Gaza
Che cos’era questo luogo prima del genocidio dei suoi abitanti
Segnalo questo testo di Gianluca Martino, lucido sino alla commozione.
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Da X/Twitter
Gianluca Martino, @gianlucamart1, 17.2.2026
Madinat Ghazza, che in Occidente chiamiamo Gaza City. Gaza City la colta, la città degli artisti, degli scrittori e degli insegnanti. La città dei bambini, dei resistenti e degli autostoppisti. Gli israeliani vendevano la benzina a prezzi esorbitanti, fecero entrare nel mercato anche gli egiziani che la vendevano allo stesso prezzo degli israeliani. Gli autostoppisti abbondavano tra le strade di Gaza City ma dopo pochi minuti di attesa ottenevano un passaggio perché per un palestinese negare un passaggio in auto è un segno profondamente irrispettoso.
Non era raro vedere un autista accostare il veicolo e spiegare all’autostoppista i motivi del suo rifiuto. Solo a Gaza potevi osservare un fenomeno unico al mondo: molte auto in circolazione erano piene di persone tra loro sconosciute. Capitava, inoltre, quando il traffico era intenso, di vedere passeggeri uscire lesti dall’auto per fare delle compere al volo per poi rientrare con le buste della spesa nell’auto ancora ferma in coda. I più temerari replicavano l’uscita rapida dall’auto per altre compere, con il rischio di perdere il passaggio e lasciare le buste della spesa in un auto di uno sconosciuto.
Dicevo della città dei bambini. Andare a Gaza era come entrare in una scuola. Bambini, bambini ovunque. Dopo la scuola, dal pomeriggio fino a tarda sera le piazze si riempivano di bambini e di allegria. In Piazza del Milite Ignoto le bambine facevano giochi coreografici e balli di gruppo, i più grandi suonavano la chitarra e altri strumenti, altri l’immancabile partita di calcio tra le bancarelle e i venditori di pannocchie tostate.
E poi, il quartiere storico di Shuja’iyya, il quartiere del popolo, il quartiere della Resistenza centenaria, dei duri e puri, il quartiere del ‘con l’invasore non si tratta, l’invasore si combatte’.
E la miriade di insegnanti. Da secoli, Gaza ‘esporta’ insegnanti in tutto il Medio Oriente. Le dinastie dei regimi petroliferi affidavano agli insegnanti palestinesi l’istruzione dei loro rampolli.
Gaza ha forgiato il popolo migliore al mondo. Ha resistito alla colonizzazione inglese, al regime militare sionista, ai muri di separazione, all’assedio, alla fame, a due anni di bombardamenti su un territorio grande quanto l’aeroporto londinese di Heathrow. Nessun popolo al mondo sarebbe sopravvissuto, nessun popolo al mondo sarebbe rimasto lì, attaccato alla sua terra in un unico destino.
Gaza ha cambiato il corso della storia umana. Ha ucciso il mito della civiltà occidentale, ha mostrato al mondo la truffa dei suoi ‘valori’. Ci ha svelato lo schifo della propaganda mediatica in tutto il suo squallore che ha creato greggi di razzisti depensanti adatti alla manipolazione. Ha fatto uscire allo scoperto la classe politica occidentale più depravata e miserabile che la storia ricordi.
Gaza ha accelerato il declino dell’Occidente che è, oramai, inarrestabile e non è una cattiva notizia. Qualsiasi cosa verrà, mai potrà essere peggiore di questa.
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Aggiungo le centinaia di persone - la più parte bambine - massacrate dall’aviazione israeliana in Iran con il pieno sostegno degli Stati Uniti d’America. Sono dei sanguinari, sono dei razzisti, sono dei pedofili. Sono dei barbari, dei barbari assoluti. E l’Unione Europea è complice attiva del male.
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