Giornalisti uccisi a Settembre
Mauro Rostagno - Giancarlo Siani - Italo Toni - Graziella De Palo - Mauro De Mauro
MAURO ROSTAGNO – Torino 6 marzo 1942 / Lenzi di Valderice (Trapani) 26 settembre 1988
CHI ERA – Personalità poliedrica, quella di Mauro Rostagno. Sociologo, giornalista, attivistapolitico. Una vita movimentata. Nato e cresciuto a Torino, a soli 19 anni si sposa e ha una figlia, poilascia la moglie, va in Germania e in Francia, torna in Italia e a Trento si iscrive alla facoltà disociologia dove – con Marco Boato, Renato Curcio, Mara Cagol e altri – anima il Movimento deglistudenti. Nel 1969 è tra i fondatori di Lotta Continua. Negli anni Settanta è un autentico leaderantiautoritario. Dopo lo scioglimento di Lotta Continua anima il locale alternativo milanese“Macondo”. Chiuso quest’ultimo va in India e quando torna, nel 1981, fonda vicino a Trapani lacomunità Saman per il recupero dei tossicodipendenti. Rostagno lavora anche per l’emittente localeRadio Tele Cine attraverso la quale denuncia con forza le collusioni tra mafia e politica locale.
COM’E MORTO – La sera del 26 settembre 1988 Mauro paga con la vita la sua passione sociale eil suo coraggio: viene assassinato in un agguato mafioso in contrada Lenzi, poco distante da Saman,all’interno della sua auto. Aveva 46 anni. Non era iscritto all’Ordine dei giornalisti.
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GIANCARLO SIANI – 19 settembre 1959 / Napoli 23 settembre 1985
CHI ERA – Giornalista pubblicista, aspettava di essere assunto dal suo giornale, ma l’assunzionearriverà soltanto dopo la sua morte. Giovanissimo, Giancarlo Siani cominciò a collaborare conalcuni periodici napoletani interessandosi ai problemi del mondo del lavoro e dell’emarginazione,principale serbatoio di manovalanza della camorra. Poi iniziò a lavorare come corrispondente daTorre Annunziata per il quotidiano Il Mattino: dipendeva dalla redazione distaccata diCastellammare di Stabia. Siani svolse importanti inchieste sui boss locali, un ottimo lavoro che loportò a diventare corrispondente del quotidiano nell’arco di un anno e ad avere la promessa diessere assunto.
COM’E MORTO – Giancarlo, nell’articolo pubblicato il 10 giugno 1985 – articolo che per il PmArmando D’Alterio che guidò le indagini fu la sua condanna a morte – scrisse che l’arresto del bossValentino Gionta fu possibile per una “soffiata” del clan Nuvoletta ai carabinieri; infatti, il boss diTorre Annunziata era stato arrestato proprio a Marano, territorio dei Nuvoletta. L’intuizione di Sianiprovocò le ire dei fratelli Nuvoletta che, agli occhi degli altri boss partenopei, facevano la figuradegli “infami”. Il 23 settembre 1985, poco dopo avere compiuto 26 anni, Giancarlo Siani venneucciso alle 21.50: aveva appena lasciato la redazione centrale de Il Mattino, all’epoca diretto daPasquale Nonno.
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ITALO TONI – Sassoferrato, Ancona 31 gennaio 1930 / Beirut, Libano 2 settembre 1980
CHI ERA – Quando arriva a Beirut per documentare le condizioni di vita dei profughi palestinesie la situazione politico militare in quella zona, Italo Toni ha 50 anni ed è insieme alla sua compagnae collaboratrice Graziella De Palo. Prepara accuratamente quel nuovo viaggio in Libano, dove sireca come redattore dei Diari, catena di giornali regionali che l’editore Parretti in quegli anni stalanciando in Italia. Profondo conoscitore dei problemi del Medio Oriente, Toni ha alle spalle numerose collaborazioni con testate quali, Il Ponte, L’Astrolabio, Aut e Mensile: è lui a firmare loscoop con cui Paris Match nel 1968 raccontando al mondo l’esistenza dei primi campi diaddestramento della guerriglia palestinese. Italo nasce a Sassoferrato, in provincia di Ancona, nel1930. La sua è una famiglia di artigiani del ferro, nota localmente. Diventa però maestro elementaree milita nella sezione locale del Partito socialista. Dopo pochi anni lascia l’insegnamento e sitrasferisce a Roma. Qui comincia la sua carriera giornalistica, con una collaborazione a LaConquista, periodico della Federazione Giovanile Socialista.
