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Giornalisti italiani minacciati da agenti ICE

Porta a Porta non Porta ascolti – Angelucci arriva al 65% de Il Giornale – Signorini denuncia Google – Danimarca: App contro USA – Diminuiscono ascolti Tv

di Adriano Todaro - mercoledì 28 gennaio 2026 - 451 letture

AGENTI ICE MINACCIANO GIORNALISTI RAI – Laura Cappon, inviata Rai e Daniele Babbo, film maker, sono stati minacciati, a Minneapolis, da agenti dell’Ice (specializzata nel contrasto all’immigrazione irregolare). In un filmato trasmesso anche dalla Rai si vede e si sente Cappon che continua a ripetere «Press», «Stampa», «Siamo giornalisti italiani», ma l’agente dell’Ice minaccia: «Se continuate a filmare romperemo il finestrino e vi tireremo fuori dalla macchina». La giornalista mostrava il suo passaporto e il tesserino Rai e Daniele Babbo ha filmato tutta la scena. I fatti sono di mercoledì 21 gennaio, solo due giorni prima dell’omicidio da parte degli agenti anti-immigrazione dell’infermiere Alex Pretti, che li filmava. Quando Cappon e Babbo sono stati minacciati stavano realizzando un servizio sull’attività di alcuni cittadini di Minneapolis che hanno organizzato turni di monitoraggio per le strade, seguono gli agenti Ice durante il loro lavoro e li filmano per documentare eventuali abusi. Durante questa attività gli agenti hanno bloccato la macchina su cui viaggiavano gli inviati di “In Mezz’ora” e un’attivista e hanno chiesto loro di abbassare i finestrini. L’attivista ha scelto di non obbedire e ha ripetuto più volte: «Non stiamo facendo niente di male». Laura Cappon, 39 anni, è una collaboratrice esterna della Rai da quasi 10 anni. Ha lavorato anche per Domani, Il Fatto Quotidiano, Radio Popolare, la RSI, Al-Jazeera e The New Arab. Nel 2013 ha vinto il premio “l’Isola” per la copertura del colpo di stato egiziano. Nel 2017 il premio “Inviata di Pace del Mediterraneo” per una serie di articoli su Giulio Regeni. Daniele Babbo, film maker e regista, è autore del documentario “I tuffatori”, presentato al Torino Film Festival 2020.

SIGNORINI DENUNCIA GOOGLE – Alfonso Signorini ha denunciato Google Italia per non aver rimosso contenuti diffamatori, corrispondenza personale e documenti ottenuti in maniera illecita da Fabrizio Corona, nonostante le ripetute richieste. A seguito della querela i legali rappresentati delle due filiali del colosso tech «sarebbero stati iscritti a registro degli indagati per concorso in diffamazione aggravata e continuata». Nel comunicato ripreso da Ansa si afferma che le risposte di Google sono state tardive e, di fatto, hanno negato la richiesta di rimuovere i contenuti presenti su Youtube e nel programma Falsissimo di Corona. Altre iniziative simili saranno approntate nei confronti di Meta e TikTok. Sempre su questa vicenda c’è la dura posizione del giudice del Tribunale civile, Roberto Pertile, che ha accolto il ricorso dei legali di Signorini. Nella pratica il giudice sottolinea che l’inchiesta di Fabrizio Corona su Signorini non rientra nelle tutele della libertà di stampa. Questo è vero. Corona non è un giornalista ma in Italia esiste l’art. 21 della Costituzione. Per scrivere non bisogna certo essere giornalisti. Tutti lo possono fare. Assumendosi, ovviamente, la responsabilità di ciò che si scrive.

IN DANIMARCA APP CONTRO USA – Sono state un successo le due app, in Danimarca, che aiutano a boicottare i prodotti Usa a seguito delle mire di Trump sulla Groenlandia. Il boicottaggio è rivolto non solo ai prodotti Usa ma anche la cancellazione delle vacanze negli Stati Uniti e l’abbandono degli abbonamenti ai servizi di streaming statunitensi, come Netflix, ai gruppi Facebook dedicati al tema i danesi hanno aggiunto ora le app NonUSA e Made O’Meter alle loro strategie. Entrambe le applicazioni sono specializzate nell’identificare i prodotti statunitensi ed eventualmente cercare alternative locali e sono disponibili sui principali negozi digitali. L’app NonUSA ha raggiunto il primo posto dei download in Danimarca, solo poche ore prima era sesta e il 9 gennaio era in 441/a posizione. Oltre alla Danimarca, i suoi principali mercati sono Norvegia, Svezia e Islanda.

PORTA A PORTA NON PORTA ASCOLTI – Non è andata bene la celebrazione, su Rai 1, del trentennale di Porta a Porta, il programma di Bruno Vespa. La trasmissione è stata seguita da circa 1 milione di persone con il 7,1% di share. Il programma è stato battuto da tantissimi altri programmi. Vespa per festeggiare e festeggiarsi aveva chiamato Enrico Mentana, Giorgia Meloni, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Antonio Tajani, Matteo Salvini e Matteo Renzi, nonché personaggi dello spettacolo come Carlo Conti, Milly Carlucci, Mara Venier, Antonella Clerici, Valeria Marini, Eleonora Daniele, Al Bano, Iva Zanicchi, Paolo Belli. È stato tutto inutile. Forse non è più «la terza Camera».

ANGELUCCI ARRIVA AL 65% DEL GIORNALE – Angelucci rafforza la propria partecipazione a Il Giornale con l’acquisto di un’ulteriore quota del 25% arrivando così a detenere il 65% del Giornale. La restante quota è controllata al 30% da Lmdv Capital di Leonardo Maria Del Vecchio, e per il restante 5% da Berlusconi.

DIMINUISCONO ASCOLTI TV – Secondo i dati del terzo trimestre 2025, gli ascolti Tv evidenziano una lieve flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia considerando il prime time (20:30-22:30) (-2,9%), sia prendendo nell’intero giorno (-3%). In particolare, confrontando i primi nove mesi del 2025 con i rispettivi nove mesi del 2021, si riscontra una dinamica di segno negativo degli ascolti nel giorno medio sia nel prime time (-3,6 milioni di telespettatori, -16,3%), sia nell’intera giornata (-1,4 milioni di telespettatori; -15%). Nel prime time, Rai si conferma al primo posto in termini di spettatori, pari, nei primi nove mesi del 2025, a 6,8 milioni di telespettatori (37% di share), con un andamento in calo rispetto al 2024 (-6,8%) che si riflette sulla share (-1,5%). Diversamente per Mediaset, seguito da 6,7 milioni di telespettatori medi che rappresentano il 36,5% del complesso del pubblico televisivo, si riscontra una dinamica crescente rispetto ai primi nove mesi del 2024 (+1,1% share). Stabile al terzo posto troviamo WB/Discovery che ottiene 1,6 milioni di telespettatori in media (-5,2% sui primi nove mesi dell’anno precedente); seguito da Comcast/Sky i cui ascolti (1,4 milioni di individui) mostrano una contrazione rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente (-1,7%). Infine, Cairo Communication/La 7, con 1,1 milioni di telespettatori nel giorno medio dei primi nove mesi del 2025, registra un aumento di circa 17 mila telespettatori rispetto ai primi nove mesi del 2024 (+1,5%).


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