Giornali in saldo. Si vende e si compra
Del Vecchio acquista – Belpietro deve risarcire – Italpress in Cina – Scoop di Adnkronos su Manuela Orlandi – Hollywood: le serie più viste le fanno solo i bianchi – Ministro Giuli contro Veneziani
ITALPRESS A PECHINO – Gaspare Borsellino, editore e direttore di Italpress, ha annunciato un accordo con la Cina e a partire dal gennaio 2026. Italpress sarà presente con un proprio ufficio a Pechino. In particolare verranno diffusi sulle diverse piattaforme una trentina di contenuti multimediali, tradotti e distribuiti da Italpress, sia prodotti direttamente dalla redazione di 12 giornalisti a Roma, sia da una selezione delle 8000 notizie prodotte al giorno, multilingue e multimediali, dalle 200 redazioni di cui 182 all’estero della primaria agenzia cinese con 12.000 dipendenti. Contestualmente al grande sviluppo dell’AI in Cina, è stata creata la prima redazione intelligente al mondo, per la produzione automatizzata di notizie, realizzate con droni, immagini satellitari, contenuti VR (realtà virtuale) e animazioni 3D.
HOLLYWOOD: SOLO BIANCHI E POCHE DONNE – La stretta della amministrazione Trump colpisce anche Hollywood. A quanto sembra il 91,7% delle 250 serie più viste, sono state create da persone bianche, e in particolare il 79% dei “creator” sono uomini bianchi. Anche la diversità tra gli attori è diminuita, con gli attori bianchi scelti per l’80% dei ruoli. Solo 49 serie delle 222 sono state realizzate da donne.
DEL VECCHIO ACQUISTA – Leonardo Maria Del Vecchio sempre più lanciato in campo editoriale. Attraverso LMDV (Leonardo Maria Del Vecchio) Capital ha acquistato dagli Angelucci il 30% de Il Giornale e sarebbe in trattative per acquistare il gruppo editoriale QN dalla famiglia Riffeser Monti (Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino). Riferendosi all’acquisto del 30% de Il Giornale, Del Vecchio afferma che «Questo investimento, al fianco della famiglia Angelucci, rappresenta un passo concreto nel percorso che ho delineato nei mesi scorsi: rafforzare l’editoria italiana con capitale italiano, paziente e industriale». Poi così continua: «Non possiamo accettare che il futuro dell’informazione venga deciso esclusivamente dagli algoritmi o da piattaforme che non investono nel lavoro giornalistico. L’obiettivo di chi oggi ha la possibilità di investire è esattamente l’opposto: mettere risorse e competenze al servizio di redazioni libere, capaci – conclude – di parlare alle nuove generazioni senza rinunciare alla qualità». Nel frattempo, sabato scorso, 13 dicembre, Osvaldo De Paolini, vice direttore de Il Giornale, è stato nominato condirettore che affiancherà così il nuovo direttore responsabile, Tommaso Cerno. Vittorio Feltri resta direttore editoriale.
GIORNALI IN SALDO – Sono almeno tre le cordate che vorrebbero mettere le mani su La Stampa messa sul mercato da John Elkann assieme a Repubblica. In pratica quello che resta del Gruppo Gedi, i giornali che furono di Caracciolo e Scalfari. Una delle tre cordate, è guidata Francesco Gaetano Caltagirone, editore del Messaggero di Roma e uomo chiave delle scalate bancarie sostenute – secondo un’inchiesta giudiziaria – dal governo Meloni. La notizia è stata data dal presidente della Regione Piemonte Cirio, che è anche vicesegretario di Forza Italia. Oltre a Caltagirone ci sarebbe la Nem che ha già acquistato da Elkann, nel passato, diverse testate locali. Infine, ci sarebbero alcuni imprenditori piemontesi guidati dal costruttore Matterino Dogliani che ha interessi nelle concessioni autostradali, viadotti, cantieri ospedalieri. Ha buoni rapporti con Salvini (forse per qualche lavoro per il Ponte sullo Stretto). L’amministratore delegato di questo gruppo è il figlio Claudio, un rampante che si muove con jet privato. Insomma, lavori stradali, Ponte, cantieri, jet privati… Ma cosa centrano con l’editoria? Ricordiamo che il gruppo greco Kyriakou si sarebbe dichiarato interessato a la Repubblica e alle tre radio del Gruppo, ma non alla Stampa. Ricordiamo anche che Caltagirone è indagato a Milano con il presidente di Luxottica e Monte di Paschi di Siena per aggiotaggio. Appunto: cosa c’entrano tutti questi con l’editoria?
