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Giorgio Buccellati “Alle Origini della Politica” (Jaca Book)

Un meraviglioso affresco sugli albori della politica
di Emanuele G. - lunedì 2 marzo 2015 - 1804 letture

L’ho letto tutto d’un fiato anche se “Alle Origini della Politica” è un saggio corposo che supera abbondantemente le trecento pagine. Appena iniziato a consultarlo sono stato impadronito da un desiderio di volerne sapere di più. Più volevo saperne più divoravo le pagine di questo magistrale saggio. Il professore Giorgio Buccellati oltre ad essere uno dei maggiori archeologici italiani ha un’altra dote. Quella di scrivere in maniera avvincente concetti pervasi da un elevato livello scientifico. E’ proprio il caso di dirlo. La semplicità come risultato di una capacità di sapere esporre in modo appropriato la cultura. Diffidate di chi vi parla complicato perché costui è un parvenu nel mondo della cultura.

Chi è Giorgio Buccellati? E’ un archeologo, noto soprattutto per aver scoperto in Siria la biblica Urkesh, capitale degli Urriti. Dopo aver compiuto gli studi classici all’Istituto Gonzaga di Milano, si è laureato in storia antica alla Cattolica di Milano nel 1959; ha poi conseguito quelle in filosofia alla Fordham University di New York nel 1961 e in civiltà orientali all’Università di Chicago nel 1965. Ha quindi insegnato all’Università della California a Los Angeles (UCLA), dove nel 1973 ha fondato il Cotsen Institute of Archaeology dirigendolo per i successivi dieci anni e dove dal 1994 è professore emerito nei due dipartimenti di lingue e storia. Nel 1973 ha fondato inoltre l’IIMAS (The International Institute for Mesopotamian Area Studies), di cui è l’attuale direttore. Attivo anche in campo editoriale, ha dato vita alle Undena Publications di cui è il direttore generale. Le sue ricerche approfondite e le relative pubblicazioni riguardano il mondo accadico (filologia, linguistica e letteratura), la grafematica cuneiforme, la storia delle istituzioni politiche e religiose della Mesopotamia e l’archeologia della Siria. Con la moglie Marilyn Kelly, professoressa anche lei alla UCLA, ha partecipato e diretto progetti archeologici in Iraq (a Nippur e Dilbat), in Turchia, nel Caucaso e soprattutto in Siria (a Terqa e Urkesh). Oltre ad aver creato importanti siti web scientifici, fin dal 1968 ha applicato i sistemi digitali alla ricerca archeologica e linguistica.

Il saggio “Alle Origini della Politica” fa parte di un “corpus mesopotamico” che prevede la pubblicazione oltre al presente saggio di altri tre. Il “corpus mesopotamico” è un’iniziativa editoriale e culturale di grande rilievo perché intende organizzare tutto il nostro sapere nei confronti della civiltà sorta nella “terra delle quattro rive” ossia quei territori attraversati dai due fiumi gemelli: l’Eufrate e il Tigri. Secondo il prof. Buccellati la civiltà politica sarebbe nata in un territorio che geograficamente parlando confina con l’Iran a est, a nord con il Caucaso, ad ovest con il Mediterraneo e a sud con la Penisola Arabica. Ciò è stato dovuto a due fattori principali: la creazione di un modello urbano denominato “città” e la funzionalizzazione del territorio. Prima non vi era nulla di tutto questo. Le città non esistevano e la gente non sapeva come interagire con il territorio circostante. Con l’avvento della civiltà dei Sumeri tutto cambia. L’uomo comincia un percorso di urbanizzazione e controllo del territorio accompagnato da un’organizzazione della propria struttura sociale.

Le ricadute sono state epocali ed immense. Codeste due innovazioni storiche hanno permesso all’uomo di creare quel codice sociale e politico che è sopravvissuto fino a noi dopo un viaggio di migliaia di anni. Mi riferisco a termini come costruzione dell’ambiente, sviluppo del processo manifatturiero, la scrittua, il simbolismo della religione, la creazione delle leggi, la figura del leader, le relazioni fra Stato e popolo, l’uso politico delle divinità, il concetto di confine, il concetto di relazioni internazionali, il principio dell’ecumene e la lista potrebbe durare all’infinito. In breve, ciò che siamo sorge proprio in un periodo che va dal 3.500 aC al 500 aC.

“Alle Origini della Politica” è uno straordinario saggio che ci permette di comprendere alla perfezione il punto di partenza della nostra civiltà. Un saggio che fa riflettere. Riporto a chiusura della recensione le note dell’ultima di copertina:

“Come accade che, dopo l’interminabile durata dei periodi preistorici, quasi di colpo sboccia questo mirabile fenomeno che è lo stato, cioè una società strutturata lungo linee di potere che inquadrano gli individui in un nuovo organismo supra-personale? Il volume esplora i motori che ne furono la causa, e di cui la Mesopotamia ci offre la prima e più ricca documentazione - dalla tecnica all’ideologia. In questa prospettiva, il fulcro del potere tende inevitabilmente a espandere il proprio raggio di azione fino a volerne escludere ogni altro analogo. È cosi che vediamo come si arrivi, proprio in Mesopotamia, dal primo stato territoriale nucleare, lo stato-città, fino all’ultima possibile realizzazione, e cioè lo stato universale, l’impero. Al contempo, vi sono esperimenti che mirano a salvaguardare la dimensione personale del singolo. In qualche modo, il sistema giuridico mira a difendere l’individuo. L’ideale di preservare l’integrità della persona all’interno di un organismo essenzialmente supra-personale rimane quindi un problema irrisolto. Un problema che la storia della Mesopotamia antica ci rimanda, avendolo ben inquadrato per le nostre istanze moderne.”


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