Gaza: tempeste, fango, paura e bambini senza protezione
Le famiglie non sanno più come proteggersi.
A Gaza il 2026 è iniziato così: tempeste, tende strappate, fango ovunque. L’acqua piovana si mescola a liquami umani e animali, e si diffondono focolai di epatite, diarrea e gastroenterite. Malattie che insieme alla malnutrizione possono diventare letali per i bambini.
Le famiglie non sanno più come proteggersi. I materiali di base per i rifugi sono bloccati al confine ma i nostri operatori continuano a lavorare senza sosta, anche nei ripari danneggiati dal maltempo.
Voglio farti vedere un video della nostra collega Giulia Sgarbi, girato in un nostro centro in Egitto che accoglie famiglie in fuga da Gaza. È la risposta concreta che ogni giorno proviamo a dare ai bambini e alle loro famiglie. E ci ricorda quanto è importante esserci.
Nonostante le enormi difficoltà e le restrizioni, i nostri operatori sono ancora a Gaza. Anche grazie ai partner locali continuiamo a portare avanti interventi salvavita. Solo tra ottobre e dicembre 2025 abbiamo distribuito 4.100 kit igienici e 6.000 kit per l’igiene femminile, oltre a forniture mediche.
I bisogni continuano a crescere ogni giorno. Un aiuto, anche piccolo, può significare cura, protezione, futuro.
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