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Giovanni Bietti “Ascoltare Beethoven” (Laterza)

Un modo del tutto originale di raccontare la storia di un lume della civiltà europea
di Emanuele G. - giovedì 26 marzo 2015 - 2176 letture

Il mercato editoriale è inflazionato da migliaia di biografie. Fin troppo inflazionato. Spesso questa particolare tipologia di libro è un qualcosa di raffazzonato. Improvvisato. Debole dal punto di vista scientifico. Cronachistico. Appaiono viepiù come un prodotto riempitivo dei cataloghi delle case editrici. Un modo per fare qualche soldo. Naturalmente ci sono – e per fortuna – delle rare eccezioni. Ad esempio, il sublime saggio (possiamo definirlo così? – nda) del Maestro Giovanni Bietti dedicato a Beethoven. Perché sublime? Lo scoprirete leggendo la presente recensione.

Qualche parola – anzi più di una – per presentarvi l’autore. Compositore, pianista e musicologo. Consulente artistico dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, le sue composizioni sono state eseguite, tra l’altro, al Festival Internazionale di Edimburgo, alla Konzerthaus di Berlino, al Festival Internazionale di Kuhmo, in Finlandia, all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, ad opera di interpreti quali il violinista Thomas Zehetmair ed il pianista Boris Berezhovskij. Ha insegnato composizione presso il Conservatorio "V. Bellini" di Catania, ed Etnomusicologia presso l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Come musicologo, ha pubblicato saggi e revisioni di spartiti per la Longanesi, per la Ricordi, per la Skira e per l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, oltre che sulle principali riviste del settore. Ha collaborato per oltre dieci anni con la Casa Discografica Philips Classics. Considerato uno dei migliori divulgatori Italiani, tiene regolarmente Conferenze e Concerti-Conferenze presso alcuni dei più prestigiosi Enti italiani (Teatro Regio di Parma, Politecnico di Torino, Festival Mito-Settembre Musica di Torino e Milano, Istituzione Universitaria dei Concerti di Roma, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il nuovo Teatro delle Muse di Ancona, l’Orchestra da Camera di Mantova; nel prossimo settembre parlerà al Teatro alla Scala), ed è curatore delle "Lezioni di Musica", la grande iniziativa di Divulgazione musicale che attira migliaia di persone negli spazi dell’Auditorium-Parco della Musica di Roma. Attualmente è ospite di Rai-Radiotre dove conduce una nuova seri e di trasmissioni specificamente dedicate alla divulgazione musicale, e del canale televisivo “Alice” per una serie di trasmissioni in compagnia di Katia Ricciarelli. Come pianista si è esibito nei principali Festival italiani di musica contemporanea (Nuova Consonanza, RomaeuropaFestival, ProgettoMusica), eseguendo spesso sue composizioni. Vanta collaborazioni con artisti di fama internazionale quali Katia Ricciarelli, il basso Boris Carmeli, i compositori Mauricio Kagel ed Alessandro Cipriani, il violinista Thomas Zehetmair, con il quale ha suonato alla Konzerthaus di Berlino. Recentissima la composizione della Colonna Sonora per il film "Vito ballava con le streghe" del regista Vittorio Nevano.

L’intuizione felice del Maestro Bietti è di immergervi nel mondo affascinante di Beethoven partendo non dalla semplice quanto banale narrazione biografica, bensì dalla musica. Infatti, il saggio è accompagnato da un Cd. Un Cd che costituisce l’architrave su cui è costruito l’opera. Ogni esempio diventa, allora, il prodromo a tutta una serie di riflessioni su Beethoven. L’esempio come modalità operativa per ricostruire la complessa e multiforme personalità di Beethoven. Una personalità che va analizzata in profondità alla ricerca di una sua codificazione per categoria.

Abbiamo, pertanto, la categoria del tempo. La musica di Beethoven è la più grande riflessione sul tempo dell’intera storia musicale europea. Le innovazioni apportate sono talmente forti che si può facilmente affermare che c’è un "prima" e "dopo" in riferimento a Beethoven. Innovazione che si riflette anche nei concetto di spazio, memoria e contrasto.

Si passa a un altro livello di analisi. Ovverossia la definizione del rapporto fra Beethoven e il mondo. Anche qui avvengono delle innovazioni fondamentali. Con Beethoven per la prima volta il mondo entra nella musica e la musica diventa il polmone che fa respirare il mondo. E’ una meravigliosa relazione che permette alla musica di Beethoven di innalzarsi verso vette dalla meravigliosa forza espressiva.

Un mondo costituito, anche, da un geniale utilizzo di vari generi musicali, da una sordità che diventa un modo per sviluppare una sensibilità musicale del tutto unica ed, infine, un carattere in apparenza disordinato ma espressione di una personalità che sente il mondo. Il Maestro Bietti ci conduce con piglio sicuro in un viaggio assolutamente inebriante. Grazie anche a un linguaggio inappuntabile dal punto di vista scientifico, ma accessibile e appassionato.

Con “Ascoltare Beethoven” ognuno di noi ha la netta sensazione di trovarsi innanzi lo stesso Beethoven. Con il quale si può intraprendere un’amabile conversazione sugli aspetti più vitali e nascosti della sua magnifica opera. Ragguardevoli le sue note riguardanti i punti di contatto di Beethoven con Hayden (suo maestro in Vienna) e lo stesso Mozart. Oppure la meravigliosa analisi delle cinque sonate per pianoforte.

Grazie al Maestro Bietti il lettore comincia a considerare Beethoven un contemporaneo tanto forte è il senso di attualità della sua opera. Per migliorare la completezza del saggio il Maestro Bietti ha inserito al termine del libro un esauriente glossario così da guidarci con maggiore forza alla comprensione dell’ "animus" beethoveniano.


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