Giorgia M. in fiamma

Il tintinnio vibrante della campanella annunciò l’arrivo del treno sul primo binario: “a Battipaglia si cambia.”

di Deborah A. Simoncini - domenica 21 agosto 2022 - 1965 letture

Giorgia la sera prima aveva bevuto parecchio (con gli amici di camera, i suoi camerati di antica data) e quando si svegliò aveva un terribile cerchio alla testa. Accesa la fiamma guardò intontita sopra di sé. Si tolse la papalina e si stappò le orecchie. Quando si alzò, livida di freddo, si mise al centro della stanza dove stava una grossa conca di terracotta. Al ricordo del molto salmone affumicato assaggiato si recò con gran fatica in cucina. La sete le stava diventando insopportabile. Aprì il frigo, alzò una bottiglia di birra rossa e la stappò. Si preparò la colazione fatta di caffè e con la spremuta d’arancia.

Per svegliarsi le ci vollero un paio di caffè. Sperava che ad attenderla fosse una giornata migliore. In bagno si inumidì il viso, lo strofinò con acqua e sapone e si lavò ben bene prima le orecchie e poi i denti. Agitò la schiuma da barba, ne fece uscire un bel fiocco e riempita la mano si accarezzò da un orecchio all’altro. Prese il rasoio e si rase.

“Posso predire l’avvenire con certezza. Basta accendere un grande fuoco e io leggo l’avvenire nel fumo che ne esce. Altro che sondaggi! Mentre scruto il fuoco devo stare molto attenta, senza mai pensare con l’occhio sinistro, ma solo con quello destro. Non posso togliere la fiamma, sarebbe come spegnerla e mal me ne verrebbe.”

Tirò fuori un sigaro, lo portò alla bocca e incominciò a masticarlo spento. Il toscanello aveva un aroma di grappa. Quando l’accese continuò a masticarlo, mentre soffiò il fumo dall’odore forte e pungente. Si sentì la bocca riarsa dal fumo e il fatto di non aver chiuso occhio tutta la notte la rendeva nervosa. Il rumore del traffico l’aveva tenuta sveglia.

“Anche se non sono tipo di fare distinzione sottili e non sono affatto incline all’umorismo. So bene in quali guai può andare a cacciarsi un uccello, o cacciarsi una donna alla prese con l’uccello e per questo voglio avere il meno possibile a che fare con un uccello e ancor meno con un uomo.” Dicono che mi occupo di sedute spiritiche, di tarocchi, astrologia e omeopatia, ma senza aggiungere che molti membri dell’alta società se ne dilettano. “Il mio sogno è a portata di mano … sarò premiata premier …, sono talmente convinta di vincere le elezioni che: potrei scendere giù a via della Scrofa e sparare a caso sui passanti e voterebbero comunque per me. Perché a me non me se compra, caso mai sono io a comprare. Come quando ho superato tre esami molto complicati, classificandomi terza su un migliaio di aspiranti e ho saputo rispondere diligentemente ai quesiti, ma la commissione dopo aver esaminato la mia foto ha deciso di escludermi dalla selezione. A quanto pare hanno detto che mi manca l’ascendente e così mi ritrovo a far la parte della cattiva in politica. Ho fatto corsi e ricorsi e alla fine ho vinto, non potevo sprecare l’occasione … Le sue domande mi sembrano offensive,” disse rivolgendosi alla giornalista. “Il prezzo di sposa che mi chiedono è troppo esiguo. Ho cominciato a parlare con la gente e mi aspetto la vostra solita litania di critiche. Altro che spirito di tolleranza! … Fidarsi gli uni degli altri e rispettarsi a vicenda? Le differenze non sono né nuove, né immateriali, incentivi e circostanze specifiche le hanno create.

La fiamma alimenta la razza che negli Stati Uniti è il marcatore identitario più importante. In India le caste hanno mantenuto un potere enorme. Tutte distinzioni radicate, dal significato profondo che esistono da lungo tempo. I miei nonni da proletari già lottavano per una società più egualitaria, mentre io rischio di essere considerata antisemita, una reietta da perseguitare legalmente, licenziare ed espellere dal paese. I conflitti dalle forme specifiche variano molto da un luogo all’altro, ma il riferimento va a quattro distinzioni fondamentali: classe, nazione, razza e religione. Le circostanze influenzano profondamente i contesti specifici, con ruoli distinti. Le istituzioni chiamano a confrontarsi i comuni cittadini per costruire rapporti di fiducia e cooperazione. Le persone con forti incentivi si aggrappano alla singola identità onnicomprensiva. Ci sono circostanze che aiutano a diluire il conflitto.

Trascorso molto tempo insieme diventa più consapevoli dei propri interessi comuni. Bisogna confidare in quanti alimentano la paura e il conflitto per mettere gli uni contro gli altri; poi spetterà alle istituzioni politiche mitigare il conflitto e garantire a tutti un trattamento equo. Il tribalismo è un istinto umano potente da gestire. Scesa in strada Giorgia vide che i marciapiedi brulicavano di gente e la folla rallentava. Svoltò a destra e imboccò un vicolo costeggiato di bidoni di spazzatura. Giunta a metà fu spintonata. Si accovacciò dietro un bidone e ascoltò due poliziotti che confabulavano tra loro. Uno agitava un rotolo di banconote e l’altro ne prese qualcuna. “So il fatto mio: posso convocare un gruppo di provocatori, armati di catene e bloccare il vicolo.” Intascò il denaro e si allontanò.

