Giornalisti uccisi a marzo
Una lunga striscia di sangue che ha provato a fermare negli anni il diritto di cronaca e la libertà di stampa
→ MARZO Raffaele Ciriello – Miran Hrovatin – Ilaria Alpi
RAFFAELE CIRIELLO – Venosa (Potenza), 2 agosto 1959 / Ramallah (Cisgiordania), 13 marzo 2002
CHI ERA – Sebbene laureato in medicina, Ascanio Raffaelle Ciriello si dedicò alla sua grande passione: la fotografia. Cominciò a fare il fotografo nei primi Anni Novanta, lavorando per la rivista Motociclismo. Poi, una rapida carriera che lo portò come fotoreporter di guerra freelance in Somalia e in varie altre parti del mondo, anche come collaboratore del Corriere della Sera.
COM’È MORTO – A soli 42 anni, mentre stava documentando un rastrellamento dell’esercito di Tel Aviv a Ramallah, fu ucciso
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MIRAN HROVATIN – Trieste, 11 settembre 1949 / Mogadiscio, Somalia 20 marzo 1994
CHI ERA – Miran Hrovatin, 45 anni, nato a Trieste, faceva parte della comunità italiana di lingua slovena. Era un fotografo e cineoperatore che lavorò per l’agenzia TruiVideoest di Trieste, per poi essere assunto alla Rai. Per lui, come per Ilaria, il giornalismo era una missione. Inizia la sua carriera di operatore di guerra lavorando a lungo nei Balcani. Partecipa alla missione in Somalia, come operatore del Tg3, con l’idea di filmare il ritiro delle truppe Onu. A Ilaria e Miran il 15-11-2007 è stata conferita la medaglia d’oro al merito civile.
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ILARIA ALPI – Roma, 24 maggio 1961 / Mogadiscio, Somalia 20 marzo 1994
CHI ERA – Giornalista italiana, dopo aver studiato arabo all’università e grazie anche alla sua conoscenza delle lingue, ha iniziato la sua carriera come inviata dal Cairo per i quotidiani Paese Sera e L’Unità. Successivamente è stata assunta dalla RAI, avendo vinto una borsa di studio, e ha iniziato a seguire per il telegiornale di RAI Tre, le guerre in Libano, Kuwait e Somalia.
COM’È MORTA – Proprio in quest’ultimo Paese, a Mogadiscio, la giornalista è stata uccisa insieme all’operatore Miran Hrovatin, vittime di un agguato mirato alle loro persone. Alpi stava indagando su un traffico internazionale d’armi e rifiuti tossici illegali. Le informazioni raccolte, l’esito delle indagini e la vera causa della morte della giornalista non sono ancora noti e sono coperti da Segreto di Stato, anche se nel 2014, a vent’anni dall’omicidio, è stato avviato l’iter per la desecretazione dei documenti relativi all’inchiesta. In memoria della vicenda e in ricordo della giornalista, esempio di giornalismo d’inchiesta, dal 1995 è stato istituito il Premio che porta il suo nome, assegnato annualmente alle migliori inchieste televisive dedicate al tema della pace e della solidarietà.
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