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La guerra, la morte di Nuto Revelli. La guerra, la morte di Valery Melis. La festa, la morte di Roberto Calì.

di Pina La Villa - giovedì 12 febbraio 2004 - 4899 letture

7 febbraio Roberto Calì, il devoto di Sant’Agata travolto ieri dagli altri devoti durante la salita di Sangiuliano, è morto.

E’ morto il caporale Valery Melis, per il quale nei giorni scorsi era partita una nuova iniziativa di raccolta di fondi per farlo curare all’estero. Muore per il linfoma di Hodgkin, causato dall’esposizione all’uranio impoverito.Aveva partecipato, quattro anni fa, alla missione nei Balcani. L’esercito nega ogni correlazione e anzi ha sospeso un suo commilitone che aveva organizzato una colletta per farlo curare. Le cifre ufficiose parlano di 24 morti e 263 malati.

E’ morto Nuto Revelli. "Il coraggio è una scelta difficile, generosa, senza ritorno. La viltà è l’assoluta mancanza di generosità di chi sceglie di abbandonare i più fragili". (citato nell’articolo sul Manifesto di oggi a cura di Loris Campetti) In questa frase è il riassunto della sua vita, il cui evento centrale è la campagna di Russia, dove, da giovane ufficiale, comanda la 46 compagnia e dei 354 alpini che la compongono solo 73 tornano a casa. E’ durante la ritirata che Nuto matura il suo antifascismo. Diventa comandante della Brigata Valle Vermegnana e Valle Stura "Carlo Rosselli", partecipa, nel 1944, alla battaglia che impedisce a una divisione corazzata tedesca di occupare il valico. (Gli storici dicono che quella battaglia permise alle truppe alleate di entrare a Nizza). Alla fine della guerra il suo impegno per i più deboli continua con la memoria e con i libri per difendere il valore politico e morale della Resistenza: "La guerra dei poveri", "Il disperso di Marburg", "Le due guerre", "Il prete giusto", "Il mondo dei vinti", "L’anello forte".

Gli operai della Cesame. "La Cesame in crisi alla festa di Sant’Agata. Gli operai minacciati di licenziamento piombano a Catania, tra prelati e politici devoti".E finalmente, sul Manifesto, ho capito bene la questione, che è questa:L’azienda, nata negli anni ’50 e tra le più solide della città, nel luglio scorso comunica ai sindacati di non avere più soldi per pagare fornitori e dipendenti e propone un piano industriale che CGIL, CISL e UIL rigettano (perché privo di prospettive e perché un buon numero di lavoratori sarebbero diventati esubero). "Dopo una serie di incontri viene deciso di avviare la procedura per far scattare il paracadute della Prodi bis, e cercare di salvare il salvabile. Da quel momento però tutto si complica: le banche rifiutano i fidi che servirebbero al commissario straordinario Giovanni Fiori per riattivare la gestione dell’azienda". Da qui ancora incontri, manifestazioni, proteste e poi, ieri, in serata, "quasi un ’miracolo’: l’annuncio da parte dell’assessore Noé e del sindaco Scapagnini che "con le banche è di nuovo tutto risolto".

Segnalo una segnalazione (visto come vanno le cose in Tv non c’è da stupirsi di dover scoprire alcune cose solo così) di Norma Rangeri, critico televisivo de Il Manifesto: il mercoledi su Raitre, intorno alla mezzanotte, va in onda "Volti", un documentario di Daniele Segre. Si tratta di interviste a giovani, su temi come il lavoro, la famiglia, infanzia, fatiche, scelte, "un viaggio nel futuro dell’Italia" dice Norma Rangeri, che è "merce rara in una Tv che dà la caccia ai professionisti del nulla. Volti ci restituisce una televisione povera di orpelli, con una splendida fotografia, un’estetica rigorosa che risarcisce il piccolo schermo di tante umiliazioni".

8 febbraio 2004

Leggo su Specchio un articolo sul "life coach" una terapia "breve" che serve alle persone affaccendate e con molte responsabilità (nell’articolo si parla dei manager, ma chi è più affaccendata e carica di responsabilità di una donna-lavoratrice-con figli e famiglia?). In pratica i manager e le aziende possono oggi avere degli esperti al loro servizio che li aiutano a migliorare la loro vita, le loro capacità relazionali, direttive, gestionali, di delega e quant’altro. Per tutti gli altri (leggi ancora "alcune donne") ci sono i libri, eccone alcuni:

William Glasser, Pensa positivo, TEA 1995 Nathaniel Branden, Le donne e la stima di sé, TEA 2003 Gregory Bateson, Verso un’ecologia della mente, Adelphi, 1977 Milton Erickson, Opere, Astrolabio 1987 C. André, F,. Lelord, La stima di sé, Corbaccio 2000 R. Bandler, J. Grinder, La metamorfosi terapeutica. Principi di programmazione neurolinguistica, Astrolabio 1980 Anthony Robbins, Come ottenere il meglio da sé e dagli altri, Bompiani 2000 Paul Watzlawick, Istruzioni per rendersi infelici, Feltrinelli 1997 G. Nardone, P. Watzlawick, L’arte del cambiamento, Ponte alle Grazie, 1999 Stefan Klein, La formula della felicità, Longanesi 2003

10 febbraio Peter Gay, Freud.Una vita per i nostri tempi, Edizione CDE, 1988, una biografia di circa 700 pagine, sembra fatta bene...

Sergej Bolmat, I ragazzi di San Pietroburgo, Rizzoli, 2002.

Sergej Bolmat è nato a Leningrado nel 1960. Scrittore, sceneggiatore, pittore, racconta la nuova Russia. Sarà a Catania alla fine di febbraio, per il "Viaggio in Sicilia verso Librino" di Antonio Presti.


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