“Non fare il furbo perché la cosa comincia a darmi fastidio. Lo sai che il mio parere conta. Vi sto dando una grossa mano e siete tutti contenti di quello che sto facendo. Se vi piace non può essere tanto male.” “Sei solo un furbastro nel ruolo del duraccione.” “Ci vediamo … mi terrò in contatto.” Si udirono uno sferragliare di catene, colpi sordi e grida di dolore. Il pestaggio durò sessanta secondi. “Ho camminato appena un po’ e pur mi sembra di essere già tanto lontano.” Le note delle campane risuonarono ripetutamente. “Una donna deve pur difendersi … Sono un modello di saggezza e di virtù e non mi metto nei guai con uomini sposati.” “E’ la donna più stupida che abbia mai conosciuto. Ti ordino di compiere il mio e il tuo dovere.” Ignazio Immobile, il padre fondatore dell’Ordine, vecchio e troppo debole per alzarsi e venirle incontro parlava da solo e ogni tanto faceva la pipì a letto. A merenda aveva mangiato così tanto che per poco non vomitava. In bocca A Giorgia venne un senso di amaro e di disgusto. La testa le prese a girare. “Ormai invecchia da un’ora all’altra.” Dalla sua voce cavernicola lo si scambia per un vampiro. “Riprendi la mia eredità. Impossessati della sacra fiamma e rilanciala. Non sei ancora all’altezza del compito?”

La colpì così forte che le rintronò la testa. “Un pazzo, un pazzo sanguinario! … Non si va in giro con roba del genere ... un manganello ha tirato fuori … E’ come andare a cerca di rogne! La rissa, la rissa!” Le doleva anche l’orecchio e aveva un crampo muscolare fra le scapole. Le campane cominciarono a suonare all’improvviso come da grande distanza. Rivolte contro la propria natura erano rese sinistre. La musica diventò funebre, catastrofica, demoniaca, mentre si avviò per strada la prima processione. Ombre viaggianti indugiarono nella sua mente. “Cristianesimo e buddismo da religioni sublimi seguono e insegnano la rinuncia, distaccati dal mondo e dalle sue passioni. Bisogna superare il desiderio. Converti la concupiscenza in amore e trasforma l’egoismo in compassione.” Lanciò dalla finestra delle spille omaggio. “Non sono più nel libro paga della vostra campagna elettorale.” Congedata in tutta fretta, senza saperne il motivo, le dissero di fuggire e trovare rifugio nel Palazzo. All’ingresso presa una torcia affissa alla parete si avviò e si ritrovò in un corridoio illuminato di fiaccole, costretta a cercare alloggio nei sotterranei.

Ebbe un senso di claustrofobia. Il lacchè Mangiaguadagni rimase a guardarla a bocca aperta: “Cosa le porto? Scommetto che vuole un gin tonic!” “Mi spiace deluderla … un bicchiere di prosecco sarebbe perfetto, grazie.” Si portò l’indice alle labbra gli intimò il silenzio e gli fece segno di seguirla. “Una mente libera, uno spirito critico ha la sua forza nel dubbio!” Non avendo seguito indispettita girò i tacchi e se ne andò. “E’ giusto cominciare a chiarirsi le idee.”

L’estate lunga e afosa l’opprimeva. Malnutriti è facile ammalarsi o cadere in uno stato di spossatezza. Pubblicò un video dove saliva su un ring e prendeva a pugni un malcapitato che metteva al tappeto tra calci e sputi. Bonario e ben pasciuto, da egoista fino al midollo, un gatto felice, dall’umore pacifico e rassegnato, le fece le fusa. Fine della vita è godere e il vero godimento è nel conoscere. Si stropicciò le mani dal piacere. Eccitazione ed estasi distinguono i profeti. Lo sviluppo intellettuale e morale libera e procura maggior piacere alla vita. Chi gioisce è felice. Provò in sé una forte irritazione e senza dire nulla si alzò in fretta. Si chiuse in camera e pianse tutto il giorno.

“M’hanno affibbiato la chiara fama di osservatrice acuta e pettegola al massimo livello … Vespa si conserva bene. Da giovane lo ricordano belloccio … e Matteo continua a stare in barca a cazzare la randa ...” “Allora si può sapere cosa vi serve?” La conoscete gli chiese il compare? Un gufo le bubolò alle spalle: “Ti vorrebbero volentieri stringere le manette ai polsi e aspettano l’occasione buona per farlo.” “Mi rendono la vita impossibile: dicono che sono un’ubriacona e una donna immorale, mi telefonano per dirmi ogni sorta di oscenità e nessuno vuole più affittarmi un appartamento. Costretta a vivere in albergo e trasferirmi da uno all’altro ogni cinque giorni. Mi perseguitano. Sono a corto di soldi e nella disperata necessità di trovare un lavoro.” “Mettiti a tagliare il grano con la falciola torno torno e poi vai a raccogliere funghi e more. … Ecco adesso mi ricordo dove di ti ho conosciuta: al mercato del giovedì quando vendevo meloni a buccia liscia. Le appoggiò le mani sulla testa e la colpì con le nocche delle dita.” “Ehi! Che fai?” gli urlò. A tutta risposta le diede una carezza: “il sesso è solo questione di attimi fuggenti” e si allontanò verso la fermata degli autobus. Il tintinnio vibrante della campanella annunciò l’arrivo del treno sul primo binario: “a Battipaglia si cambia.”


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