltrazioni mafiose? Nessuna infiltrazione a Catania. E la notizia? Infatti, non c’è notizia e quindi non riportiamo nulla.

Qualcuno che non ha nulla da fare (M5S), ha deciso che si potrebbero utilizzare agenti sotto copertura per combattere i reati contro la Pubblica amministrazione. Per istituire, diciamo così gli infiltrati, era necessaria la procedura d’urgenza. Ma il partito di Alfano non era d’accordo e il Pd si era allineato. Risultato: niente infiltrati. E la notizia? La notizia non c’è e quindi non riportiamo nulla.

Quando s’insediò alla Rai l’amico del Democristiano con i Nei, Antonio Campo Dall’Orto, disse subito “Basta appalti esterni”. Infatti, gli appalti esterni vanno alla grande. L’ultimo in ordine di tempo è quello di uno studio per sostituire "Virus". Chi deve studiare cosa fare è un certo Lorenzo Mieli figlio di un certo direttore, anzi ex, del Corriere. E sempre in casa Rai, la direttrice di Rai2, Ilaria Dallatana, ha pubblicizzato un bando per un nuovo reality. E chi lo vince? Lo vince la casa di produzione Magnolia. E di chi è Magnolia? L’ha fondata Ilaria Dallatana. Embè? Nessun conflitto d’interesse, tutto regolare. Quindi non c’è notizia e non riportiamo nulla.

A questo punto, voi capite, le notizie scarseggiano e cosa mettiamo in pagina? C’è una proposta che mi sembra molto opportuna e interessante: riprendere i vecchi titoli dei quotidiani, titoli ottimistici, quelli che decantavano, come cose fatte, alcuni provvedimenti che poi il fiorentino non ha portato a termine. Non importa se non sono state attuate. Importante è averle scritte.

Il problema è quello dell’ottimismo. Basta con quelli che portano iella, quelli cui non va mai bene nulla, neppure una bella come Elenuccia nostra, figlia di cotanto padre. Una ragazza acqua e sapone che si è sbattuta, assieme al dentifricio Denis, per dare agli italiani una nuova Costituzione che aspettano da 120 anni e forse ancor di più. Al primo articolo ha fatto scrivere: "È molto meglio essere giovani, belli, ricchi e in buona salute, piuttosto che essere vecchi, brutti, poveri e malati".

Ragionamento profondo che però è stato mutuato ancora dal filosofo Catalano. Denis l’ha fatto notare, dopo aver telefonato al poeta Sandro Bondi, e ha suggerito di utilizzare una frase di Re Giorgio di Savoia che va sempre bene perché istituzionale. Tenendo conto che il savoiardo (arrivato con la Clio intesa come moglie), ha presentato un volume dall’accattivante titolo “Europa, politica e passione”, ha estrapolato una frase del suo intervento che dice tutto e il suo contrario: “L’Europa può andare avanti con meno America, ma non senza America”.

Bella, eh. Era talmente frizzante la presentazione del libro che tutti erano abbioccati. Sembrava di essere al festival prostatico di Casa serena. C’era l’amico siciliano Macaluso, Gianni Letta, Giuliano Amato, Renato Schifani, Luciano Violante e tanti altri giovanotti. Moderava (non si capiva cosa) un giornalista, il giornalista della Nazione, Mario Calabresi. Il giornale da lui diretto, dopo aver dedicato pagine alla “rimonta” in tutte le città del Pd, ha fatto un bel titolo sul referendum di ottobre: “L’Anpi divisa sul No”. Mica vero. Intanto, però, qualcuno ci casca sempre.

Ecco. Allora il prossimo titolo di girodivite della Nazione sarà: “Re Giorgio incoronato per la terza volta” perché, ricordate bene, si può andare avanti con meno Re Giorgio, ma non senza Re Giorgio.


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