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Giacomo Matteotti contro la guerra

Giacomo Matteotti : Un socialista contro la Grande Guerra / di Gaetano Colantuono. - Bari : Edizioni Radici future, 2026. - 216 p., - (Storia e memoria). - ISBN 979-12-54901-06-9.

di Salvatore A. Bravo - venerdì 3 aprile 2026 - 497 letture

Il Giacomo Matteotti di Gaetano Colantuono

“Giacomo Matteotti: Un socialista contro la Grande Guerra” di Gaetano Colantuono è testo prezioso per “comprendere un protagonista della storia del socialismo italiano”. Comprendere in questo caso significa emancipare l’immagine sclerotizzata di Giacomo Matteotti da tanta tradizione e manualistica che lo rappresenta come “riformista” e pertanto “moderato”.

La storia è un lungo costituirsi di strati archeologici e dunque interpretativi che finiscono con determinare una prospettiva spesso semplicistica su pensatori di primo piano come Giacomo Matteotti. Nella manualistica scolastica è associato al tragico evento, il suo assassinio da parte dei fascisti, il 10 giugno 1924, ma si ignora l’uomo e il politico prima di tale data ferale.

Giacomo Matteotti tra i marosi della Prima Guerra mondiale, è il focus del saggio, è sconosciuto al grande pubblico e non solo, pertanto l’autore del testo porta alla luce con una scrittura chiara, limpida e accurata “la storia sconosciuta di Matteotti”. Non fu un interventista, ma le motivazioni di tale scelta, spesso sconosciute, sono documentate e argomentate. La tesi del saggio è la fedeltà-coerenza di Giacomo Matteotti alla Seconda Internazionale nella quale si affermò il “no” alle guerre, poiché esse erano e sono le guerre dei capitalisti e dunque delle plutocrazie imperiali che sacrificano i popoli e i lavoratori sull’altare del plusvalore. Egli fu coerente, sempre, con tale impostazione, mentre in Europa i partiti socialisti aderivano alla Grande guerra con diverse motivazioni.

Il massacro di milioni di uomini ebbe tra le sue cause anche il tradimento dei princìpi della Seconda Internazionale. Nell’ampia introduzione al testo si afferma, e non si può non concordare, che ogni guerra è in realtà una “guerra civile”, giacché i socialisti riconoscono la “comune natura” di ogni essere umano al di là delle differenze nazionali e sociali. Il ritmo del testo è racchiuso in quel “Cercando la via” (agosto 1917) di Giacomo Matteotti che mostra e dimostra la personalità dialettica del socialista. “Cercare la via” significa mediare i principi socialisti con le condizioni storiche date. Non ci sono protocolli da applicare e dogmi a cui obbedire, il socialista Giacomo Matteotti dimostrò una rara autonomia progettuale segnata da un forse senso critico e progettuale:

“Sulla base del corpus degli interventi e delle iniziative fra il ’12 e ’17 è possibile ricostruire una fisionomia approfondita del pensiero matteottiano in relazione alle guerre. Se è valida la tesi qui sostenuta per cui Matteotti è stato un coerente esponente della Seconda Internazionale (almeno nella sua ricezione italiana), è stato uno dei tanti dirigenti locali del PSI impegnati contro la guerra; infine, rispetto alla formula del partito, la sua posizione era sbilanciata nettamente sul non aderire, è evidente che la sua opposizione alla guerra rientri nel novero dell’opposizione al militarismo capitalista e di un pacifismo politico, se adottiamo una formulazione generale; tuttavia quest’ultima definizione andrà liberata dai significati etico-culturali che essa è andata assumendo in epoca posteriore, soprattutto nel secondo dopoguerra, e andrà ricollegata alla prospettiva di classe che costantemente Matteotti e il PSI richiamavano, come si è notato, al di là delle differenze articolazioni interne” [1].

Non solo principi ma anche azione paideutica, in quanto la “pace” si costruisce con l’educazione permanente a tale idealità umanizzante. La coerenza con le posizioni della Seconda Internazionale furono pagate con un tentativo di aggressione subito il 2 maggio 1915 e una campagna diffamatoria. Non si può non notare quanto la posizione di Matteotti in un tempo, il nostro, contrassegnato da sfruttamento e da guerre imperiali sia ancora “giovane e attuale”. Anche noi siamo alla ricerca della via per uscire dal pantano di lacrime e sangue delle guerre delle oligarchie.

Il sentiero di Giacomo Matteotti è stato interrotto dall’assassinio fascista ma il suo impegno vive ed è tutto da riscoprire e da ripensare. Il testo si fregia della postfazione di Alberto Benzoni recentemente scomparso, anch’egli coglie l’elemento dialettico e processuale che connotava la vita e il pensiero dell’uomo del socialista Giacomo Matteotti, ed infatti nella postfazione leggiamo:

“Non è dunque su questo che si manifesta, sin dall’inizio, l’incompatibilità, insieme politica, culturale e personale, tra Matteotti e Mussolini, anche se primo protagonista dello scontro, sino alla sfida a duello, sarà Treves. Oggetto dello scontro sarà naturalmente il ripudio delle ragioni fondanti del socialismo democratico a partire da quelle stabilite dalla Seconda Internazionale. La rivoluzione come processo e non come Evento, contro il mito soreliano della Grande sera. La valorizzazione della crescita collettiva contro il culto, malamente mascherato del Capo” [2].

In ultimo l’autore del saggio, in quanto letterato, ha posto in evidenza il lessico e le immagini che Matteotti utilizzò valorizzandone lo stile, fra tutte di particolare valore evocativo vi è l’immagine della retta [3] debitamente commentata nel suo significato. Con essa si esprime lo stato di stallo delle potenze impegnate nella Prima guerra mondiale.

La lettura, dunque, non solo introduce alla complessità dialettica dell’esponente socialista, ma invita a pensare il nostro tempo, e ne abbiamo bisogno, attraverso le categorie cognitive e politiche di Matteotti in un tempo che soffre per l’avanzare fatale del deserto del nichilismo bellicoso e imperialista.

Rifondare il socialismo è impegno teorico e della prassi. Il testo rientra nella ricostruzione dell’umanesimo socialista nel quale Gaetano Colantuono è impegnato ormai da decenni e che ha avuto in Alberto Benzoni un riferimento etico e politico intramontabile. Riscoprire la profonda ricchezza della storia del socialismo non può che essere d’ausilio a tale ardua e necessaria ricostruzione del sentiero interrotto dalla tempesta neoliberista.

[1] Gaetano Colantuono, Giacomo Matteotti : Un socialista contro la Grande Guerra, ERF edizioni, 2026, pp. 153-154.

[2] Ibidem, pag. 208.

[3] Ibidem, pp. 105-106.


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