COM’E MORTO – Toni il 2 settembre 1980) è stato rapito in Libano con la collega Graziella DePalo nel settembre 1980 e da allora mai più ritrovato. La mattina del 2 settembre 1980 i duegiornalisti, da dieci giorni a Beirut per documentare le condizioni di vita dei profughi palestinesi ela situazione politico-militare mediorientale, escono dal loro albergo per recarsi con una jeep delFronte Democratico per la Liberazione della Palestina di Nayef Hawatmeh nei pressi del castello diBeaufort, su una delle linee di fuoco che oppone i palestinesi agli israeliani e ai loro alleati. Ilgiorno prima, Italo e Graziella, avevano ritenuto opportuno comunicare la loro intenzione di viaggioall’ambasciata italiana, chiedendo espressamente di essere cercati se non fossero rientratinell’albergo di Beirut, il "Triumph", entro tre giorni. Dalla mattina del giorno dopo si perdono persempre le loro tracce: la versione più accreditata parla di una jeep che tende loro un’imboscata,spacciandosi per quella del Fronte Democratico che realmente attendevano, e a bordo della qualeavrebbe dovuto trovarsi la militante italiana aderente al Fronte Democratico Piera Redaelli.
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GRAZIELLA DE PALO – Roma 17 giugno 1956 / Beirut 2 settembre 1980
CHI ERA – Graziella De Palo era appassionata di giornalismo e collaborava con l’agenzia NotizieRadicali, con il quotidiano romano Paese Sera e con la rivista L’Astrolabio. Figlia di un capitanodei carabinieri e di un insegnante di lettere, consegue la maturità classica e si iscrive alla facoltà dilettere dell’Università La Sapienza di Roma e comincia a coltivare la passione per il giornalismo. Avent’anni comincia a scrivere per l’agenzia di stampa Notizie radicali e a collaborarecon ABC, Quotidiano donna, I Consigli, Quotidiano dei Consigli, L’Astrolabio. Nel 1980 inizia acollaborare con Paese Sera. Affronta il tema del traffico di armi tra Italia e vicino oriente,intervistando l’onorevole Falco Accame e interessandosi alla figura del colonnello StefanoGiovannone, capocentro del Sismi a Beirut. Tra i pezzi più significativi della giornalista, l’articolouscito su Paese Sera il 21 marzo 1980, intitolato “False vendite, spie e società fantasma: così diamoarmi”.COM’E MORTA – Vedi sopra, Italo Toni.
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MAURO DE MAURO – Foggia 6 settembre 1921 – Palermo 16 settembre 1970
CHI ERA – Nato a Foggia nel 1921, vice questore di polizia a Roma nel 1943-44, dopo la secondaguerra mondiale Mauro De Mauro si trasferì a Palermo dove si dedicò al giornalismo e lavorò,rivelandosi un ottimo cronista, per diversi giornali prima di approdare definitivamente a l’Ora. Nel1962 aveva seguito la tragica fine del presidente dell’Eni, Enrico Mattei, e nel settembre del 1970 si stava nuovamente occupando del caso su incarico del regista Francesco Rosi per il suo film Il casoMattei, che sarebbe uscito due anni dopo.
COM’E MORTO – Mercoledì 16 settembre 1970, alle 21, De Mauro stava per rientrare a casa invia delle Magnolie, in un quartiere residenziale di Palermo. La figlia Franca vide il padre parlarecon alcuni uomini, poi risalire sulla sua Bmw e partire. La vettura verrà trovata, di De Mauronessuna traccia. Anni dopo, alcuni pentiti di mafia diranno che il giornalista fu ucciso per ordine diCosa Nostra. Il caso non è ancora chiuso: si ritiene, infatti, che l’omicidio sia stato eseguito perbloccare l’inchiesta di De Mauro sulla morte di Mattei, un altro filone punta al golpe ipotizzato dal“principe nero” Junio Valerio Borhese che di De Mauro era stato comandante alla Decima Mas.
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