BELPIETRO DEVE RISARCIRE – Il Tribunale di Milano ha stabilito che il direttore de La Verità, Maurizio Belpietro, dovrà risarcire a titolo di provvisionale le seguenti Organizzazioni non governative: Open Arms Emergency e Sea-Watch, Sos Mediterranee e Louise Michel Mediterranea (10 mila euro); con 7.000 euro AOI Rete Nazionale. Questo perché il giornalista aveva definito “pirati” gli operatori delle organizzazioni governativi. Lo aveva fatto sulla prima pagina di Panorama. Belpietro era accusato di omesso controllo, ex art. 57 c.p., per aver acconsentito a definire sulla copertina del settimanale Panorama, nel novembre 2022, che all’epoca dirigeva, “I nuovi pirati” gli operatori umanitari delle Ong. Nel corso del dibattimento, avvenuto a novembre, i rappresentanti delle Ong hanno spiegato come avviene il soccorso civile nel Mediterraneo e hanno sottolineato che sono sempre stati assolti da accuse di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Nella stessa occasione erano stati ascoltati anche Maurizio Belpietro, Fausto Biloslavo, redattore della rivista, e l’ammiraglio De Felice.
ADNKRONOS: COLPO SU EMANUELA ORLANDI – Sul caso della scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta 42 anni orsono, l’agenzia Adnkronos, per opera della sua cronista giudiziaria, ha diffuso in rete che ora c’è un’indagata. Una notizia questa che potrebbe essere definita uno “scoop” perché l’ha data solo questa agenzia di stampa. Mentre era in corso il brindisi di Natale dei carabinieri che ha visto la presenza del Comandante generale Luongo, dei Comandanti provinciali, dei responsabili del Nucleo operativo, di tanti cronisti di nera e giudiziaria di Roma, l’Adnkronos batteva la notizia sulla indagata. Ovviamente la notizia è stata ripresa da tutti i media. L’indagata, è una ex allieva della scuola di musica frequentata anche da Emanuela Orlandi. L.C., all’epoca dei fatti, era di qualche anno più grande di Emanuela e cantava con lei nel coro. Sarebbe stata indicata da alcuni testimoni come l’ultima ad aver visto Emanuela prima della scomparsa. Oltre un anno fa era stata anche sentita in audizione davanti alla commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori. La donna è stata iscritta nel registro degli indagati ed è stata sentita la mattina del 19 dicembre a piazzale Clodio dagli inquirenti.
GIULI VS VENEZIANI – Si è aperta una polemica tra il ministro della Cultura Alessandro Giuli e Marcello Veneziani, ex An e sempre considerato intellettuale di destra. Da un po’ di tempo a questa parte Veneziani pubblica articoli che non sono in sintonia con l’attuale governo. Viene ospitato anche da Il Fatto e non solo. Ora Giuli è intervenuto per le critiche da Veneziani rivolte al governo Meloni. Lo ha fatto dalle colonne de La Verità. In margine a un convegno che si è svolto a Palazzo Montecitorio, il ministro ha coniato una nuova parola: nemichettismo. Così si è espresso Giuli: «Consentitemi di esprimere una dose omeopatica di contravveleno nei confronti di chi, da sinistra o da una sempre più presunta destra, ha deciso di arruolarsi nel fronte del nemichettismo pur di negare la forza dei fatti e dei numeri; invece di incoraggiarci o almeno di giudicare con equanimità. A tale riguardo, una dose di vaccino anti nemichettista la inoculiamo volentieri nella pelle esausta del vecchio amico Marcello Veneziani: egli, dopo aver confidato a suo tempo che aveva rifiutato l’onore di diventare il ministro della Cultura del governo Meloni, oggi sversa su di noi la bile nera di cui trabocca evidentemente il suo animo ricolmo di cieco rimpianto. Si rassereni: nello sciagurato giorno in cui il nemichettismo dovesse espugnare Palazzo Chigi, il nostro ex consigliere Rai in quota An (per tacer d’altro) sarà senz’altro premiato honoris causa». Coraggio. È Natale! Dobbiamo essere più buoni.
- Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -